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Foo Fighters live @ Firenze Rocks – Recensione

Giovedì 14 giugno 2018, una data segnata dai grandi ritorni. Per il Firenze Rocks, festival fiorentino giunto alla sua seconda edizione con la giusta ambizione di migliorare il già ottimo exploit dell’anno passato, e ovviamente per i Foo Fighters.

 

La band mancava da noi dal novembre del 2015, per non parlare dello storico evento con i Rock in 1000, e torna con una data unica in Italia (ma considerando quello che è successo sul palco direi anche in Europa). Inevitabile l’enorme hype creato dall’evento con una risposta di pubblico superiore ai sessantamila fan.

foto di Francesco Prandoni per Firenze Rocks

Lo Show (con la esse maiuscola, sissignore) comincia alle 21:00, un’insolita puntualità che già aveva contraddistinto l’intera giornata del festival con Frank Carter, Wolf Alice e The Kills. Senza teatralità e suspance Dave Grohl & compagni fanno irruzione sul palco facendo impazzire di gioia il pubblico.

 

C’era un po’ di apprensione per la forma vocale di Dave: pochi giorni prima in Germania era stato costretto a accorciare la scaletta, incapace di cantare per via di un forte mal di gola. Così, tanto per togliere subito il dubbio, l’ex Nirvana per prima cosa si mette a urlare ripetutamente al microfono come un dannato demone “AREYOUFUC*INREADYTOROCK!?”. E passa la paura. Poi parte Run, si comincia a correre.

 

La scelta dei primi pezzi in scaletta lascia intendere che sarà un live esplosivo, al singolo più energico di Concrete and Gold segue la terzina All My Life – Learn to Fly – The Pretender. Non poteva cominciare meglio. È solo con la seguente ballad The Sky is a Neighborhood che si riesce a riprendere fiato, impreziosita dalla performance delle coriste che la band si porta appresso in questo tour europeo.

 

Ma il concerto dei Foo Fighters non si limita all’esibizione in sequenza di grandi hit, bensì regala momenti di puro spettacolo: la pedana del batterista Taylor Hawkins si innalza a 20 metri da terra con un interminabile drum solo, probabilmente udito in tutta la provincia di Firenze. Entrando poi nel cuore del live si arriva a un’appassionante sessione di medley utile a presentare singolarmente ogni componente della band. Assistiamo così a uno spettacolare mash-up tra Imagine di Lennon e Jump dei Van Halen, Blitzkrieg Bop dei Ramones e Under Pressure dei Queen con Hawkins e Grohl che si invertono i ruoli (il biondo per bravura arriva quasi a eguagliare il suo frontman).

foto di Francesco Prandoni per Firenze Rocks

 

Il momento clou è però quello che segue. In diverse date i Foo Fighters ci hanno abituato all’usanza tutta loro di invitare sul palco un fan con cui duettare. Ed in questa direzione sembra andare anche la serata del Firenze Rocks, ma quello che poi succede è addirittura meglio. Molto ma molto (ma molto) meglio.

 

Si presenta sullo stage un bassista che però non ha l’aspetto emozionato del fan sbarbatello di turno. Anzi tutt’altro: ha un’aria talmente familiare che sembra Duff dei Guns n’ Roses. E difatti sulle note di It’s so Easy, direttamente da Appetite for Destruction, improvvisamente fanno il loro ingresso Axl Rose e Slash. Sta succedendo davvero: i Guns n’ Roses duettano con i Foo Fighters al Firenze Rocks. Momenti di pura gioia e shock. Quattro minuti che diventeranno leggenda.

NOTA: per dare un’idea dell’impatto della cosa sul pubblico, un mio contatto mi segnala come transitando in moto su un viale vicino alla Visarno Arena (Talenti) si sia fermato ad ascoltare il boato, quasi pareva tremare la terra.

Tornando poi sui binari dell’immensa montagna russa di questo incredibile live, i Foo Fighters eseguono Monkey Wrench, probabilmente il miglior pezzo per incanalare la pazza esaltazione provata nel vedere poco prima insieme sul palco due band storiche. A seguire Wheels e Breakout in versione estesa, come del resto molti altri brani in setlist. Su questo ultimo pezzo si spengono tutte le luci della Visarno Arena, sostituite da quelle led di sessantamila smartphone del pubblico. Non credereste mai a quanta luce possono fare insieme migliaia di quei cosi spesso giustamente detestati ai concerti: sempre accesi a registrare video e intralciare la visuale.

 

Dirty Water e Best of You chiudono la scaletta prima dell’encore, preceduto da un divertente siparietto backstage. Dave Grohl in compagnia di sua figlia e Axl Rose interagiscono con il pubblico dai maxischermi, “battibeccando” su quanti altri pezzi suonare. Ne suoneranno tre in rapida serie: Times Like These, This is a Call e l’immancabile Everlong. Sipario.

 

Firenze Rocks non poteva cominciare meglio di così, dimostrando fortemente che Firenze rockeggia sul serio con quello che attualmente è il maggiore festival italiano dedicato al genere musicale più amato, longevo e tutt’altro che superato.

 

Francesco Barducci

 

(cliccate qui per le nostre review degli Iron Maiden e Ozzy Osbourne)

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Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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