venerdì 29 Maggio 2020 - 01:57

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Parlare del tempo: il Disagio che avanza

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La programmazione editoriale impone a questa rubrica di uscire ogni due settimane. Per quanto questo possa sembrare un lasso di tempo ragionevole, non sempre si ha qualcosa di nuovo da dire. Dopotutto la creatività non di rado finisce per fare a cazzotti con le scadenze di pubblicazione.

Mi sembra quindi che questa sia l’occasione buona per parlare del tempo. Avete visto che fuori piove? Ma che inverno farlocco è mai questo? Ieri ci stavano quasi venti gradi da queste parti e a meno che ilmeteo.it non si inventi entro aprile una qualche perturbazione artica dal nome ganzo tipo Jon Snow (“l’inverno sta arrivando! torna Jon Snow!” [SPOILER]) qui andremo da poche parti.

Ho già superato i 500 caratteri non dicendo fondamentalmente nulla e cercherò di non ricorrere a supercazzole prematurate per raggiungere i 3000. Tuttavia il tema l’ho introdotto per davvero: perché finiamo spesso a parlare del tempo?


Pensateci: a tutti voi è capitato e continua a capitare di inaugurare (e poi subitaneamente finire) conversazioni facendo riferimento alla meteorologia. Vi sentite in pace con voi stessi a farlo? Non credo. Percepisco del Disagio.

Con conoscenti, amici dimenticati, pendolari, tassisti, perfetti sconosciuti vi potrete trovare in situazioni di imbarazzo reciproco e spesso il modo migliore per rompere il ghiaccio vi sembrerà proprio quello di parlare del tempo.

Dinanzi a un tale argomento di circostanza il vostro interlocutore sorriderà di circostanza e a quel punto sentendosi a sua volta sollevato potrà scambiare con voi parole di circostanza per un periodo che potrà andare dai 30 ai 180 secondi (sempre parlando di numeri, ho abbondantemente superato i 1000 caratteri senza adoperare supercazzole prematurate di circostanza).

La verità è che se dipendesse da noi ce ne staremmo volentieri in silenzio, ma in nome di non so quale convenienza sociale ci sentiamo spinti da una forza oscura che ci porta a stimare che l’estate sarà probabilmente torrida, ma che potrebbe pure piovere tutto agosto.

È il caso di demonizzare sempre e comunque questa stupida usanza? Nì. È anche vero che tale ridicolo approccio può portare a sviluppi interessanti quando lo scambio di battute vira poi su altro fino a far decollare una piacevole conversazione. Evitate però di parlare di precipitazioni per tentare un abbordaggio, sarebbe da sfigati.

Inoltre può consentire a questo articolo di superare i 2000 caratteri proprio mentre state leggendo questa frase, il che non è poco. Non sto scherzando: ho inaugurato questo sproloquio dicendovi che il rigido rispetto delle scadenze editoriali viene spesso anteposto ai contenuti. Tradotto: pur di scrivere si arriva a pubblicare cagate pazzesche al fine di ottenere visibilità, così pazzesche che in confronto il mio qui presente articolo è un trattato teologico.

Siccome vi immagino dubbiosi eccovi alcuni esempi di alto giornalismo che vi faranno ricredere:

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Se ne facciano una ragione le fidanzate possessive: la scienza vi comanda di far prender aria al vostro passerotto.

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Grazie alla tempestività delle notizie oggigiorno vi potete far indottrinare in diretta da un grosso roditore in merito al tempo che farà, peraltro straordinaria argomentazione per iniziare una vuota conversazione sul nulla cosmico.

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Blu.

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Se state risparmiando soldi per costruirvi un solido e felice futuro non avete capito nulla: la scienza dice di andarvene a giro spandendo il vostro danaro come letame.

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Se avete un felino batuffolso per precauzione fareste meglio a rispondere anche voi alle domande proposte dall’articolo in questione:

Hai l’impressione che il tuo gatto sia più intelligente di te? No.
Il tuo gatto risponde se gli parli in Klingon? No.

Capita spesso che il tuo gatto fissi il muro come per captare messaggi radio dall’astronave madre attraverso le travi della casa? Spesso.

Visto? Talvolta spendere due disagiate parole per parlare del tempo che fa è sempre meglio di altro, specie quando ti permette di scrivere un pezzo che sfora i 3000 caratteri come questo.

Francesco Barducci

About The Author

Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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