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La Terra di Mezzo: l’Ombra della Guerra – Recensione

VENDETTA TOLKENIANA      

 

30 settembre 2014: Monolith Productions tenta una strada videoludica a metà fra l’altamente rischioso e il mortale.

Nei miei precedenti articoli ho avuto modo di parlare di quanto la connessione fra film e videogiochi possa essere tanto attraente quanto fatale, ma in questo caso il finale è stato ottimo.

 

La Terra di Mezzo: l’Ombra di Mordor fu un successo straordinario, costruito sulle meccaniche di Assassin’s Creed e Batman Arkham, con l’enorme epopea tolkeniana cui attingere e corredato da una storia ed un innovativo Sistema Nemesis che faceva di ogni scontro una questione personale fra giocatore e il nemico di turno.

 

Ora, a distanza di tre anni, Monolith ci riprova con L’Ombra della Guerra. Sarà riuscita la casa di Kirkland a bissare il successo del precedente capitolo?

 

Decisamente sì.

 

Alla Gamescom ho avuto a disposizione venti minuti di prova per testare il gioco, che ora è già bellamente posizionato nella mia libreria di Steam.

Il prodotto è veramente valido e chi come me ha apprezzato L’Ombra di Mordor, sicuramente andrà a nozze con L’Ombra della Guerra.

 

La storia riprende da dove si era interrotta: Talion, morto e posseduto da Celebrimbor, è ancora alla ricerca di vendetta e stavolta non si accontenterà di sbudellare orchi e troll, ma vuole puntare direttamente al bersaglio grosso: a Sauron.

 

Per riuscire in questa impresa impossibile, verrà forgiato un nuovo anello, in grado di manipolare mente, cuore, azioni di uruk, orchi e goblin al fine di creare un’armata tale da riuscire a sgominare i più alti comandanti di Sauron: dai balrog ai Nazgûl fino all’oscuro signore in persona.

 

I puristi di Tolkien storceranno sicuramente il naso ed avvieranno la loro personale inquisizione contro le pesanti imprecisioni presenti nel gioco: un nuovo anello, orchi come alleati, Shelob formato donna bellissima. Francamente queste polemiche inutili e sterili lasciano il tempo che trovano perché L’Ombra della Guerra è davvero un ottimo prodotto.

Oltre ad offrire maggior profondità della trama e numerose nuove situazioni che arricchiscono di non poco il gameplay, il nuovo sistema Nemesis è quanto di più avanzato si possa volere quando si parla di ia.

Ogni nemico che incontrerete si ricorderà chi siete e come è riuscito a sconfiggervi, ed ogni volta che lo incrocerete di nuovo, sarà pronto a farsi beffe di voi con frasi ad effetto, freddure sempre nuove e movenze credibili e realistiche.

Nemesis si evolverà con il nostro personaggio e con l’evolversi della sua storia.

 

Oltre alle quest principali che ci permetteranno di incontrare figure iconiche della saga tolkeniana e nuovi interessanti personaggi, avremo un enorme parco di missioni secondarie grazie alle quali potremo vagare in lungo e in largo per le zone della mappa incrociando le armi con bestie e nemici di ogni sorta. Anche le nuove abilità che potremo sbloccare accumulando esperienza sono molto divertenti e corredate di nuove mosse che potremo concatenare in violente combo.

 

Un gioco grande e variegato quindi che stupisce anche parlando di grafica: rispetto al precedente capitolo la mole di poligoni è sensibilmente aumentata con edifici, personaggi ed animazioni facciali che aumentano di bellezza e realismo.

Ottimo anche il comparto sonoro con musiche evocative in pieno stile Signore degli Anelli.

 

Unico piccolo appunto: liberate spazio sul disco duro. Il pupo di Monolith richiede all’incirca cento (si, 100) giga di spazio per esprimersi al meglio!

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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