venerdì 14 Agosto 2020 - 19:17

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Old But Gold – Il Lupo della Steppa

“ Soltanto per pazzi”

il-lupo-della-steppa (v)Pazzi sono coloro che riescono ad “abbandonarsi al mondo fluttuante e senza leggi dell’anima e della fantasia.” Ed Harry Haller, il protagonista de Il lupo della steppa è pazzo a tutti gli effetti. Non sappiamo se succede di nascere pazzi, di sicuro a qualcuno succede di arrivare a metà della propria vita per accorgersi che non è ancora troppo tardi ( e non lo è mai ) per percorrere la via della pazzia. Naturalmente questa presa di coscienza non può essere che frutto di un lungo percorso di riflessione nonchè di duro conflitto tra le diverse anime che dimorano dentro ogni essere umano. Il conflitto che si svolge nello spirito di Haller è quello tra cultura e natura, tra Haller il borghese che non rinuncia alle buone maniere né alle comodità che gli offre la società che egli tuttavia critica, e Haller il lupo della steppa ( “un orso diremmo noi” ), solitario, ombroso, inquieto, sull’orlo del suicidio. È la lotta primordiale “tra l’istinto e la ragione, tra la sensualità e lo spirito”.  Il percorso per sanare tale conflitto ha inizio, paradossalmente, con la disperazione, che corrisponde al “ momento di rottura totale col mondo circostante”, con l’atto di spogliarsi di tutte le maschere, e arriva gradualmente all’abbandono alla leggerezza che la vita può offrire. È un percorso che tendenzialmente necessita di una sorta di guida; nel caso di Harry Haller si tratta di Erminia, il suo alter ego femminile, l’incarnazione del gioco, maestra del godersi la vita. Dopo aver fatto ricorso per lungo tempo al “pensiero magico”, vale a dire a quella capacità di vedere in modo diverso tutte le cose della vita, per trovarvi una “traccia divina”, al fine di sfuggire alla miseria spirituale della realtà che lo circonda, con l’aiuto di Erminia il lupo della steppa subisce una sorta di catarsi e comprende che la realtà, una volta accettata, può essere vissuta come un gioco anche nei suoi aspetti più convenzionali e rigidi. Haller arriverà così a capire che la sua anima non è lacerata in due entità inconciliabili, ma che è caleidoscopica, molteplice, e che per arrivare alla felicità è necessario trovare un equilibrio, guardarsi con serenità in quello specchio ( l’io interiore ) frantumato in migliaia di pezzi. Siamo tutti “uno nessuno e centomila”, e la vita è un giocoforza tra i tanti noi; la vita che “non è stasi, bensì evoluzione, sviluppo inesorabile, ricerca costante del magico da contemplare, di quella “traccia divina” che può essere trovata anche in quello che all’apparenza ci può sembrare infimo o volgare, poiché come gli suggerisce Pablo, il suonatore di sax amico di Erminia, quello che conta è il cuore, non solo l’intelletto, che anche una calda suonata di jazz, alla stregua di Mozart o Bach, può elevare lo spirito se produce piacere in chi l’ascolta. Scritto nel 1927 ma in Italia pubblicato solo dopo la fine del secondo conflitto mondiale poiché trapelava esortazioni contro la guerra e addirittura ne prevedeva lo scoppio, nel Lupo della steppa Hesse ci porta a scoprire le contraddizioni del mondo contemporaneo e quelle del mondo interiore di ognuno di noi; contraddizioni che spesso è meglio risolvere con una sana risata.

Anna Grementieri

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