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The Boy - Recensione ⋆ Breakoff  

venerdì 30 Settembre 2022 - 22:26

The Boy – Recensione

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Immaginate di avere in casa un bambolotto di porcellana alto quanto il nano di Jackass. Un bel giorno non lo trovate più dove lo avevate lasciato. A quel punto cosa fareste?

Non c’è bisogno di essere Einstein per ipotizzare alcune scelte: darlo direttamente in mano ai disponibilissimi addetti del Quadrifoglio; cestinarlo nel proprio sacco dell’immondizia (indifferenziato mi raccomando); guardarlo bruciare fino all’ultimo pezzettino nel bidone della spazzatura (molto cinematografico).

E INVECE NO!

Il regista de ‘’L’altra Faccia de Diavolo’’ (per chi lo ha visto, vi sono nel cuore) intraprende la strada della bambola posseduta, trama che abbiamo già visto in molti altri film come ‘’Chucky’’ e ‘’Dead Silence’’, solo che, a differenza di The Boy, questi ultimi sono riusciti nel loro intento.

Brahms, questo il nome della bambola, non ha nulla di orrorifico, anzi, fa quasi tenerezza con quel completino da damerino e quei capelli a leccata di mucca. In realtà non è un pupazzo che viene dal malfamato Bronx, ma da una ricca famiglia inglese che decide di lasciarlo in custodia per qualche settimana ad una tata, per giunta in fuga da un passato travagliato (figlia mia, i tuoi problemi non sono finiti).

Con l’aiuto del ragazzo sfigatello del paese che le porta la spesa a casa (inutile dire che è isolata dal resto del pianeta al punto che su Marte c’è più vita) la tata passa i giorni a capire il perché i proprietari tengono molto al pupazzo e a cercare la maggior parte degli abiti e degli oggetti che continuano a sparire dalla villa. MA CHI SARA’ MAI STATO?

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Non dimentichiamoci che la supernanny deve rispettare delle regole su Brahms:

1- SVEGLIALO ( se lo scuoti come una maracas non c’è conseguenza di un infarto imminente)

2- LAVALO (con il Baby Johnson, sennò si arrugginisce)

3- VESTILO (una bambola nuda in casa mette soggezione e disagio, un po’ come guardare nudo Ken)

4- NUTRILO (niente junk food, la mamma non vuole)

5- CANTAGLI UNA CANZONE ( I’m a barbie girl, in a barbie woooorld)

6- FALLO STUDIARE ( interrogalo sulla nascita di Barbie, Ken e la famosa nemica Tanya)

7- LEGGIGLI UNA FAVOLA ( da sola in casa con una bambola non avventurarti in un libro horror, neanche Piccoli Brividi)

8- NON COPRIRGLI MAI IL VISO ( ma se vuoi puoi usarlo come modello di trucco)

9- DAGLI IL BACIO DELLA BUONANOTTE (con delicatezza sennò si frantuma)

10- NO LASCIARLO MAI SOLO (si, pure in bagno lo devi portare)

In aggiunta alle principali, le due sottoregole sono:

1- NIENTE FIDANZATI (addio vita sessuale)

2- MAI ANDARE IN SOFFITTA ( ahahahahahahahahahahhahahahahaha)

Il fatto che più mi ha spaventato, probabilmente solo questo, è il costo della produzione del film: 10 MILIONI DI DOLLARI.

Tanto per elencare un paio produzioni cinematografiche del genere horror a basso costo che hanno riscosso almeno il quadruplo del loro budget:

* The Blair Wich Project: 20.000- 25-000 dollari di costo, incasso 248.639.099 dollari.

* Paranormal Activity: 15.000 dollari, incasso 193 milioni di dollari.

* Saw : 1200 dollari, incasso 103,096,345 dollari.

Quindi, caro William Brent Bell, i tuoi 10 milioni di dollari forse potevano essere spesi un po’ meglio. Magari per dare una svecchiata alla spettrale quanto modesta casetta, attaccare uno Smart Balance ai piedi del dolce Brahms per farlo muovere ancora più velocemente o semplicemente comprare un notebook con tanto di modem per la tata visto che ha solo un telefono del 1400 in camera. Dato che ci siamo mettiamoci anche un impianto subwoofer per la bambola che non ne può più del giradischi dell’epoca vittoriana.

Ah in realtà c’è anche la regola 11 , la più saggia di tutte:

* RISPARMIA IL TUO DENARO E CAMBIA SALA CINEMATOGRAFICA.

Valentina Vallo

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Responsabile categoria EVENTS per Breakoff.it // sportiva faticona // cinefila fino al midollo// Camionista elegante con un tocco di diplomazia // Possibile serial killer alla guida

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