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Torment: Tides of Numenera – Anteprima ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 08:45

Torment: Tides of Numenera – Anteprima

ISOMETRIA MODE ON

Quando ho messo piede alla Gamescom, il padiglione di inXile Entertainment è stato il primo che mi è balzato all’occhio: un cubo nero con una gigantografia con su scritto TORMENT.

Nome poco rassicurante direte, e di certo non avrei nulla da obiettare, se non che svoltato l’angolo di quella bizzarra struttura, mi sono trovato davanti una cosplayer strizzata in tutina di pelle purpurea fra le più gnocche che io abbia mai visto.

Con un sorriso disarmate ed una parlata a metà fra inglese e ostrogoto, la pulzella mi chiede se voglio entrare a vedere di che si tratta: tempo zero faccio tilt e acconsento alla cortese richiesta.

Un po’ di fila e poco dopo sono dentro al cubo insieme ad una piccola folla per assistere alla beta di Torment: Tides of Numenera.

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A presentarla è proprio il capo progetto, Colin McComb il quale spiega che il prodotto è il successore spirituale di Planescape Torment: gioco risalente al lontanissimo ’99 che in molti affermano essere il più bello e ben scritto gdr di sempre.

Tali ragionamenti potranno anche essere veritieri, ma per gente come me che dal ’98 scorrazza sulla Sword Coast da Baldur’s Gate a Neverwinter, fino alla gelida Icewind Dale, è dura digerire una simile affermazione…ma veniamo al dunque: Numenera, un mondo medievale disseminato di rovine e manufatti di una civiltà estremamente più evoluta, è l’ambientazione in cui si svolge l’avventura.

Il gioco si distacca dalle regole di D&D che governano titoli come Pillars of Eternity e Divinity: Original Sin, introducendo un sistema completamente inedito.

Il protagonista è l’ultimo Castoff: un umano completamente svuotato di presente e passato poiché è stato, fino a quel momento, veicolo di una divinità chiamata Changing God, per percorrere il Nono Mondo.

Il team di sviluppo è il solito…forse quando dicono che Planescape è uno dei migliori giochi scritti, non hanno tutti i torti…

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Dalla beta si capisce quanto i dialoghi siano un elemento cardine del gioco. Ad ogni modo, pronti via si costruisce rapidamente un party parlando con i primi npc che si incontrano; discorsi per capire chi sono e cosa sanno fare i nuovi amici e veniamo gettati in combattimento, che come detto, non sfruttando le regole di D&D, si rivela abbastanza spiazzante.

Non solo i combattimenti, in Torment, anche le classi sono inedite, anzi, quasi non esistono e gli attributi si riducono a Vigore, Intelletto e Prontezza: siamo veramente molto lontani dal buon vecchio d20.

Non mancano ovviamente le scelte multiple: in combattimento ad esempio possiamo ingaggiare, preparare un’imboscata, fuggire o cercare di persuadere gli avversari a darsi una calmata.

In Torment si potrebbe anche decidere di non mettere mai mano alle armi tanto è libera la scelta: saranno proprio i dialoghi e le quest a portare punti alla nostra combriccola di eroi.

Passando all’ambientazione, si nota che è possibile interagire con moltissimi elementi della mappa, più ovviamente gli npc che hanno sempre qualcosa di nuovo da dirci.

La beta si conclude con il party completo (5 elementi) che arriva in una grande città in cui la suddetta interazione con oggetti e persone diventa esponenziale.

Da fan del genere mi ha convinto questo Torment?

Non lo so…l’ambientazione e la storia sono qualcosa di meraviglioso, ma il distacco dai canoni classici è davvero duro da digerire e per i neofiti sarà qualcosa di disastroso.

Il primo trimestre del 2017 è la data indicativa per l’uscita: staremo proprio a vedere.

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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2 Comments

  1. Dagma O'Neill

    Sì, ci ha convinto. I neofiti saranno sempre e comunque traumatizzati dal mondo del gioco di ruolo finché resteranno tali, io voto per buttarli giù da una rupe e non pensarci più.
    Hype. :v

  2. Denny Calamai

    Su quello non ti posso che dare una ragione stramegagigante. 😀 Però avendolo visto devo dire che è un sistema di gioco veramente strano, per contro la storia è veramente eccellente. E il fatto che il capoccia abbia fatto la conferenza in inglese è stato un punto a favore in più! tedeschi popolo evoluto una cippa: gamescom, manifestazione internazionale: il 98% di cartelloni e stand solo in tedesco. mah…

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