venerdì 14 Agosto 2020 - 19:09

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Walter White: l’antieroe da “imitare”

NB:this is a spoiler zone. Se non hai mai visto Breaking Bad, ti consiglio vivamente di NON continuare nella lettura dell’articolo e di chiuderti in casa per due settimane così da rimediare a questa grave mancanza.

Ora che vi ho avvisati, cercherò di essere il più esplicativo possibile riguardo questo titolo abbastanza fuorviante. Ovviamente per chi la conosce, Breaking Bad non ha bisogno di nessuna ulteriore descrizione: è la serie per eccellenza.

Inutile dire che io sia di parte, considerando che attualmente sto fortemente considerando l’idea di un “re-re-watch.” Si perché Breaking Bad non è solo la storia di un malato terminale che vede nel mondo criminale un modo per arricchirsi, questa è solo la base. Breaking Bad è una lezione di vita, e chi meglio di Walter White, alias EISENBERG, poteva darci meglio questa lezione?

Partiamo dal principio: Walt ha iniziato tutto ciò per la sua famiglia. In effetti, per quanto rischioso possa essere, il crimine rappresenta ancora oggi il modo più veloce per fare soldi, tanti soldi.

Durante la serie però, assistiamo ad un qualcosa di collaterale: la famiglia, da priorità, diventa un pretesto per giustificare il suo ego. Non è più la cosa principale per cui Walt ha fatto tutto, ma la “scusa” che si crea per avvelenare un bambino, piazzare bombe nelle case di riposo e persino far uccidere otto persone in 2 minuti. Il vero motivo per il quale non riesce a fermarsi adesso è solo uno: Walt con questo mondo criminale si è preso una rivincita sulla sua vita fino ad allora fallimentare ed ora non può fare più a meno di sentirsi vivo, finalmente parte di qualcosa di concreto.

 

Paradossalmente, la diagnosi di cancro terminale al polmone diventa il momento esatto in cui lui inizia a vivere, a prendere decisioni che poi distruggeranno la vita di tutti quelli attorno. Il suo egoismo, basato su un senso di onnipotenza, distrugge la già fragile personalità di Jessie Pinkman e fa morire, dopo una lunga serie di travagliate indagini, suo cognato Hank.

 

Tutto questo, come Walter White stesso ammette verso la fine della serie, lo ha fatto per sé, perché gli piaceva farlo, e perché era molto bravo nel farlo.

 

C’è però un qualcosa di positivo, da imparare da tutto questo domino catastrofico che Eisenberg ha iniziato: il credere in sé stessi.  È veramente la cosa più importante che ci permette di cogliere un lato buono in tutta questa tragica storia. Credere nelle sue capacità ha portato il protagonista a rifarsi di una vita fatta di rimpianti, frustrazioni e delusioni. La paura della morte fa diventare ogni altra cosa secondaria, non  ha più niente da perdere, e questo distrugge ogni paura, ogni freno inibitorio. Walt può finalmente essere se stesso e dominare il traffico della metanfetamenina, facendo soldi per oltre 10 generazioni.

Questa è una lezione di vita che Walt (o meglio quel genio di Vince Gilligan, creatore della serie) vuole farci apprendere: non bisogna aspettare qualcosa per reinventare la propria vita, basta solo crederci. Qualsiasi impero può essere costruito contando sulla nostra forza e ambizione, che poi sia criminale o legale è solo un dettaglio, quel che veramente conta è mettere in gioco se stessi, qualsiasi cosa si faccia.  Solo dopo aver fatto l’impossibile, aver messo da parte le nostre paure e timori, potremo veramente (e cito testualmente Walter White): sentirci vivi.

 

Cristiano Marchetti

 

 

About The Author

Cristiano Marchetti

Aspirante medico con una passione per le serie tv e le moto da enduro // Sogno un mondo in cui posso andare a letto senza mettere la sveglia e mangiare senza ingrassare // Fondamentalmente mi piacerebbe viaggiare e scoprire il mondo ma non ho i soldi neanche per l’abbonamento mensile di Spotify.

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