martedì 2 Giugno 2020 - 03:50

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Letterina alla Crusca (la verità sul petaloso)

petaloso

Qualche giorno fa, mentre Facebook commetteva barbaria con l’introduzione delle faccine che costringono a esternare i sentimenti, si è consumato uno scandalo di proporzioni italiche che ha inaspettatamente coinvolto creature tradizionalmente associate all’innocenza come i bambini e i fiori.

L’Accademia della Crusca, che fino a una settimana fa era considerata da molti una sorta di istituzione dedita alla produzione e selezione di farine ottenute da graminacee, si è presa la briga di rispondere a uno scolaretto che chiedeva l’inserimento in vocabolario del termine “petaloso” dicendosi possibilista.

l’Onnipotente Google si è adeguato aggiornando il suo traduttore ITALIANO-CRUSCA-ITALIANO

Dopotutto per suffissazione: petalo + oso = con tanti petali

Da qui è nato un fiume di indignazione, sgomento e trollaggio.

C’è chi ha giustamente fatto notare che la Crusca pensa troppo a bubbolate del genere e non abbastanza ai Marò; chi si è divertito a perculare la cosa con meme a tema; chi ha preso le difese di quel povero mugnaio dal biscottone inzupposo o meglio ancora di Luca Giurato: uno che inventa da decenni parole nuove senza saperlo.

Immancabile il belante gregge dei leoni da tastiera (per i quali ho già messo a punto una terapia riabilitativa). Questi hanno ruggito contro il fanciullo, la sua maestra (parafrasando un noto pezzo di Tricarico) e la Crusca.

I protagonisti del petaloso-gate sono tutt’oggi irrisi e insultati da codeste genti accomunate da una pressoché totale assenza di cognizione di causa.

Come spesso accade per tutto ciò che diviene virale (tipo il #Magalli sex symbol), la verità assume importanza secondaria e finisce per essere travisata nel dannatissimo gioco del telefono senza fili 2.0.

Per questo motivo Madre Natura ha creato le persone assennate: la questione è stata ottimamente dipanata da Vera Gheno, Social Media Manager nonché ricercatrice dell’Accademia della Crusca nonché donna che mi imparò l’italiano all’Università.

Vi consiglio caldamente di leggere e incorniciare il suo post (lo trovate QUA). Spoiler in pillole:

1) “petaloso” non è affatto parola entrata a far parte dei dizionari italiani;

2) la Crusca ha come suo solito fornito consulenza linguistica (non può approvare nuovi vocaboli);

3) la Crusca ha voluto compiere un gesto di umano affetto spiegando a un bimbo di 8 anni come funzionano le lingue;

4) gli analfabeti funzionali hanno colpito ancora in tutta la loro arroganza (sai che novità).

petaloso-leoni-da-tastiera

 

Ormai non ci sono più sufficienti aggettivi per apostrofare questi soggetti, dunque ne servono di nuovi. Per fortuna la lingua italiana è fiorente, petalosa e aperta al rinnovo. È tempo per me dunque di farmi avanti, scrivere a quegli integrali(sti) della Crusca proponendo qualcosa di inedito e potenzialmente utile.


Cara Accademia, come stai?

 

Ho notato che ultimamente tira brutta aria da quelle parti.

Ho visto orde di troll e altre creature sceme assaltare i vostri bastioni, incattiviti da fiori petalosi e guidati da un borioso occhio fiammeggiante seppur cecato.

 

Quando il male si fa più ignorante è bene prepararsi a respingerlo con forza. La penna è più forte della spada ed è giunta l’ora di dotarsi di taglienti neologismi per apostrofare a dovere gli strulli che con arroganza contribuiscono al regresso culturale.

 

Ecco dunque le mie proposte.


1) Ebete + oso = Ebetoso (pieno di ebeti)

Come voialtri avete recentemente sperimentato sulla vostra pelle, e come sosteneva il compianto Eco, internet ha dato voce a legioni di imbecilli. Da qui la necessità di un termine come ebetoso (es: “oh, come è ebetoso questo Facebook…”), creato per suffissazione proprio come il petaloso del buon bimbo Matteo.

 

2) Analfabeta + beota = analfabeota

Nato per sincrasi (o come piace dire a me per C-C-C-COMBO BREAKER!!!) è la fusione dei termini più idonei a definire questo triste fenomeno sociologico.

 

Ben conscio del fatto che non spetta a voi l’inserimento di neologismi in vocabolario, mi auguro comunque che riteniate socialmente utili tali idee. Se siete arrivati a leggere questa missiva fino a qua vuol dire che gli analfabeoti vi han temprato di brutto (visto come fila bene in un discorso il neologismo?).
Ringraziandovi per la vostra attenzione, con affetto.

Francesco Barducci

 

PS: la qui presente letterina è stata realmente inviata al servizio di consulenza linguistica dell’Accademia della Crusca.

About The Author

Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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