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Ode a Don Matteo ⋆ Breakoff  

venerdì 30 Settembre 2022 - 20:57

Ode a Don Matteo

DONe

Provate a guardare un TG a caso: crisi economiche, conflitti, pistolettate, balli estivi, cataclismi, afa, temibili virus, calciomercato, Belen Rodriguez. Questo agghiacciante scenario ci viene somministrato tutti i giorni, più volte al giorno, prima, durante e dopo i pasti. Cose in grado di rovinarti la digestione.

In un tale clima di paura la società necessita di capisaldi, protezione ed eroi. Grazie a Iddio da una decade esiste un uomo in grado di racchiudere in sé tutte queste caratteristiche e per nostra fortuna, in questo assolato periodo estivo, viene a farci visita dal lunedì al venerdì alle 12:25. Signore e signori, prendete in mano il telecomando e non mancate il vostro appuntamento con la gioia quotidiana: annuntio vobis gaudium magnum… habemus Don Matteo!

Stiamo parlando di uno dei volti più familiari della televisione, oggigiorno secondo solo al Magnifico Magalli; per chi di voi è così scellerato da non conoscerlo, riporto direttamente la descrizione presente sul sito web della RAI.

Lo chiamano il detective al servizio di Dio: è il prete investigatore, astuto e simpatico che concilia la tradizionale missione pastorale con la passione per l’investigazione. È Don Matteo Bondini. Lo chiamano il detective al servizio di Dio: è il prete investigatore, astuto e simpatico che concilia la tradizionale missione pastorale con la passione per l’investigazione. È Don Matteo Bondini.

(Rai.tv)

In RAI sanno che l’età media dei loro spettatori supera abbondantemente la sessantina, quindi è normale che il concetto venga ripetuto più volte… non sono veramente arteriosclerotici come sembrano.

A dirla tutta, Don Matteo lo conosciamo da diversi decenni e lo abbiamo praticamente visto invecchiare. Facendo un rapido riepilogo della sua vita vi rammento che in gioventù era uno spigliato cowboy/ganzo/faccia d’angelo che, assieme al suo amico piedone/mangiafagioli/faccia d’orco era solito tirare cazzotti straordinari e scatenare straordinarie risse da saloon (ma senza mai perdere il sorriso).

Negli anni questa tendenza del pugno facile deve avergli creato qualche problema e non pochi nemici, per questo non stupisce il fatto che con l’avvento della terza età egli abbia optato di pararsi le spalle indossando l’abito sacrale. Gli sceneggiati RAI pullulano da sempre di preti, frati e suore e nessuno di questi è stato mai picchiato nemmeno con un fiore, un contesto perfetto per il nostro eroe che, al massimo, due legnate le potrebbe dare senza vedersele restituire (ma gli stolti sceneggiatori gli fanno sempre porgere l’altra guancia).

Il prete-investigatore ha soggiornato per molti anni a Gubbio contribuendo con la sua sola presenza ad alzare il tasso di mortalità del paese (dati alla mano, il censimento ufficiale ci dice che negli ultimi 5 anni la popolazione è calata di ben 1061 unità). Più di recente è stato deportato a Spoleto, dove si è subito rimesso all’opera. Lui stesso non può farci nulla: in quanto detective è portatore sano del morbo di Fletcher (la signora in giallo).

Don Matteo durante una delle sue sgambatelle in bici
Don Matteo durante una delle sue famose sgambatelle in bicicletta.

C’è una chiave di lettura universale per gli episodi del suo show, caratterizzati dalla ridondanza della trama. La storia si sviluppa sempre così:

Accade un sinistro > dopo 10 minuti i carabinieri arrestano il presunto colpevole > Don Matteo crede nella sua innocenza > Don Matteo ha ragione, lo scagiona, risolve il caso e se avanza tempo porta il lietofine anche a tutte le varie sottotrame parallele dell’episodio.

Lo spettatore lo sa, allo spettatore piace. Perché mai assistere a preoccupanti situazioni inedite dall’epilogo imprevedibile quando si può serenamente ripetere la solita e confortevole esperienza all’infinito? Il mondo là fuori va in malora… ma Don Matteo è sempre Don Matteo.

Francesco Barducci

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Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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