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#ColAdvisor - COME FARE GLI AUGURI SU FB... ⋆ Breakoff  

mercoledì 17 Agosto 2022 - 02:53

#ColAdvisor – COME FARE GLI AUGURI SU FB…

COME EVITARE DI ESSERE BANALI QUANDO FACCIAMO GLI AUGURI SU FACEBOOK

PICCOLI CONSIGLI CHE SE NON VE LI DO IO ZUCKEMBERG DIVENTA ANCORA PIU’ RICCO (TANTO DIVENTA RICCO COMUNQUE)

Pensate ad un’epoca in cui espressioni tipo: “Mi tagghi?” – “Metti questa foto, minimo sono 40 like!”  – “Che bella questa frase, postala su fb! “– “Tizio ha condiviso un link sulla tua bacheca” non abbiano alcun significato, se non quello di esser sotto effetto di sostanze stupefacenti, o reduci da aperitivi “importanti”. L’avrete già capito, questa volta parliamo del social network per eccellenza: facebook. Una diavoleria nata dal genio di un ragazzo, tal Mark Zuckerberg, che dopo vari tentativi, creò Il sito in un fine settimana (ribadisco: FINE SETTIMANA. Roba Che io è raro che riesca ad arrivare all’interruttore che spenge la luce accanto al mio letto intesa come unica attività fisica fatta nel fine settimana). Il 4 febbraio 2004 Zuckerberg lanciò ufficialmente “The facebook”. In seguito, il nostro ragazzone abbandonò gli studi ad Harvard durante il suo secondo anno per completare questo progetto (sì, avete capito bene, secondo anno. Roba che l’autostima di noi maschi tenerelli persi nella selva del terzo anno abbondantino dell’università di Firenze arriva così in alto che il tipo dell’Altissima, Purissima, Levissima pare in cantina). Facebook ha cambiato noi, le nostre vite, il nostro modo di essere e il nostro modo di avere: fare una foto quando siamo felici, quando siamo tristi, e quando non siamo assolutamente niente. Ha cambiato in noi il modo di conoscere le persone: alzi la mano chi prima di facebook si ricordava nome e cognome della gente che incontrava per strada (a me succede ancora ora di non ricordarla, ma va tutto bene). Certo, non è tutto oro quel che luccica. Alzi la mano chi non si è mai sentito dire da qualche donna nella sua vita in un giorno qualsiasi, ad un like lasciato ad una foto qualsiasi: “CARINO SI! METTI SEMPRE MI PIACE ALLE SUE FOTO QUINDI VUOL DIRE CHE LA AMI E LA VUOI SPOSARE BRUTTO LURIDO STRONZO! LO DICEVA SEMPRE MAMMA, NON FIDARTI MAI DEGLI UOMINI”. (Ma di questo non ne parliamo, i miei avvocati me lo vietano prima del processo). Ma c’è una cosa che su facebook e grazie a Marcolino nostro ha assunto una grande importanza: il compleanno. Quante relazioni salvate, quante scenate evitate, quanti setti nasali deviati, denti rotti, ematomi vistosi in tutto il corpo e lesioni al legamento crociato del ginocchio destro scansate dobbiamo alla funzione “compleanni” del diabolico social network?

Grazie Mark. Grazie di farci sentire apparentemente importanti quando compiamo gli anni, senza farci pensare a tutti quelli che hanno volutamente evitato di farci gli auguri. Grazie. Ma ci sono delle categorie, caro Mark, di persone che quando ci fanno gli auguri, ci fanno pensare una ed una sola parola: perché?

Ci sono gli auguri con l’eco: “AUGURIIIIIIIIIIIIiiiIIIIIIiiiiiiiiiIIIIIIIIIIII”

Ci sono gli auguri colmi d’amore: “<3 Auguri <3 “

Ci sono gli auguri leopardiani: “auguri “

Ci sono gli auguri dolci dolci, quelli con un video con un gattino che ti augura buon compleanno;

Ci sono gli auguri simpatici che ti fanno cadere le braccia e non le ritrovi più, del tipo:” Agrumi” – “salumi” – “IRUGUA”

Roba da torture egizie, da shopping il sabato pomeriggio con 5 donne proprio in quei giorni lì per tre giorni consecutivamente, roba da vedere “La corazzata Potëmkin” il sabato sera. In una parola, semplicemente terribili.

E quindi, vi starete chiedendo, Che cosa ci consigli per essere meno banali quando facciamo gli auguri su facebook?  Semplice, facile e anche molto molto ma davvero molto banale. Quando sapete che è il compleanno di un vostro caro amico/a, invece che scrivere qualcosa sulla sua bacheca facebook, aprite il menù del vostro smartphone, e cliccate sull’iconcina rubrica, e sul nome del festeggiato. Fategli una chiamata, un sms, un qualcosa di diverso, apprezzerà sicuramente, e non sarete così mescolati alla vile massa, così, per fare una cosa diversa e non sempre sul quel diabolico strumento con quell’iconcina blu ed una f su uno sfondo bianco in cui persone che sono a migliaia di km sanno cosa hai fatto ieri alle 17 e 50 senza che loro te l’abbiano chiesto, e che tu gliel’abbia direttamente voluto dire. Poi magari facciamo contente anche le mamme, e smentiamo la nomea di chi dice che siano tutte uguali. Sapete ogni tanto ci penso. Chissà se la mamma di Mark Zuckerberg, come la mia, dice sempre al figlio:” Spegni quel , sei lì dalla mattina alla sera!”. Ma questa, è un’altra storia.

#ColAdvisor vi dà appuntamento al prossimo consiglio! Good Luck.

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