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Notre Dame de Paris – Recensione

Notre Dame de Paris

notre dame

Quasimodo, Esmeralda e la sua capretta Djali, il crudele Frollo e il Capitano Phoebus. Sono tutti personaggi ampiamente noti non solo agli adulti, ma anche a tutti quei bambini che hanno avuto il piacere di guardare il famoso cartone di Walt Disney: Il Gobbo di Notre-Dame.
Walt Disney riprende, revisiona e adatta ad un pubblico più giovane il più famoso romanzo dello scrittore romantico francese Victor Hugo. Sono tante le analogie che si possono riscontrare fra il film animato e il libro, ma la storia originale lascia un segno diverso, più profondo.
Se si legge Notre-Dame de Paris dopo aver guardato Il Gobbo di Notre-Dame, bisogna scordarsi di quest’ultimo. Pur essendo abbastanza fedele al libro, il finale è tutta un’altra storia.
Attraverso i suoi personaggi, Hugo racconta la Parigi del 1482, anno in cui è ambientato il romanzo, dilungandosi in dettagliate descrizioni, trasportando il lettore nell’atmosfera e nei luoghi dell’epoca e tenendolo per mano mentre esplora le strade della città.
Fra una descrizione e l’altra veniamo a conoscenza della storia della Esmeralda, una dolce e gentile ragazzina gitana di appena 16 anni, e di come il suo destino si intrecci con quello del misterioso e all’apparenza mostruoso campanaro, Quasimodo.
È una narrazione che sembra una poesia, in cui Hugo tratta temi importanti, spaziando dall’amore lussurioso a quello puro e ingenuo, dalla devozione, alla fedeltà alla sottomissione, mettendo in mostra realtà diverse come quella degli accattoni, considerati ladri e miserabili, ma uniti e con saldi valori, guardati dall’alto in basso da quella classe medio-alta che di valori sa solo parlarne.
Notre-dame de Paris è una storia che affascina. Impossibile non provare tenerezza per Quasimodo, o affezionarsi alla Esmeralda o, ancora, provare un senso di repulsione per l’arcidiacono Frollo. È una storia che resta. Una di quelle che ti fa venir voglia di visitare Parigi e tutti i luoghi raccontati, per toccare con mano le scene lette e immaginate, per verificare i cambiamenti perché tanto, nella Parigi del 1482 è come esserci stati. È una di quelle storie che rileggeresti, perché ogni nuova lettura regala una diversa emozione.

NOTRE-DAME DE PARIS
VICTOR HUGO
FELTRINELLI, 2002

Rosangela Amato

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