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Far Cry Primal: involuzione totale ⋆ Breakoff  

mercoledì 5 Ottobre 2022 - 13:49

Far Cry Primal: involuzione totale

Stendiamo un velo pietoso sul Mesolitico…

“Ma questi sono videogiochi da balera…da festa condominiale…da sagra dell’uva!!”

Richard Benson mi perdonerà se rubo le sue parole e le riadatto al contesto videoludico, perché è esattamente questo il mio pensiero quando ultimamente si parla di Ubisoft.

Se l’articolo su Assassin’s Creed era critico, qui il mio polemicometro ha raggiunto livelli fuori scala. Ma prima di essere coperto di insulti, lasciate che vi racconti una storia…

Il Kyrat è in pace: Pagan Min se n’è andato (con una pallottola in testa o meno), le ceneri della mamma sono con Lakshmana e noi, sul patio di casa con Yogi e Reggie, inventiamo storie fantasiose sotto l’effetto di quell’erba che ci siamo fumati poco fa.

Storie che raccontano di un certo Takkar, uomo primitivo della tribù Wenja ed ultimo superstite di una squadra di cacciatori, che avrà il duro compito di guadagnarsi il mammut quotidiano cercando di sopravvivere nella terra di Oros.

Facciamo un altro tiro di quella roba infernale e aspettiamo che ci venga in mente qualche altra idea stravagante ma…niente.

Far-Cry-Primal-01E infatti, Far Cry Primal è tutto qui.

Uno “spin off” che riprende le meccaniche di Far Cry 4 e ce le ripropone tali e quali.

La quest principale ci porta alla ricerca di superstiti ed alleati, combattendo contro belve feroci e tribù rivali per difendere il nostro territorio, fino a conquistare zone più fertili e ricche nelle quali insediare un villaggio.

far-cry-primal-recensione-Il buon Takkar si dimostra essere il primo ranger (passatemi il termine da giocatore di ruolo) della storia: avrà infatti l’abilità di ammansire gli animali fino a poterli cavalcare o vedere attraverso i loro occhi. Animali che però sono in tutto e per tutto identici a quelli visti in Far Cry 4: visto il periodo storico ci si poteva sbizzarrire ed osare un po’ di più vi pare?

Per il resto non si registrano novità: missioni secondarie a profusione dove bisognerà trucidare il capobanda di turno, raccogliere risorse particolari o uccidere animali designati, allungheranno il brodo di una buona dose di ore, sempre che la noia non vi colga prima, vista la ripetitività degli obiettivi da raggiungere. E le missioni dello sciamano Tensay? Tranquilli, sono uguali a quelle Shangri-La del predecessore.

far-cry-primal-trucchi-gufoAnche il Dunia Engine che muoveva Far Cry 4 viene riproposto qui senza essere toccato, anzi, rivela molte falle nella gestione delle animazioni in combattimento che sembrano tutto meno che realistiche.

Per quanto concerne l’ia dei nemici siamo ai classici livelli minimi cui ci ha abituato Ubisoft, e l’elemento survival, che dovrebbe essere il vero fil rouge del gioco, è un mero pretesto per esplorare la mappa: l’occhio dell’aquila “preistorico” è una semplificazione colossale che permetterà di stipare quintali di risorse fin troppo alla svelta.

Come detto, si parla di spin off, quindi è normale che sia molto simile al precedente capitolo, ma visto che ambientazione e periodo storico sono completamente diversi ed inediti per la saga, questo Far Cry poteva, anzi doveva, essere un prodotto originale con una moltitudine di innovazioni e possibilità praticamente sconfinate da sviluppare.

Occasione malamente sprecata…

Denny Calamai

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Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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