sabato 15 Agosto 2020 - 13:32

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Come non pagare i sacchetti biodegradabili e fottere il sistema

Il nuovo anno è da sempre portatore di tante novità. Guardando a ritroso, giusto per fare qualche eccellente esempio, il 2017 ci ha fatto conoscere Despacito, il 2016 ci ha donato il Petaloso, nel 2015 abbiamo scoperto che una braciola ci ucciderà tutti, e così via.

Il 2018 ha già un indiscusso elemento di novità che sarà difficile da eguagliare, tant’è che, nonostante sia appena gennaio, sarebbe il caso di tirar giù il bandone e passar direttamente al 2019 ma siccome vorrei vedere se per febbraio finiscono i lavori della Tramvia a Firenze per ora aspetto (così mi evito anche ulteriori discorsi benauguranti).

Una diabolica busta biodegradabile da 2 centesimi imprigiona delle clementine. Per sapere se verranno mangiati seguitemi su Instagram.

Ebbene l’anno appena iniziato sarà ricordato per i sacchetti biodegradabili della frutta e verdura a pagamento, motivo di enorme indiNNiazione per via del salasso che indubbiamente ci toccherà sostenere: 0,02 € a sacchetto per una stima di 5-10 € all’anno a persona.

 

Si tratta dell’applicazione di una direttiva europea, certamente voluta dai soliti Ortolani Malvagi Salutisti (OMS), che sta dividendo l’opinione pubblica e infiammando i social. A causa di nobili scopi ecologisti pare che le buste di plastica old-style debbano andare a scomparire.

 

Alla pioggia di accuse, bufale e svariati tentativi di dare la colpa a quello, quegli altri e a Loro, si contrappongono coloro che sembrano entusiasti della novità. Questi ultimi la apprezzano a tal punto da etichettare singolarmente ogni frutta e verdura, finendo così per pagare non un volta il salasso dei 2 cent, bensì tre, quattro, cinque volte in più (essendo il costo calcolato sulle etichette piuttosto che sul sacchetto in sé). Contenti loro.

 

Un fan della tassa fa incetta di frutta non curandosi dei costi extra e con evidente disprezzo per i povery

 

Ma come fare a non pagare i sacchetti biodegradabili, fottere il sistema e sconfiggere la lobby delle buste di plastica? Il modo c’è!

 

Come al solito fatta la legge trovato l’inganno. È in situazioni come queste che l’istinto di sopravvivenza dell’uomo medio si attiva e individua le soluzioni. Molti escamotage si son purtroppo rivelati inefficaci, ma questo che vi vado presentare risolve il problema in modo definitivo  (come già in questa rubrica era successo per la piaga dei leoni da tastiera) . Eccolo illustrato per brevi step.

  1. Recatevi al reparto ortofrutta del vostro supermarket di fiducia
  2. Dal dispenser prendete uno di questi famosi sacchetti biodegradabili, vi tornerà utile più tardi
  3. Scegliete uno dei vostri frutti preferiti e afferratelo
  4. Sbucciatelo (a questo punto il vostro frutto dovrebbe avere un aspetto come in figura) 

    Forme e colori potrebbero differire da quanto mostrato in questa figura.
  5. Mangiatelo
  6. Ripetere l’operazione a piacimento, fino a sazietà.
  7. Ricordate il sacchetto di plastica del punto 1? Bene: riempitela delle bucce che avete precedentemente rimosso, non vogliamo mica sporcare, no?
  8. Non etichettate il sacchetto! Piuttosto gettatelo nell’apposito cestino di solito reperibile in reparto.
  9. Domandate al personale del supermarket dove si trovi l’uscita senza acquisti, ricordatevi di salutare.

 

Note a margine: è consigliabile portarsi appresso un fedele coltellino (sbucciare mandarini e banane è un conto, con gli ananas il livello di difficoltà si alza); alcuni dipendenti della grande distribuzione potrebbero non gradire la vostra presenza e allertare la sicurezza: è solo gente antipatica e invidiosa, ma voi scappate comunque.

 

Questo metodo non solo vi consentirà di recuperare le spese che altrimenti dovreste sostenere per i sacchetti biodegradabili della frutta e della verdura, ma alla lunga vi permetterà anche di recuperare importi maggiori utili a appianare gli aumenti di luce, gas etc.

 

Ops, quali aumenti? Aggià, si tratta di paio di centinaia di euri in più da sborsare ma potreste non averci fatto caso. È comprensibile, queste son spese che, aimè, non hanno portato con sé la bellezza una corale indignazione social, fate finta che non vi abbia detto nulla e piuttosto pensate che risparmiando potreste comprarvi l’ultimo iPhone che pure quelli, mannaggia a loro, li fanno sempre più cari.

 

Siamo alla frutta.

 

Francesco Barducci

About The Author

Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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