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Rock Dj - Recensione "Quello che non c'è" ⋆ Breakoff  

mercoledì 5 Ottobre 2022 - 14:14

Rock Dj – Recensione “Quello che non c’è”

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Giuro che dalla settimana prossima tornerà tutto normale in questa rubrica, con i report sulle interviste dei gruppi che vengono a trovarci in studio a Radio Mugello durante Rockdj, intanto però per questa settimana in cui il programma non è andato in onda, una recensione di un bel disco male non farà.
Dopo aver fatto due recensioni di album usciti ultimamente (Verdena, Marylin Manson),non avendo ascoltato niente di particolarmente interessante in queste settimane, vi parlerò di un album al quale mi sento molto legato, “Quello che non c’e” degli Afterhours.
“Quello che non c’e” esce nel 2002 ed è il sesto album del gruppo, insieme ad “Hai paura del buio” uno dei capolavori della discografia degli Afterhours, che comunque a dire il vero, si è sempre mantenuta su standard alti.
Forse complice il fatto che settima scorsa gli Afterhours sono passati da Firenze durante il loro tour teatrale, ho riascoltato con grande piacere questo loro lavoro, trovandolo ancora molto attuale e senza punti deboli.
Questo album tra l’altro segnava l’uscita dal gruppo del chitarrista Xavier Iriondo (rientrato attualmente in formazione), fatto che indusse molti ad aspettarsi un lavoro di transizione degli Afterhours.
Invece non fu assolutamente così, Magnuel Agnelli (cantante e leader carismatico degli Afterhours) e soci produssero un lavoro diverso, da un sound cupo e decadente, non segnato dall’ironia sempre presente nei precedenti dischi.
“Quello che non c’è” fu molto influenzato nel sound e nelle liriche da un viaggio in India fatto da Manuel insieme ad Emidio Clementi (frontman dei Massimo Volume), al quale è dedicato il pezzo “Ritorno a casa”, di influenza indiana anche i pezzi “Bye bye Bombay” e “Varanasi baby”, come si intuisce dal loro titolo.
Difficile davvero per me estrarre dei pezzi più convincenti di altri da questo album, di cui secondo me non si butta via nulla, ma se ne devo dire alcuni senz’altro la tiletrack che apre il disco,”Bungee jumping”,”Sulle labbra”.
Quindi nel caso vi fosse sfuggito questo album, il consiglio che vi do’ è quello di recuperarlo, ed ascoltarlo senza fermarvi alla prima impressione, vedrete che crescerà ad ogni suo passaggio nel vostro stereo (o dove più vi piace sentire musica).

Mirco Chiaramonti

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