mercoledì 20 Gennaio 2021 - 03:46

Select your Top Menu from wp menus

Unconventional – Look back in anger

LOOK BACK IN ANGER

Voices from an angry generation

10359508_10206240882730011_1865325089153788006_n(1)“ Tu ti senti ferito perché tutto è cambiato. Jimmy si sente ferito perché tutto è sempre uguale. E né tu né lui riuscite ad affrontare la realtà. C’è qualcosa che non funziona.”

Inghilterra, seconda metà degli anni 50, dopo un lungo periodo di crisi che lo vedeva ancorato al passato, il nuovo dramma inglese, ben rappresentato dall’opera di Osborne, diviene espressione della realtà e dei cambiamenti insiti in essa, segnando di fatto una svolta nel panorama della drammaturgia britannica post bellica. “Look Back in Anger” irrompe infatti sulle scene nel 1956, ponendosi come la pagina non più bianca di un Inghilterra in movimento, contraddistinta da un contesto sociale e politico ormai mutato, terreno fertile di una “generazione arrabbiata” di cui Jimmy Porter, il protagonista del testo, è il massimo rappresentante. Figlio della “classe operaia” e sposato ad una donna dell’upper middle class, Alison, Jimmy è il più arrabbiato e il più inconcludente dei giovani arrabbiati. Vive lamentandosi dell’indolenza che lo circonda e cerca di sfuggirla, “giocando ad essere vivo”, alla costante ricerca di consolazione da una realtà deludente, nella quale egli non si ritrova. In tale gioco fantastico fugge con la moglie che tuttavia, nella dimensione del quotidiano e al di fuori dell’immaginazione, non è che il continuo bersaglio delle sue verbose e violente invettive. Fra questi due fuochi, che a loro modo si attraggono e si amano, va a collocarsi Cliff, l’amico ordinario della coppia, vero ago della bilancia e confidente speciale di Alison, al quale essa confida di essere incinta tenendo all’oscuro il marito. Alison, in questa complesso triangolo, è ostaggio e vittima di una perpetua tempesta, nella quale comunque sceglie di vivere adattandosi e non ribellandosi. Lady Pusillanime, come la chiama Jimmy, palesa una sostanziale tendenza passivo-aggressiva, avvezza com’è alle continue sfide che il marito le lancia e dalle quali ella e la sua famiglia borghese finiscono per uscire sempre sconfitti. Ma la gravidanza nascosta e l’implodere della situazione la conducono progressivamente allo stremo delle forze tanto da andarsene dopo l’arrivo di Helena, sua amica e attrice , colei che strappa Alison da Jimmy e che in seguito colmerà il vuoto lasciato dalla moglie. Il dramma trova dunque la sua quadratura del cerchio. Il terzo atto vede il replicarsi della stessa scena del primo atto: domenica pomeriggio, una donna a stirare e due uomini in poltrona a leggere giornali.. La struttura circolare dell’opera viene intaccata soltanto dalla decisione di Cliff di abbandonare il “campo di battaglia”. Infine, il ritorno di Alison, che riprende ad occupare il ruolo che le spettava dopo aver perso il figlio, chiude definitivamente il testo di Osborne. L’ordine delle cose è stato ristabilito. L’aspetto che senza dubbio rende appassionante l’opera è la sua straordinaria modernità. Nel dipingere a forti tinte la dimensione socio-politica di un paese tramite le relazioni umane presenti in quel contesto, senza falsi personaggi ma attraverso uno sguardo sul vero, il drammaturgo parla di una generazione di arrabbiati che non è poi così distante dalla nostra. Chi potrebbe essere Jimmy? Forse uno specchio di qualcosa che ci è molto familiare. Un uomo privo di direzione, schiacciato sotto il peso di una società che non lo rappresenta, in un mondo che combatte ma rimanendo chiuso nel suo appartamento monocamera, intrappolato nella sua stessa gabbia di uomo del popolo ed estremo nelle sue passioni così come insoddisfatto di tutto. In un parallelismo umano che probabilmente riecheggia qualcosa nel nostro presente la trama va a comporsi, tessuta con l’intrecciarsi di battute fulminanti, dialoghi ossessivamente duri, pieni di amarezza e sarcasmo, e personaggi che sconvolgono ciclicamente i presunti momenti di equilibrio in casa Porter. Una lettura che è il sipario apertosi molto tempo fa su una “nuova”generazione, ma che non sembra mai essere calato.

Caterina Lupi

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close