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OST: la voce dei videogiochi ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 09:03

OST: la voce dei videogiochi

Quando la musica fa la differenza

ost-musica-videogiochiProvate ad immaginarvi la scena: siete nel vostro garage in un assolato pomeriggio di LA a smanettare sulla vostra Camaro v8. Canovaccio e birra a portata di mano, manca solo uno stereo a tutto volume con un bel sottofondo house.

Cambiamo contesto: una mattinata piovosa a Tamriel. Alla ricerca i avventura, vi imbattete in una grotta buia e sinistra: con coraggio, imbracciate il vostro arco e vi inoltrate nelle inospitali profondità. Un bel tema epico ed evocativo che vi accompagna nell’esplorazione ci starebbe a pennello no?

Ultimo sforzo: manicomio criminale abbandonato popolato da presenze inquietanti. Con la vostra videocamera, cercate di documentare la follia del luogo quando all’improvviso vi sentite afferrare e vi girate col cuore in gola: ci vogliamo mettere un bel cambiamento improvviso di musica per saltare via dalla poltrona?

Viene spesso sottovalutata l’importanza fondamentale delle OST (letteralmente original soundtrack), ma sono proprio loro quelle che accompagnano il videogiocatore nelle sue peripezie.

Le ost sono un vero e proprio veicolo grazie al quale il gioco riesce a comunicare stati d’animo ed emozioni che altrimenti il solo gameplay o la narrazione non riuscirebbero a trasmettere.   

A conti fatti quindi un gioco può essere assolutamente perfetto dal punto di vista di giocabilità, storia, ottimizzazione e tutto quello che volete, ma se ci aggiungete anche la colonna sonora appropriata può trasformarsi in un capolavoro, poiché il coinvolgimento varia esponenzialmente al variare della musica che ascoltiamo.

Chi vi scrive ad esempio non è mai stato un grande amante dei giochi di calcio, ma bisogna riconoscere che una Rockafeller Skank piazzata durante i menu di Fifa 99 ci stava come il cacio sui maccheroni.

Vogliamo poi parlare dei pezzi house, rock, metal dei vari Need For Speed? Provate a disattivare l’audio e vedrete come l’hype diminuirà drasticamente durante l’ultimo testa a testa a colpi di nos.

Anche Assassin’s Creed offre ottimi intramezzi musicali: in Black Flag le canzoni piratesche durante le fasi di navigazione sono una vera e propria chicca che vi farà passare più tempo del previsto sulla nave per sentire l’intero brano.

Ma le ost non sono solo semplici canzoni, anzi, spesso sono veri e propri brani orchestrali.

È il caso degli adventure o dei giochi di ruolo, che sono veri test per colonne sonore. In questo genere di videogiochi, sbagliare musica equivale ad un fallimento del prodotto, poiché l’utilizzo di un sottofondo adeguato è così massiccio ed onnipresente, che i giocatori associeranno automaticamente determinati momenti o atmosfere al rispettivo brano.

Jeremy-Soule-ost-musica-videogiochiFra tutti i compositori ce n’è uno che spicca su tutti per qualità e quantità di colonne sonore prodotte: Jeremy Soule. Fallout, Skyrim, Guild Wars, Star Wars KOTOR, WoW: Mists of Pandaria, Total Annihilation vi dicono nulla? Tutti titoli di un’importanza cruciale per le rispettive case di produzione che al loro interno portano la firma di questo compositore statunitense che si potrebbe quasi definire il John Williams dei videogiochi.

Quindi la prossima volta che credete che i giochi siano solo grafica e narrazione, provate ad immaginarvi uno Star Wars senza musica: non sarebbe proprio la stessa cosa…

(ma sarebbe comunque un assolutissimamente incredibilerrimo capolavoro)

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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2 Comments

  1. Dagma O'Neill

    Concordo, la musica ha un peso notevole su qualsiasi prodotto. Però non citare The Witcher in un articolo sull’argomento è da ergastolo!

  2. Denny Calamai

    Volutamente omesso per cercare di offrire una visione su più generi videoludici possibili e soprattutto per non rischiare di passare da gdr addicted quale sono 🙂

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