mercoledì 20 Gennaio 2021 - 12:08

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Unconventional – La notte

“La Notte”
l’esordio di José Saramago a teatro

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Scoperto con grande entusiasmo con la lettura di “Cecità”, romanzo che gli è valso l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura nel 1998, non ho potuto che innamorarmi sempre di più della visione del mondo di José Saramago, scrittore portoghese a dir poco interessante e mai banale. Folgorato dalla sua sensibilità e dalla sua ironia, ho letto vari suoi libri ma mai le sue opere teatrali, per lo più sconosciuti al grande pubblico come la maggior parte dei suoi lavori, finché non mi sono imbattuto in una libreria dell’usato nel centro di Milano in “La seconda vita di Francesco d’Assisi e altre opere teatrali”. Il primo incontro di Saramago con il teatro è avvenuto nel 1977, quando Luzia Maria Martins, direttrice di un teatro d Lisbona, invita ancora il non famoso romanziere a scrivere un’opera teatrale nella quale l’azione si svolgesse in una redazione di giornale. Scrivere un testo teatrale però richiede altre competenze e capacità che lo avrebbero allontanato dal suo stile. All’inizio riluttante, sarà lui stesso a ricercare la direttrice per accettare l’incarico, ispirandosi alla propria esperienza da giornalista, come lui stesso racconta della genesi della sua prima opera:

“Di tecniche teatrali potevo forse non saperne quanto serviva, ma sapevo bene che cosa erano gli scontri politici e le dispute ideologiche, le coerenze di tutta una vita e gli opportunismi dell’ultima ora, le ambizioni sconfitte e le nuove ambizioni che si preparano a occupare i posti vacanti. Fu con questi ingredienti che scrissi La notte, messa in scena nel 1979”.

La produzione teatrale di Saramago si caratterizza con l’incontro tra poesia, lucidità e potenza evocativa, che ritroviamo nel suo stile narrativo, e sfocia come soluzione espressiva in un testo brechtiano, teatro sperimentale con funzione sociale che fa uso di immagini, create anche tramite le combinazioni di partiture fisiche della danza e suoni, con lo scopo di rompere la mimesi emotiva dello spettatore portandolo, appunto, a una riflessione sul tema.
Tema scelto per la sua prima opera è la libertà di pensiero, per tanti anni negata dal regime di Salazar e, all’epoca della scrittura de “La Notte”, appena riconquistata. Infatti l’azione si svolge in due atti nella notte tra il 24 e il 25 aprile del 1974 in una redazione di giornale di Lisbona obbediente alla dittatura, messa sottosopra dalla Rivoluzione dei Garofani. L’atmosfera del primo atto è tediosa, sottolineata dalla routine lavorativa della redazione, ovattata dalla censura che non permette ai giornalisti di creare con la propria testa. Tedio intellettuale che si infrange alla notizia della presa di Lisbona da parte dei militari, trasformando la redazione in uno specchio del caos politico, dove saltano tutti gli schemi e le gerarchie, fino a raggiungere l’apice con un’immagine fortissima nel finale.

Di forte impatto concettuale, visivo ed emotivo, “La Notte” risulta essere ancora oggi un’opera attuale soprattutto dopo l’attentato al “Charlie Hebdo” a Parigi. Un’opera che ci invita a porre attenzione a quella libertà di stampa e di pensiero conquistata con difficoltà ma che tante volte diamo per scontata. Forse è proprio come monito, e speranza, che Saramago introduce la sua piéce con la seguente citazione

“Tutti faremo giornali, un giorno”.
(autore sconosciuto)

Marco Burchini

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