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50 Sfumature di Magalli ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 07:54

50 Sfumature di Magalli

50 sfumature di Magalli

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Preferite leggere o guardare video? In un modo o nell’altro dovreste aver notato che ormai è di uso su giornali, web e tv parlare di “virale”. Questa parola vi potrebbe inquietare se avete paura di prendervi le peggiori malattie (e fate bene a vivere nel terrore) ma mi sto in realtà riferendo al più innovativo sistema di diffusione di contenuti sul web. Parlo di cose importanti che si possono trovare su famose testate.. tipo“il saltino del gattino diventa virale”, oppure “Romina Power contro le scie chimiche, il video diventa virale” e altre asinerie simili.

So che è un argomento del quale non ve ne può fregar di meno, quindi ve ne parlo ugualmente. Per farlo mi servirò del signor Magalli. Perchè? Facile: Giancarlo è attualmente il più fulgido esempio di “virale”, inoltre mi fa sembrare più alto. Tutto comincia in un piovoso mattino d’autunno. Me ne sto a spulciare i social network quando di colpo mi imbatto in un omino che pare un fungo porcino che sbuca dal sottobosco. Sta lì sulla bacheca di Facebook e sembra dire “buongiorno e benvenuto ai Fatti Altrui”. Il signor Magalli, appunto.

Alcuni giorni dopo mi rendo conto che i Magalli escono dalle fottute pareti. Uno se ne sta ai confini del deserto mentre le droghe cominciano a fare effetto, un altro conduce gli scozzesi alla rivolta e morte certa. Gli dedicano fotomontaggi, pagine fan e app per il cell,lo ingaggiano come guest star per un epico video e addirittura adesso (udite udite) migliaia di cittadini lo vogliono al Quirinale. Pensatela come vi pare ma Magalli sta ovunque. Aprite gli occhi.

L’archeologia ci rivela che il culto del conduttore TV viene da lontano, ma ora è diventato una star del web in poco più di un mese. Capiamo come.. Un sito di bufale pubblica in settembre una falsa notizia che passa quasi subito in secondo piano. Tutto “ok”, il virale funziona come i virus influenzali: ha un tempo di incubazione. La vera “febbre” si scatena circa tre settimane dopo attraverso i social network.

Il Magalli attira l’attenzione di alcuni influencer e, di condivisione in condivisione, improvvisamente raggiunge più di 40.000 persone nel giro di poche ore. A questo punto la diffusione è esponenziale ed inarrestabile. Virale. La scena dei titoli di coda de l’Alba del Pianeta delle Scimmie può chiarire il concetto (guarda). Vista? Provate a pensare che il tizio del video sia un infatuato di Magalli; va sull’aereo e condivide la sua passione con tutti i passeggeri, essendo il capitano tutti lo stanno a sentire. Immaginate di essere su quell’aereo. Adesso anche voi inalate Magalli, vi è entrato nelle vie respiratorie e da lì nel sangue, vi arriva in testa e non se ne va più. Una volta atterrati vi riunite ai vostri cari che subito contagiate con la Magallite. Et voilà, virale. L’Alba del Pianeta dei Magalli.

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Hollywood ha imparato a sfruttare questo meccanismo, sin dagli anni ‘90, ben prima dell’avvento dei social. Solitamente prima dell’uscita di un film compaiono pagine web non esplicitamente riconducibili alla pellicola da pubblicizzare, sarà chi la visita a scoprire l’arcano. Quindi, miei cari, che vi piaccia o no dal momento che siete su internet e frequentate in modo attivo o passivo i social network siete “attori” della diffusione virale. Non vi potete sottrarre. Magalli verrà a prendervi, e se non lui ci penserà un gattino batuffoloso o peggio ancora lo zio Adolf (se non lo ha già fatto).

Non vi resta che abituarvi alla cosa 😉

Pare..

Francesco Barducci

About The Author

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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