mercoledì 20 Gennaio 2021 - 12:11

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The Cutting Edge – Bob Dylan – Recensione

bob dylan - the cutting edge

 

Bob Dylan, si sa, è una realtà che va oltre la musica. La “non voce” più famosa d’America ha attraversato più di cinquant’anni di storia del mondo raccontando i sogni, le storie e le disillusioni delle più varie generazioni.

Poeta, novellino o semplice cantastorie, il nostro ha sempre portato avanti la sua idea e le sue mille facce e contraddizioni con decisione è testardaggine, cadendo e rialzandosi ogni volta più forte (come testimoniano le sue ultime prove in studio).

A inizio anno il quasi nuovo “Shadows in the Night” (album di cover) aveva confermato lo stato di grazia del cantautore, ma non è di questa storia che vogliamo parlare oggi.

C’è infatti un altro viaggio in parallelo, in certi momenti anche più interessante, quello degli Official Bootlegs, uscite periodiche, assolutamente non cronologiche, nate col nobile intento di riscoprire le radici di brani immortali o semplicemente riportare alla luce quelli meno fortunati.

Dopo l’esaustivo e affascinante lavoro dedicato a “Basement Tapes” (guai a non aver comprato l’edizione integrale), ci troviamo di fronte allo storico periodo 1965-1966: Bob Dylan decide di inserire le chitarre elettriche e di spostare il proprio stile su binari più affini al rock.

I fan della prima ora non apprezzano, ma la storia gli darà ragione e porrà ai vertici della musica album quali “Bringin all Back Home”, “Highway 61 Revisited” e “Blonde on Blonde”.

Le suggestioni, i demo e i provini di questi lavori rivivono in questa retrospettiva, piuttosto povera di inediti (per la gran parte già editi in altre uscite) quanto ricca sul piano delle emozioni.

La maggior parte dei brani qui presenti sono patrimonio di ogni amante della buona musica, dalla lunga “Desolation Row” a “Subterrean Homesick Blues”, da “Just Like a Woman” a “Vision  of Johanna”.

Poi c’è lei, “Like a Rolling Stone”, per molti il più bel pezzo della storia della musica, per altri una gran bella canzone, per altri ancora il segno del tradimento del “profeta della massa”.

Come tutti gli official bootleg anche questo è indirizzato soprattutto ai fan più sfegatati, ma per completezza voglio dirvi che comunque avrete il beneficio della scelta; tale uscita infatti esiste in tre distinti formati.

Coloro che operano per la versione “best of” avranno a disposizione un’ampia ed esaustiva panoramica sugli episodi più felici di tale recupero; chi invece opterà per l’edizione estesa (6 cd)sitroverà per le mani un lavoro ben più complesso e articolato, con un intero disco dedicato ai provini di “Like a Rolling Stone” (inutile dire che qui è il cuore a parlare, visto il prezzo non proprio popolarissimo).

Segnalo infine l’edizione deluxe, in numero limitato e acquistabile solo sul sito ufficiale, in 18 cd, decisamente costosa ma assolutamente completa, comprendente una serie di tracce inedite tra cover e prime versioni esclusivamente reperibili in questo formato.

Ora che vi ho presentato le varie possibilità qualcuno di voi sarà ovviamente tentato di chiedermi un consiglio sulla scelta da adottare, e la verità è che non saprei proprio cosa dirvi: il fatto è che non  esiste un formato carente o peggiore: ogni edizione ha dalla sua pregi e difetti, e soltanto cuore e portafogli potranno indirizzarvi.

Una certezza però ve la posso dare: quando si ha a che fare con la storia non si sbaglia mai, perciò, qualunque formato voi deciderete di acquistare, sarà senz’altro quello giusto.

Enrico Spinelli

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