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The Witcher: Blood and Wine - Recensione ⋆ Breakoff  

domenica 23 Gennaio 2022 - 17:50

The Witcher: Blood and Wine – Recensione

C’EST MAGNIFIQUE

Vi sentite frustrati perché avete buttato dieci euro di cinema per vedere un Warcraft che già dai trailer sembrava tutto meno che un bel film?

Avete voglia di godervi un fantasy emozionante e coinvolgente?

Bene allora, ci pensa CD Project Red a farvi contenti.

Blood and Wine, la seconda ed ultima espansione per il pluripremiato The Witcher 3, rappresenta forse uno fra i più bei giochi fantasy realizzati negli ultimi anni.

Come avveniva per Hearts of Stone (il precedente dlc), la storia si colloca parallelamente alla trama del gioco base: un banale nuovo incarico per il nostro strigo dai capelli bianchi. Ma ciò che sembra una semplice missione secondaria, sviluppa in pochi istanti una storyline che vi terrà occupati per decine di ore di gioco.

Blood and Wine è un’espansione con i controfiocchi.

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La nuova mappa è vasta e gli incarichi secondari sono molti ed estremamente curati. In questo caso ci si discosta molto da ciò che avveniva nella precedente espansione, introducendo di fatto un gioco tutto nuovo che rivaleggia con The Witcher 3 in quanto a completezza e cura dei dettagli.

I nuovi personaggi sono azzeccati e il lore si accresce con nuovi aneddoti e leggende.

A tutto ciò si aggiunge un comparto tecnico che riesce nella missione quasi impossibile di migliorare il gioco base: non appena arriverete a Toussant (la nuova area) verrete letteralmente rapiti.

Se nella campagna principale paludi e foreste umide da cupo paesaggio inglese erano la norma, qui ci siamo trasferiti nel sud della Francia: vigneti, campi di lavanda, fiori vivaci e castelli fiabeschi colorano le ambientazioni che si dimostrano ancora una volta rimarchevoli in ogni scorcio. Anche gli accenti dei personaggi cambiano: dai taglienti dialetti britannici si passa a lingue italo-francesi.

Attenzione comunque a non farvi ingannare da questa atmosfera romantica e scanzonata: stiamo sempre parlando di The Witcher.

In ogni istante si percepisce un senso di irrequietezza e di paura nascosto sotto una facciata di apparente tranquillità.

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Oltre ad una lucidata generale al motore grafico, Blood and Wine presta attenzione anche ai vari menù che diventano più pratici ed alla mappa, più completa ed user friendly. Caratteristiche necessarie per invogliare novelli Witcher ad avvicinarsi alla serie.

Tuttavia il lavoro di CD Project è indirizzato sopratutto ai giocatori di più vecchia data.

Già il fatto che per accedere al dlc sia necessario aver raggiunto il 34esimo livello la dice lunga su quanto la sfida offerta da Blood and Wine sia tarata per i giocatori più esperti.

Oltre infatti a tutta una serie di nuovi nemici, troveremo nuovi set di armature ed oggetti che potranno essere utilizzati man mano che accumuleremo abbastanza esperienza e corone.

Insomma per godersi veramente a pieno questo dlc è consigliabile aver già digerito i precedenti capitoli.

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Come detto prima, la campagna è davvero vasta.

La main quest si completa in circa 20 ore. Se poi ci vogliamo dedicare anche alle circa 90 missioni secondarie (sì, vogliamo dedicarci assolutamente!), allora è bene raddoppiare la cifra.

Ci troveremo a scorrazzare in giro per città, praterie e castelli ad uccidere mostri, salvare damigelle e cercare tesori mentre le ore di gioco voleranno via agili. E se siete fanatici dei romanzi di Sapkowski, ritroverete tutta una serie di personaggi più o meno noti che saranno la ciliegina sulla torta.

Si ma sto Blood and Wine in definitiva di cosa parla?

Se vi dico denti aguzzi, sangue e pipistelli cosa vi viene in mente?

(No, non è Twilight: qui i vampiri non sono esseri ridicoli coperti di paillettes con addominali & risvoltini…)

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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