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Quantum Break - Recensione ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 10:00

Quantum Break – Recensione

Serie tv & videogame: all in one.

L’altro giorno mi sono deciso a rinnovare la mia ormai vetusta gtx 660: armeggiamenti vari nel case, qualche moccolo per sistemare il cablaggio e dieci minuti più tardi ecco che le ventolone di una 960 oc hanno iniziato a frullare. Quale miglior banco di prova se non l’ultimo lavoro di Remedy per testarla?

Ecco quindi che Quantum Break, con in suoi 60 e passa astronomici gb, arriva sul mio desktop.

La nuova scheda video fa il suo porco lavoro e per godere al meglio questo titolo, l’acquisto non poteva essere più azzeccato.

Cos’è dunque questo Quantum Break?

Un videogioco girato come una delle migliori serie tv.

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Prima di essere gioco, Quantum Break è una storia: la storia di tre personaggi con i propri caratteri ed ambizioni, le cui decisioni porteranno ad un fitto intreccio di trame in cui il continuum temporale la farà da padrone.

“Un momento Doc: mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo con una DeLorean??”

Qui la DeLorean non c’è, ma il protagonista potrà piegare il tempo a suo piacimento grazie a specifici poteri che incideranno su storyline e combattimenti.

Il discorso serie tv/videogame va a collocarsi proprio in questo ambito: la narrazione si compone di capitoli da circa 25’ ciascuno, al termine del quali si potranno effettuare scelte che andranno ad influenzare il capitolo successivo. Ogni puntata quindi amplia la trama, va a coprire i buchi narrativi ed introduce nuove scelte e relativi effetti.

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Il fiore all’occhiello di Quantum Break sta nell’empatia che si genera con i personaggi: si percepiranno i dubbi, le paure e gli stati d’animo dei protagonisti (interpretati da veri attori, i cui volti, come per Tomb Raider, sono modellati in computer grafica in maniera pressoché identica agli originali) e andremo quindi a prendere decisioni cruciali nello svolgimento della storia.

Passando al gameplay, Quantum Break è essenzialmente uno sparatutto in terza persona: ogni livello è composto da scenari in cui il nostro alter ego si troverà costretto ad un massiccio uso di proiettili e poteri temporali per non restarci secco.

Come sparatutto siamo bel lontani dai livelli di The Division, ma i combattimenti sono divertenti e l’utilizzo dei poteri rende tutta l’azione diversa da come siamo abituati a giocare da diversi anni a questa parte.

Il livello di sfida è tarato un pochino verso il basso, ma come per altri titoli, impostare la difficoltà elevata renderà l’azione più divertente ed impegnativa al punto giusto.

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Ora il comparto tecnico.

In fase di anteprima si è fatto un gran parlare con annesse grosse polemiche, per via di una risoluzione troppo bassa. Boiate.

Quantum Break è magnifico da vedere e piacevolissimo da giocare.

Noi possessori di pc dovremo però dotarci di ottime schede video (come spiegato all’inizio), in quanto la roba da muovere su schermo per mantenere i 1080p, richiede gpu di fascia molto elevata. Antialias, motion blur e particellari rendono l’azione pulita, dinamica ed estremamente vivace dal punto di vista visivo. Insomma una gioia per gli occhi.

Concludo con la longevità: ci attestiamo sulle 10 ore, ma il fatto che il gioco sia strutturato a bivi, lo rende tranquillamente rigiocabile; anzi, serviranno un paio di giri per scoprire cosa sarebbe successo se avessimo preso una decisione rispetto ad un’altra.

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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