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Black Mirror: istruzioni per l'uso ⋆ Breakoff  

domenica 5 Dicembre 2021 - 00:56

Black Mirror: istruzioni per l’uso

NB: THIS IS NOT A SPOILER ZONE. Questo articolo è stato realizzato unicamente a scopo informativo. Quindi, se non hai mai visto Black Mirror e desideri avere un’idea di cosa sia esattamente, sei nel posto giusto.

Partiamo dal principio. Black Mirror è una serie inglese ideata e prodotta da Charlie Brooker, regista britannico. L’idea base della serie è principalmente quella di denunciare al mondo intero quelli che potranno essere, in un fantomatico futuro, gli effetti collaterali della eccessiva modernizzazione.

 

Un’altra peculiarità di Black Mirror, che la rende sicuramente una serie meno problematica da seguire dal punto di vista della distanza, è l’assenza di correlazione logica tra un episodio e l’altro. Ciascun episodio parla per sé e non tiene conto degli altri, quindi potresti tranquillamente vederne uno della 3 stagione e poi passare ad un altro della prima senza percepire alcun problema.

 

Infatti sappiamo tutti che, pur essendo un qualcosa di ormai irrinunciabile, la tecnologia ha i suoi contro come qualsiasi altra cosa. L’idea del regista quindi è proprio quella di creare nella nostra testa uno stato di allerta, quasi una repulsione, verso il mondo tecnologico. Ovviamente però tutto questo viene fatto con un certo stile, un crescendo di ansia e paranoia che rende ogni episodio unico, degno di essere anche rivisto.

 

 

“Ma cosa farà mai questo Brooker allora?” vi starete chiedendo. Adesso cerco di farvelo capire.

 

Immaginatevi, guardando Black Mirror, di entrare nella fase REM. Per chi non lo sapesse, è la fase del sonno profondo, quella in cui si sogna. Non sapete come e nemmeno perché, ma senza tanti preamboli vi immergete in un “qualcosa”, ancora da decifrare, a partire dal primo minuto della puntata. Il senso di alienazione domina incontrastato la prima parte di qualsiasi episodio.

 

Poi inizia la chiarezza: sei in un mondo parallelo.

Qualsiasi cosa è diversa, tieni il controllo della situazione ma inizi a presagire qualcosa di brutto. Questo mondo, qualunque esso sia, è pericoloso.

 

Poi arriva il finale. Quello che, se vogliamo continuare l’analogia con il sonno, è il momento prima del risveglio sudato tipico di un incubo: la tua realtà e irreversibilmente compromessa, danneggiata nel profondo. Non puoi più fare nulla perché ormai, quel mondo che inizialmente potevi controllare, ha preso il controllo della tua vita e decide per te. Cerchi invano di trovare una via di scampo, ma l’unica soluzione che vorresti è il non aver mai intrapreso quella strada, oppure svegliarti da quel sogno.

NB: In verità, se vogliamo essere onesti, in un episodio c’è un finale alternativo in cui speri di continuare quel sogno e il risveglio è solo una scocciatura, ma rappresenta per appunto l’eccezione alla regola.

Dunque per farla breve, Black Mirror è una lezione, uno schiaffo d’intelligenza dato da Brooker al nostro cervello assonnato, schiavo del mondo moderno e innovativo del ventunesimo secolo. La tecnologia migliora la nostra vita, ma può anche manipolarla, sta a noi decidere da quale parte stare.

 

Cristiano Marchetti

About The Author

Aspirante medico con una passione per le serie tv e le moto da enduro // Sogno un mondo in cui posso andare a letto senza mettere la sveglia e mangiare senza ingrassare // Fondamentalmente mi piacerebbe viaggiare e scoprire il mondo ma non ho i soldi neanche per l’abbonamento mensile di Spotify.

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