domenica 15 Dicembre 2019 - 08:01

Select your Top Menu from wp menus

Tool live @ Firenze Rocks – Recensione

Il Firenze Rocks riuscirà a eguagliare se stesso? Difficile che ciò accada considerando l’irripetibile roster di band del 2018 fatto di artisti di diritto entrati nell’Olimpo del rock. Nonostante ciò, questa terza edizione è partita davvero molto forte.

Nomi decisamente altisonanti hanno inaugurato il festival e soddisfatto le aspettative. I Dream Theater restano sempre un vero spettacolo di tecnica e cuore anche sotto il solleone delle cinque del pomeriggio, gli Smashing Pumpkins di Billy Corgan non possono che appassionare con il loro mix sonoro di pezzi graffianti e melodici. Ma i più attesi non potevano che essere gli headliner, i redivivi Tool.

Foto by Henry Ruggeri (Virgin Radio official photographer)


Redivivi, perché dopo più di 10 anni la band torna sulle scene addirittura prendendosi il lusso di annunciare il 30 agosto come data presumibilmente certa per l’uscita del loro nuovo album da moltissimo tempo atteso e più volte rimandato.

Si poteva legittimamente presumere che la lunga assenza e le aspettative disattese nel tempo potessero aver fatto calare l’interesse del pubblico per Maynard James Keenan e soci. Nulla di più sbagliato.

L’assenza è presenza. A confermare la validità di questo aforisma ci ha pensato il pubblico della Visarno Arena: circa 50.000 fan hanno accolto gli alfieri dell’alternative metal. Folla assai più numerosa delle aspettative, con buona pace di detrattori e dispensatori di discorsi da bar.

Puntuale come da programma, l’esibizione dei Tool comincia con Ænema e The Pot ed è proprio il caso di dire che la pressione esplode. Il “the pot” (la pentola) è qui perfettamente rappresentato dall’attesa dei fan lasciati sul fuoco a riscaldarsi per un’abbondante decade e un afoso pomeriggio fiorentino. Saltato il coperchio non resta che assistere a scene di giubilo, urla, canti e entusiaste bestemmie liberatorie.

I Tool si confermano una band di tutta sostanza e zero infiocchettamenti: come da tradizione suonano dall’inizio alla fine la loro setlist senza siparietti e senza interagire con il pubblico, fatta eccezione per un “Firenza!” urlato da Maynard James che, come da tradizione appunto, resta in penombra per tutta la durata della performance.

Così sono i Tool, lodiamo quel Dio ieri spesso nominato invano (?) per il loro ritorno. Lodiamo loro per la perfetta alchimia della voce di Keenan, la chitarra di Adam Jones, il basso di Justin Chancellor e la batteria di Danny Carey. La perfezione del loro live eguaglia quella incisa in studio, anzi la amplifica attraverso il potente e ben bilanciato sistema audio del Firenze Rocks.


La scenografia completa il tutto, fattore importante per la band quasi quanto la loro musica. Gli iconici e disturbanti elementi visivi che hanno sempre contraddistinto la carriera dei Tool qui accompagnano l’esibizione creando uno spettacolo magistrale, davanti al quale non si può che rimanere esterrefatti.

A rinforzare le speranze di una effettiva uscita del nuovo album per fine agosto, vengono suonati anche due inediti che fanno a maggior ragione intendere che la band californiana non ha perso lo smalto, anche a costo di diventare un po’ auto-citazionista.

Vicarious e Stinkfist chiudono lo show dopo circa un’ora e mezzo di esibizione, senza encore e senza saluti da parte di Keenan (d’altronde sarebbero inutili infiocchettamenti per lui). Gli altri elementi della band invece si trattengono sul palco ricevendo il lungo applauso del pubblico.

Speriamo di non dover attendere ancora almeno un paio di lustri per rivederli.

Francesco Barducci

About The Author

Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close