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Metro Exodus - Anteprima ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 10:03

Metro Exodus – Anteprima

ZDRAVSTVUITE TOVARISH!

 

Tranquilli, non sono diventato matto.

Non sono nemmeno diventato comunista: la politica, di nessun colore, non è argomento che mi interessi, men che meno quando si parla di videogiochi (che diciamocelo, sono estremamente più sensati ed utili della politica), ma quando si parla di Metro, l’accento russo, il freddo che ti entra nelle ossa e le radiazioni, sono tutte cose che vengono subito in mente.

 

Come avvenuto per The Witcher, anche Metro 2033 è un videogioco tratto da un libro, l’omonimo Metro 2033 di Dmitrij Gluchovskij. Il romanzo, che vi consiglio caldamente, è ben scritto ed avvincente (niente a che vedere lo sgrammaticatissimo e pessimamente tradotto libro di Sapkowski, il Guardiano degli Innocenti), e racconta di una Russia post atomica, in cui i sopravvissuti si sono dovuti rintanare nella gigantesca e labirintica metropolitana per sopravvivere.

 

Nel sottosuolo si è sviluppata una nuova società, con nuove fazioni e intrighi, dove ogni proiettile e fucile arrugginito sono di grandissimo valore.

 

In superficie invece c’è l’inferno: una desolata, distrutta e gelida Mosca radioattiva, in cui il ticchettio dei contatori geiger e vecchie maschere antigas non vi terranno troppo a lungo al sicuro.

 

Il mondo è popolato da strani esseri e bestie mutate dalle radiazioni che hanno reso Metro 2033, un grandissimo ed estremamente affascinante videogioco.

 

Last Light è stato un seguito di tutto rispetto, in cui non solo si esploravano le fredde e buie gallerie, ma in cui si dava più spazio al mondo di sopra con tutti i pericoli annessi. La struttura base del gameplay non è stata toccata, ma balzi in avanti sono stati compiuti sotto l’aspetto tecnico.

 

Ora, alla cerimonia dei Game Awards 2017, 4A Games ci ha regalato il trailer di Exodus: terzo ed ultimo capitolo della serie.

 

“Non c’è nessuno lì fuori Artyom. Il mondo sta morendo: siamo rimasti soli”.

 

Anna, la moglie di Artyom, è la voce narrante del video e ci accompagna di nuovo sulla superficie della desolata Mosca, e sotto terra, nelle oscure gallerie della metro.

 

Il nostro protagonista e la consorte non si danno ancora per vinti: la speranza è la fiaccola che se pur tenue resta accesa in questo Exodus e che divampa alla fine del trailer in cui si vede un treno a vapore, probabilmente il mezzo che riuscirà a portare i protagonisti verso una nuova vita.

 

Ma il trailer ci dà anche indicazioni su quanto il lavoro di 4A Games sia accurato.

 

Exodus infatti segue le orme dei suoi predecessori: un fps action, con tinte stealth e marcati elementi survival che gira ancora alla perfezione da che il primo Metro vide la luce sette anni fa.

 

Anche in questo terzo capitolo, ritroviamo la stessa frenesia dei combattimenti, un level design ancora più accurato e il costante senso di irrequietezza e di paura ogni volta che ci troviamo a camminare dentro una galleria con solo una piccola torcia ad indicarci la via.

 

L’aspetto tecnico è la cosa che salta immediatamente all’occhio: Exodus è veramente un gioiello per gli occhi.

Sperando che il gioco non sia afflitto da downgrade grafici al momento dell’uscita, la realizzazione artistica è qualcosa di impressionante. Il sottosuolo è sempre più oscuro e sempre più definito, la Mosca sovrastante invece è gigantesca, inospitale e rende perfettamente l’idea dell’olocausto nucleare.

 

Dobbiamo ancora aspettare parecchio: l’autunno 2018 è lontano, ma per quanto visto finora, le speranze e le aspettative sono veramente alte.

 

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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