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Mine - Recensione ⋆ Breakoff  

mercoledì 5 Ottobre 2022 - 13:40

Mine – Recensione

Mine è un film del 2016 diretto da due esordienti italiani emigrati ad Hollywood, quei Fabio & Fabio che, non nego, presentati così sul grande schermo hanno strappato anche qualche risata in sala. Ma da ridere c’è veramente poco in questo film in cui il protagonista, soldato americano, si ritrova intrappolato nel deserto con il piede fatalmente bloccato su una mina antiuomo.

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Sin da subito, e parlo del trailer, il parallelo con un altro lungometraggio (abbastanza recente) è stato immediato. Quel Buried – Sepolto del 2010 diretto da Rodrigo Cortés che stravolgeva sia impianto narrativo che location di tutto il cinema a lui precedente, narrava di un uomo che a causa di vari avvenimenti si ritrovava chiuso in una bara sotterrato chissà da dove. Se in quel film, spazi chiusi e contatto con l’esterno erano nulli, in Mine lo stravolgimento è opposto.

Mike, è nel deserto, spazio aperto e immenso, ma costretto all’immobilità. E lo spettatore vive con lui le 52 ore che lo separano dalla salvezza, in attesa dei soccorsi.

Ma il vero punto di svolta del film sta nel come Mike affronterà il deserto, l’immobilità e la mina che lo blocca. È tutto pretesto per un viaggio interiore del protagonista e di tutti noi che, con una tensione narrativa che regge per tutti i novanta minuti, si troverà ad affrontare un percorso a ritroso nel passato, nei momenti più bui della sua vita quando la paura ha preso il sopravvento su di lui rendendolo, come per la mina, immobile e vittima degli avvenimenti.

Il nostro soldato è vittima della sua vita, come lo siamo stati tutti noi almeno una volta, e chissà quanto e quando di nuovo accadrà, in futuro.

Il messaggio dei due giovani esordienti alla regia è chiaro. La paura, è insita nell’animo dell’uomo, sta a lui decidere se soccombere ad essa senza provare a muoversi rimanendo con il dubbio di ciò che sarebbe stato, o prendere in mano le proprie decisioni ed il proprio destino e fare quel passo che fa tanta paura ma che potrebbe separarlo dalla verità e dalla felicità.

Mine è un viaggio metafisico nella parte più profonda della mente. L’inconscio spesso decide per noi, e le decisioni che prende non sono frutto della logica, ma delle esperienze passate che abbiamo vissuto e, purtroppo, spesso le delusioni la tristezza e ciò che è andato storto hanno il sopravvento sul resto del nostro passato ed influenzano inevitabilmente le nostre future decisioni.

Istinto di sopravvivenza? Se da piccolo mi sono ustionato con il fuoco è poco probabile che da grande avrò voglia di barbecue. Logica? No, paura. Paura del passato che potrebbe tornare a tormentarci, paura di rivivere quel dolore. Impossibilità ad andare avanti. Tutto questo è un limite, creato dalla mente umana che crea mura dove mura non ci sono e ci impedisce di vedere oltre il nostro naso.

La mina, per Mike, rappresenta quel passo che lui in passato non è mai riuscito a fare, immobile dinnanzi alle difficoltà, ma che stavolta nel deserto, rischia di prendersi la sua stessa vita.

In suo aiuto, i due registi si fanno personaggio e gli inviano un abitante del deserto, un uomo misterioso quanto fuori dal contesto, che cercherà di aiutarlo. Proprio come il cacciatore di 13 Assassini (Takashi Miike, 2010) questo “beduino” è fuori da tempo e spazio, e nella sua immensa saggezza consiglia a Mike di fare il passo, di non morire nella paura, di trovare la verità oltre quella mina e finalmente diventare un uomo libero. Libero dalla paura.

Come si concluderà il viaggio di Mike dentro se stesso non posso dirvelo. Non vi dirò se Mike troverà la morte tra le dune di quel deserto, se tornerà menomato dall’esplosione della mina, o se morirà per altre cause. Posso solo dirvi che in lui, alla fine di questo splendido Mine, la catarsi sarà completa.

Qualunque sia il destino che lo attende, è certo che grazie a quella mina, troverà finalmente le risposte che cercava ed il coraggio di andare avanti. Passo dopo passo.

Andrea Vannini

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Autore della rubrica Recensioni..in so many words per Breakoff.it // organizzatore di eventi // il cinema la sua più grande passione // pessimista galoppante // nel tempo libero alterna MMA, Brazilian Jujitsu e dormite

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