sabato 27 Febbraio 2021 - 17:34

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Fall In Rock – Hollywood Vampires

hollywoodvampires

“Listen to them, the children of the night, what music they make”

C’era una volta il Rainbow, un locale su Sunset Strips, luogo di ritrovo di giovani con un sogno chiamato rock’n’roll, un sogno ben alimentato da fiumi di alcol; principale attrazione della serata era Keith Moon e i suoi stravaganti travestimenti, oltre ai suoi devastanti atteggiamenti.

In un angolo di questo locale un gruppo di amici aveva fondato un club esclusivo, Hollywood Vampires: per essere ammessi bisognava semplicemente bere più degli altri. Di questo club hanno fatto parte signorini di nulla come Jim Morrison, Jimi Hendrix, Keith Moon e John Lennon tra gli altri.

Oggi, 40 e passa anni dopo, molti di questi sono morti, e il presidente di quel club, per gli amici Alice Cooper, insieme a un altro signorino, Joe Parry, decide di celebrare i suoi amici alcolizzati morti con un disco, e per farlo raduna una pletora di musicisti tra i migliori e comunque afferenti a quello stesso mondo: ecco così comparire Dave Grohl, Joe Walsh, Paul Mc Cartney, Brian Johnson e tanti altri, oltre all’amico Jhonny Depp, qui in veste di chitarrista.

Tredici tracce, più un intro (ovviamente un passo di “Dracula”) recitata dall’immortale Cristopher Lee (RIP), due inediti e undici cover tra pezzi noti e brani meno conosciuti e reinterpretati con grande maestria.

Apre le danze Reise the Dead, classica rock song dell’Alice Cooper moderno, con un ritmo dinamico e un ritornello immediato, che fa da degno apripista a un viaggio nel tunnel della storia della musica con la M maiuscola: pezzi stranoti come Whole lotta love (qui in duetto con Brian Johnson), Break in through, My generation riprendono vita accanto a perle nascoste quali Jepster (T-Rex memoria), Come and get it (duetto con Paul Mc Cartney) e a una travolgente School’s out in medley con la storica Another brick in the Wall 2 (impreziosita ulteriormente dal duetto con Brian Johnson).

Chiude il cerchio My dead drunk freinds, che inizia come ballata blues per diventare un vero e proprio inno da osteria, sempre ben ancorato nella miglior tradizione cooperiana.

Non un banale disco di cover, ma una vera e propria festa, una celebrazione di un mondo lontano eppure sempre vicino nei cuori di chi ancora sogna con la chitarra in pugno e una birra nell’altra mano. C’è tutto, il blues, il rock acido, la psichedelia, il rock più ruffianotto, tutte le sfaccettature di quel caleidoscopico mondo chiamato rock’n’roll. Il viaggio finisce, ma la voglia di rifarlo è tanta, come una bevuta tra vecchi amici.

Metà anni 70, John Lennon finisce uno dei suoi ultimi concerti; vede tra i presenti Alice Cooper e gli chiede: “Sono ancora un vampiro?”

Alice ribatte: “Sento odore di sangue!”

John: “Sono ancora un vampiro sì”

VOTO 9

Enrico Spinelli

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Responsabile categoria MUSIC per Breakoff.it // chitarrista & biker // pratica polemica a livello agonistico // inventore di barzellette opinabili // vive per tutto ciò che comprenda una chitarra

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