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Mass Effect Andromeda - Recensione ⋆ Breakoff  

domenica 5 Dicembre 2021 - 01:45

Mass Effect Andromeda – Recensione

A NEW HOME

 

Ci siamo.

Dopo l’anteprima e il riassunto di ciò che era successo all’ N7, il 23 marzo è finalmente giunto: Mass Effect Andromeda è tra noi.

 

Ci troviamo sulla Hyperion: gigantesca arca stellare con 20.000 passeggeri avvolti nel criosonno, che si risveglia da una navigazione automatica durata 600 anni verso la galassia di Andromeda, luogo designato per umani, salarian, turian, krogan ed asari come nuova casa. Nuovi pianeti da esplorare e da chiamare casa.

 

Manco a dirlo qualcosa va storto.

 

Il rendez vous è deserto, le altre arche non ci sono e quando cerchiamo di scendere sul primo pianeta designato, ci troviamo a fare i conti con un mondo devastato disseminato da strani relitti alieni e da cattivi misteriosi che sbucano da ogni dove pronti a farci la pelle.

Andromeda: Mass Effect 4? Assolutamente no.

 

La chiave di volta per capire questo prodotto sta proprio qui: non bisogna fare il paragone con i vecchi capitoli.

 

Mass Effect Andromeda è un gioco pronto ad accogliere la nuova generazione, che strizza l’occhio ai vecchi capitoli, ma che non può superarli.

 

Nella trilogia originale, il comandante Shepard si trovava in una guerra di sopravvivenza contro la minaccia dei Razziatori. La trama era delineata e seguiva binari precisi.

 

Andromeda invece è un tuffo nell’ignoto: nuovi mondi, nuove esperienze, nuovi nemici.

Il concetto di esplorazione è il fulcro di tutto: ogni cosa si può scansionare, ogni specie, ogni pianeta, ogni reliquia. Tutto è importante.

 

Il leggerissimo ed efficiente Frostbite Engine fa splendidamente il suo lavoro e la verticalità degli scenari (liberamente esplorabili grazie al jetpack) contribuisce a rendere il gioco una gioia per gli occhi.

 

Le pecche arrivano quando si guardano le animazioni dei volti e dei personaggi: veramente brutte. Si poteva fare davvero di più.

Un grosso neo per un gioco che fa delle emozioni il suo punto cardine.

Se vi aspettate l’espressività di The Witcher resterete delusi.

 

Tuttavia Andromeda trova un punto di forza non indifferente nel combattimento.

 

La deriva action dell’ultimo capitolo viene accentuata ancora di più rendendo Andromeda quasi un fps quando si trova a dover menare le mani. Sia che siamo in mischia o a lungo raggio, gli scontri con i nemici si rivelano davvero divertenti ed estremamente impegnativi.

 

Ottima notizia a corredo: l’IA è dannatamente furba. Trovarsi accerchiati e vedersi piovere granate addosso per farci abbandonare i ripari rappresenta la normailità: ci si diverte parecchio quindi.

 

I continui riferimenti al passato come le musiche calme e misteriose e il Mako, ora Nomad, per l’esplorazione dei pianeti, sono chicchine che scaldano il cuore e che riportano ai fasti del passato.

Ma occhio: come detto prima, vietato fare paragoni.

 

Andromeda non è il capolavoro che tutti si aspettavano. È un ottimo gioco, ma non un capolavoro.

 

Esattamente come successo per Star Wars VII, siamo davanti ad un prodotto ben fatto, avvincente ma non perfetto e soprattutto, un prodotto che non riesce nell’impresa di superare il proprio ingombrante passato.

Ma d’altronde, come appunto per Star Wars, è impossibile superare un gigante che ormai è preso a riferimento come la saga fantascientifica per eccellenza dei videogiochi.

 

Ancora una volta: inutili e deleteri sono i paragoni con i vecchi Mass Effect: è proprio il concetto base ad essere diverso.

 

Ancora più stupidi sono i paragoni che alcuni geni del male, visto l’open world, l’ampio lore e i bivi narrativi, potrebbero fare con The Witcher 3: come paragonare Star Wars a Game of Thrones.

 

Che abbiate giocato ai primi tre capitoli o che siate dei novelli esploratori, godetevi questo Mass Effect senza stare troppo a scervellarvi: vedrete che tempo due ore sarete già invischiati dentro le meraviglie di Andromeda.

 

Le pecche ci sono, ma non riescono ad eclissare la bellezza e l’enormità di questo prodotto.

 

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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