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Rise of the Tomb Raider: il porting ⋆ Breakoff  

venerdì 30 Settembre 2022 - 21:10

Rise of the Tomb Raider: il porting

Signori, è tutto molto bello!

Con il primo reboot del 2013, Crystal Dynamics ha fatto le prove generali per lo spettacolo. Tre anni ed un’esclusiva temporale dopo, lo show sbarca finalmente anche su pc e come direbbe Bruno Pizzul: “Signori, è tutto molto bello!”

rise-of-the-tomb-raiderÈ proprio questa la sensazione che si prova dopo i primi minuti di gioco a Rise of the Tomb Raider: un prodotto che diventa finalmente maturo e riporta la saga di Lara Croft ai fasti di un tempo. Azione, esplorazione, enigmi ambientali, sono dosati ed amalgamati quasi alla perfezione in questo sequel, cui fa cornice una trama epica e profonda che ci conduce dalle sabbie della Siria alle tormente siberiane sulle orme di Lord Croft, alla ricerca della fonte di vita eterna.

Lara è cresciuta: da ragazza spaventata del primo episodio, si è trasformata in avventuriera, portando alla rinascita vera e propria dell’eroina che dal 1996 insegue manufatti, esplora città perdute e tombe dimenticate. Già, le tombe.

rise-of-the-tomb-raider-2È proprio questo il fiore all’occhiello che fa di Rise of the Tomb Raider, manco a dirlo, un vero Tomb Raider. Il gioco, pur seguendo una trama-guida, possiede un’anima votata alla sopravvivenza/evoluzione con meccaniche free roaming, che ci permetteranno di percorrere il vasto terreno di gioco raccogliendo materiali, completando quest secondarie ed esplorando le sopracitate tombe antiche. È qui che i giocatori di vecchia data sentiranno più forte il richiamo ai primi capitoli della serie. Ambientazioni pregne di mistero, ognuna con la sua storia ed un proprio linguaggio visivo, condite da fasi platform e puzzle ambientali ben congegnati, ci permetteranno di arricchire un’esperienza di gioco che contribuirà ad approfondire la progressione e la caratterizzazione di Lara.

rise-of-the-tomb-raider-lara-camillaRise of the Tomb Raider era un titolo già eccellente su Xbox One, ma è su pc che diventa straordinario. Un computer di fascia media come quello del sottoscritto (AMD FX 6200, 16gb ram, NVIDIA GeForce gtx 660) vi permetterà tranquillamente di spingere il livello di dettaglio quasi al massimo pur rimanendo fluido a 60fps in ogni situazione, segno di un’eccellente ottimizzazione. Rimarchevole il buon lavoro svolto sui capelli di Lara, che reagiscono alle condizioni atmosferiche ondeggiando ed agitandosi in maniera dinamica e realistica. Stesso realismo con cui, anche per questo secondo capitolo, la bella Camilla Luddington dà corpo, movimento e volto a Lara grazie ad una motion capture davvero ottima. Il comparto tecnico si chiude sul sonoro, con musiche evocative, effetti ambientali azzeccati ed un doppiaggio completo in italiano veramente ben realizzato: da film.  

rise-of-the-tomb-raider-discovers-what-drives-lara_mwvt.1920Rise of the Tomb Raider è dunque un capolavoro? No, ma ci va pericolosamente vicino. Unica grossa pecca è il livello di difficoltà: tarato decisamente verso il basso. Il consiglio che vi posso dare è di giocare al livello di sfida massimo, per ottenere un buon compromesso fra impegno e godibilità. La frustrazione e le imprecazioni ce le conserviamo per aprile, per un certo Dark Souls 3…

Denny Calamai

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Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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