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The Serenity Of Suffering - Recensione ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 07:59

The Serenity Of Suffering – Recensione

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Dopo un periodo in cui ho fatto davvero fatica a trovare dischi nuovi interessanti di cui parlarvi, nelle ultime settimane finalmente ci sono state un po’ di uscite su cui vale la pena soffermarsi.

Nell’articolo precedente di questa rubrica vi ho parlato del nuovo dei Pixies (un bel quanto inaspettato ritorno), questa volta invece è il turno della nuovo disco dei Korn “The serenity of suffering”.

I Korn con questo nuovo disco sono arrivati al dodicesimo capito della loro storia, iniziata nel 1993 a Bakersfield negli Stati Uniti d’America.

Insieme ai Deftones sono considerati gli iniziatori del genere nu metal (mix di elementi heavy metal con rap, funk,  post grunge).

“The serenity of suffering” è uscito il 21 Ottobre e con questo disco i Korn proseguono la strada intrapresa con il precedente “The paradigm shift” del 2013, ovvero un ritorno verso le sonorità nu metal che gli appartengono, dopo qualche sperimentazione più o meno riuscita.

Anzi a dirla tutta all’ascolto questo risulta forse il disco più heavy mai realizzato dai Korn, soprattutto è contraddistinto da dei riff di chitarra veramente duri, complice forse il ritorno in formazione di Head alla chitarra (rientrato nel gruppo nel 2013 dopo che aveva lasciato nel 2005 a causa di contrastanti convinzioni personali).

La formazione attuale dei Korn è Jonathan Davis (voce), James “Munky” Shaffer (chitarra), Brian “Head” Welch (chitarra), Reginald “Fieldy” Arvizu (basso), Ray Luzier (batteria).

Il nuovo dei Korn è un disco di “genere” se mi passate il termine, del quale il difetto può essere trovato nel fatto che, a fronte di un genere come il nu metal non invecchiato esattamente alla grande, risulta complesso riuscire a non autocitarsi troppo rimanendo comunque credibili.

Per chi vi scrive i Korn con questo disco ce l’hanno fatta in questa impresa, convincendo soprattutto chi come me poco aveva digerito i loro esperimenti elettronici; questo disco è un ritorno in grande stile e con una formazione in grande forma.

Parlando dei brani i tre che più mi hanno convinto sono “A different world” che vede la collaborazione con Corey Taylor cantante degli Slipknot, “Take me” con un ritornello che scorre in maniera ottimale, “Rotting in vain” con un riff riuscito e potente.

Mirco Chiaramonti 

About The Author

Mirco è speaker e fondatore della trasmissione in onda tutti i martedi dalle 21,10 circa alle 23 sulle frequenze di Radio Mugello e in streaming su www.radiomugello.it . Interamente dedicato alla musica rock, il programma è condotto in studio da Ilkiaradj, Djssio... la redazione, invece, è curata da Carlos.

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