mercoledì 20 Gennaio 2021 - 00:44

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Saltatempo – Recensione

“Saltatempo” di Stefano Bennisaltatempo v

“Saltatempo”. A leggere il titolo si potrebbe pensare quasi ad una fiaba per bambini o, in ogni caso, ad racconto buffo e divertente. E di divertente questo libro ha veramente tanto. È una storia narrata con sapiente ironia, nessuna parola è scritta a caso, ogni pagina suscita una risata e ogni capitolo sembra nascondere una sua morale.
Il protagonista è un ragazzino, soprannominato Lupetto, che come tutti i ragazzini sogna e scalpita e che un giorno riceve un dono particolare: un orobilogio, ovvero un orologio interno che gli permette di far scorrere in avanti il tempo e vedere il futuro. Lupetto diventa così Saltatempo e nelle pagine dell’omonimo libro Benni ci racconta la sua storia. Ma “Saltatempo” è questo e molto altro. Attraverso le avventure di un ragazzino che cresce affrontando la vita, Benni riesce a regalarci una panoramica dell’Italia dal secondo dopoguerra. Saltatempo, infatti, vive immerso nel cambiamento, a partire dal suo paesello di campagna, con la costruzione di autostrade e mostri di cemento, ai movimenti Sessantottini, alla nascita della televisione e alla trasformazione della politica e del mondo.
Leggendolo, vivendo le avventure di questo ragazzo di campagna si avverte la nostalgia per quell’Italia di un tempo, che si nutriva di sogni e speranze, che cresceva ragazzi sempre allegri e spensierati. Si avverte la trasformazione non solo di un paese, ma dei suoi abitanti, che diventano più avidi, perdendo quella semplicità che li ha sempre caratterizzati e dimenticando la vera gioia di vivere.
Saltatempo rappresenta un po’ quella parte giocosa e nostalgica di ognuno di noi. La crescita, il primo amore, il primo amico perduto. L’accettazione del cambiamento, ma senza mai rassegnarsi. Il vivere a pieno ogni giorno, promettendo sempre a se stesso di non diventare mai come quelle persone che hanno “distrutto” il suo piccolo universo. Di non cambiare mai.

Rosangela Amato

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