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Prey - Recensione ⋆ Breakoff  

venerdì 30 Settembre 2022 - 21:40

Prey – Recensione

OTTIMO DIREI

 

A pochi giorni dall’uscita nei cinema di Alien: Covenant, ultima declinazione dello xenomorfo targato Ridely Scott, Arkane Studios, già creatori di Dishonored 2, mettono in scena una nuova caccia fra alieni e umani in cui le prede siamo proprio noi.

 

Prey, che nulla ha a che vedere con l’omonimo originale di undici anni fa, è un nuovo inizio per coloro che della vecchia saga non avevano mai sentito parlare.

 

Terra, 2032. Ci svegliamo nel nostro appartamento. In programma abbiamo una visita con il Dottor Bellamy.

La visita si svolge tranquilla e il buon dottore fa per prendere in mano la tazza di caffè sulla sua scrivania.

Ebbene la tazza non è una tazza, ma un alieno nero pece che uccide il dottore creando lo scompiglio nella stanza in cui si propaga un gas soporifero che ci mette ko.

 

Terra, 2032. Ci svegliamo nel nostro appartamento.

Ancora una volta. O forse no…

 

 

La bellezza di Prey comincia dalle prime battute facendoci subito capire con che gioco dovremo misurarci: nulla sarà come sembra, mai fidarsi di nessuno e soprattutto, di niente.

 

Il cliché alieno/mimic seppur non più originale, mantiene comunque inalterato il suo fascino lasciando costantemente il giocatore in stato d’ansia.

 

Prey è un fps dove però le prede siamo proprio noi.

L’ambiente di gioco e l’atmosfera ricordano molto da vicino Alien, la resa grafica invece prende a piene mani da Dishonored 2: il feeling visivo con il precedente lavoro di Arkane è evidente, ma la Talos I, astronave in cui ci troviamo, è totalmente diversa rispetto alla città in cui si muove Corvo.

Condotti oscuri, cunicoli intricati e tanta roba su cui possiamo mettere le mani per modificare il nostro equipaggiamento, ma occhio, perché non tutto è ciò che sembra.

 

La specie aliena chiamata Typhon ha l’abilità di mimetizzarsi con l’ambiente assumendo forme e geometrie familiari per colpire all’ultimo; jump scares assicurati quindi. Oltre a ciò gli alieni avranno anche delle abilità particolari per farci ancora più male.

 

Soli ed indifesi dunque? Soli sì, più o meno, ma non indifesi.

Progredendo con la storia acquisiremo il Neuromod: un aggeggio capace di assorbire i poteri degli alieni che in qualche maniera trasformerà anche noi…

 

Ottimo il gameplay. Fps classico, vivace e dinamico che riserva anche momenti in cui si rivela necessario accendere il cervello.

 

La Gloo Gun, (pistola a colla per gli amici) per esempio, può essere utile a creare barriere, bloccare i veloci “xenomorfi” o costruire scale o rialzi utili per arrivare a quella sporgenza troppo alta per un semplice salto.

Quindi ottima l’esplorazione che premia i più curiosi con loot preziosi per un crafting quanto mai necessario, anche se a lungo andare stanca.

 

Esattamente come per Dishonored 2, le missioni tendono ad essere un po’ troppo ripetitive, e vi faranno percorrere in lungo e in largo la Talos I in cerca di oggetti, persone, varie & eventuali, per poi tornare al punto di partenza. Nulla di nuovo insomma, si poteva fare un po’ meglio, ma ciò non intacca la godibilità del titolo.

 

Oltre infatti alla storia azzeccata, Prey prevede uno svolgimento non lineare e multi approccio per ogni missione. Potete andarvene in giro in punta di piedi oppure sfondare porte e muri cantando la marsigliese: tutto dipende dal vostro stile di gioco.

 

Ultime note tecniche: il CryEngine inizia ad essere un po’ datato ma come sempre è fluido e leggero anche a livello più elevato. Ottime le musiche ed il sonoro, più un buon doppiaggio in italiano che ci farà godere il titolo nella lingua di Dante.

 

Denny Calamai

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Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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