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Un trench nell’armadio – I Consigli di Lady Jane B.

Il trench è un indumento che deriva dal trench coat, ossia il cappotto militare d’ordinanza dei soldati che combattevano in trincea, la parola inglese “trench coat” significa proprio “cappotto da trincea”. La paternità del trench, capo immancabile negli armadi di donne e uomini, è reclamata da molti marchi di produzione (esistenti ancora oggi) ma non è chiaro chi sia stato il primo marchio a lanciarlo sul mercato facendolo diventare un must. Sicuramente una delle prime case a produrlo (in un tessuto impermeabile) è stata quella di Thomas Burberry: lo stilista inventò e brevettò un tessuto che oggi viene identificato come Gabardine (un cotone pesante filato a maglie strette che non faceva passare l’acqua al suo interno).

Il trench è sicuramente considerato un evergreen, il pezzo immancabile durante la ”mezza stagione”. Spesso però viene identificato come trench un qualsiasi capo impermeabile che porta una cintura in vita, in realtà questo indumento ha delle caratteristiche specifiche, tutti gli altri sono solo imitazioni ;)!(imitazioni spesso molto belle e più all’avanguardia)

Il trench deve avere:

La tipica manica raglan: ossia un tipo caratteristico di manica che si estende fino al collo dove è attaccata; é unita al corpetto con una cucitura che partendo appunto dal collo va fin sotto all’ascella proseguendo sul dietro, dove attraversa la scapola parallelamente alla cucitura anteriore, per arrivare nuovamente al collo circa una decina di centimetri dietro a dove era partita.

Le spalline: intese non come imbottitura interna ma come le tipiche lingue di tessuto dei capi militari che partono dalla spalla e si abbottonano vicino al collo.

Il profondo sormonto con l’abbottonatura a doppiopetto, che da maggiore protezione contro il vento e le intemperie

Il sottogola: una striscia di tessuto che ripiegata e nascosta sotto il colletto quando è abbassato, permette di tenerlo ben chiuso quando lo si alza.

La chiusura: deve essere con gancetti e anelli metallici, che permettono di avvicinare bene il colletto fino in cima.

La cintura: è caratterizzata da anelli di ottone, utili all’origine per agganciare degli accessori, retaggio del cinturone della divisa militare che serviva a portare la spada, la pistola e le giberne.

Cinturini ai polsi: che permettono di stringere saldamente il fondo della manica.

Fibbie: di cintura e cinturini ricoperte di cuoio.

La piccola falda di tessuto sul pettorale: (a destra nella versione maschile, a sinistra nella femminile) che viene erroneamente scambiata per un rinforzo su cui poggiava il calcio del fucile ma in realtà è un accorgimento che permette che l’acqua non possa entrare dall’alto nell’abbottonatura.

Il piegone posteriore che consente un ampio passo.

Le aperture sui fianchi per infilare le mani all’interno, permettono di accedere alle tasche dei pantaloni senza dover sbottonare o alzare il trench.

Le tasche laterali: oblique con bottoni.

La fodera a quadri che una volta distingueva i reggimenti e in seguito i produttori.

La falda in alto sulla schiena a foggia di una mantelletta che permette che l’acqua scivoli meglio in quel punto critico.

La lunghezza non dovrebbe salire al di sopra del ginocchio, questo parametro è stato tradito ampiamente dagli stilisti del nuovo millennio, perciò si vedono trench non solo a tre quarti ma anche poco più lunghi di una giacca anche tra i produttori storici che hanno inventato questo impermeabile. Ormai si trovano trench di tutti i colori e generi, anche in tessuti non proprio impermeabili, che rispondono più che altro alle tendenze del momento. Comunque che si tratti dell’originale o di una bella imitazione è un indumento di cui non si può proprio fare a meno!

con amore

Lady Jane B.

About The Author

Sabry Capecchi

Grazie alla passione per il Vintage ha potuto realizzare il suo sogno: aprire una piccola boutique nel centro di Firenze, in cui restyle e retro' si uniscono creando look originali ed esclusivi.

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