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Film e Videogiochi ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 08:29

Film e Videogiochi

Dal programma alla pellicola

Terminare un videogioco è un’esperienza che mal si descrive a parole: il senso di vuoto che ci accompagna dopo aver visto la parola fine nel nostro videogame preferito, è un colpo così pesante che si sviluppa immediatamente la voglia di vedere quella magia ancora una volta.

Ci troviamo quindi due scenari possibili:

  • La software house sviluppa un seguito-dlc-remake ecc
  • Un produttore cinematografico traspone il gioco in film

CCHEBBELLO! VOGLIAMO IL FILM!                                    

Scelta più suggestiva, ed anche peggiore fra le due.

Aspettiamo tutti con ansia di capire che razza di film saranno Assassin’s Creed e Warcraft, due produzioni che hanno dalla loro milioni di budget e il supporto di colossi come 20th Century Fox e Universal, ma soldi e nomi altisonanti non sono sinonimo di buon prodotto.

Ricordate il lungometraggio di Prince of Persia?

Come abbia fatto Walt Disney a tirare fuori un film così sgangherato è ancora un mistero.

film-videogiochi-prince-of-persia

Belle le acrobazie e l’ambientazione, ma della grandezza, della magia di Prince of Persia, nemmeno l’ombra.

Stessa sorte con i film di Tomb Raider: Angelina Jolie è una Lara poco credibile, e come per PoP, non si sono percepiti né l’epicità, né il mistero della pluripremiata serie.

film-videogiochi-uwe-boll

È bene comunque precisare che stiamo parlando di film che bene o male si lasciano guardare; l’orrore si prova non appena viene nominato un certo regista tedesco fanatico di videogiochi: Uwe Boll.

Far Cry, Dungeon Siege, BloodRayne, House of the Dead, Alone in the Dark: giochi che hanno fatto storia sono stati letteralmente disintegrati uno dopo l’altro nei relativi film.

Sceneggiature catastrofiche, pessima regia, effetti speciali da “ridatemi il Commodore 64”, costumi improponibili (Kristanna Løken che al posto del costume in latex nero e rosso di BloodRayne viene infilata in una tuta benzinaio anni 90 è una scena che resterà sempre nella mia mente) sono il marchio di fabbrica di questo regista che si è reso noto al pubblico inimicandosi praticamente ogni videogiocatore sulla terra.

Vogliamo poi parlare di Dungeons & Dragons? No, non ne vogliamo parlare.

Un amante del fantasy come il sottoscritto può classificare quel film con una sola parola: aberrazione.

film-videogiochi-dungeon-dragons

Il problema fondamentale è che il più delle volte il regista che tenta la trasposizione di un gioco, ha un’idea molto marginale dello stesso (eccezion fatta per Boll, lì i problemi sono altri), e ciò si traduce in un prodotto che delude proprio per la sua poca fedeltà al gioco.

Come detto in principio, oggi la trasposizione gioco-film è sempre più frequente e grazie a schiere di videogiocatori sempre più pignoli, è auspicabile che la cura per i nuovi film sia molto più elevata rispetto a 10/15 anni fa.

È dell’ultim’ora l’imminente uscita del primo “ibrido” film/videogico: Hardcore. La pellicola, girata completamente in prima persona come un fps, con il protagonista intento a salvare la bella ed uccidere il cattivone di turno, rappresenta l’avvicinamento dell’industria cinematografica a quella videoludica. Un ottimo esperimento le cui sensazioni sono più che positive.

film-videogiochi-hardcore-henry

Altro motivo importante per cui la trasformazione gioco-film spesso non riesce, è che il suddetto avvicinamento fra le due industrie viaggia anche in senso opposto.

Creare un lungometraggio da un The Witcher, un Mass Effect o il recentissimo Quantum Break, giochi che sono praticamente film grazie alle loro trame, grafiche mozzafiato ed epicità, rappresenterebbe una sfida estremamente complessa, anzi, un suicidio professionale praticamente assicurato…

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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2 Comments

  1. Enrico Spinelli

    Interessantissima disamina, quanto impietosa verità. Ripenso ancora all’entusiasmo con cui avevo aspettato Street Fighter e mortal Kombat…e non è che sia andata proprio bene, soprattutto con il primo dei due citati. Se poi penso a Dungeons…mi domando ancora se esista una giustizia divina per chi ha commesso un simile peccato capitale

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