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The Incredible Adventures of Van Helsing - Recensione ⋆ Breakoff  

mercoledì 20 Ottobre 2021 - 09:16

The Incredible Adventures of Van Helsing – Recensione

THE DIABLO PATH

Approfittando delle incredibili (ed imprevedibili) offerte di Steam di un paio di settimane fa, ho deciso di investire l’esorbitante cifra di 6 euro scarsi in questo Van Helsing – The Final Cut, titolo di cui sinceramente non sapevo proprio nulla, ma che è riuscito in men che non si dica a farmi tornare indietro ai bei tempi di Diablo II.

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Aspettando fremente l’uscita di Gears of War 4 che finalmente riporterà Marcus Fenix sugli schermi pc dopo i millemila anni trascorsi dal rivoluzionario primo capitolo, posso tranquillamente consigliare questo hack’n’slash targato Neocore Games come un piacevole passatempo.

La versione acquistata è la cosiddetta Final Cut: una remaster dei tre capitoli precedenti che dal 2013 hanno raccolto schiere sempre più folte di appassionati, che già con Path of Exile e Torchlight 2, avevano nostalgia del due volte rosso-spietato-cornuto made in Blizzard.

La storia di Van Helsing narra le vicissitudini del giovane e coraggioso erede del ben più noto cacciatore di mostri, che si dovrà fare largo fra schiere infinite di nemici e creature di ogni sorta fra mappe vaste e particolareggiate, sempre accompagnato dalla fedele Katarina: uno spettro che ci potrà aiutare con attacchi dalla distanza, in mischia o proteggerci assumendo forma totalmente eterea.

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Come detto, il gioco ha un fortissimo, per non dire praticamente identico, richiamo a Diablo 2. La barra della vita, del mana, le pozioni e quintali di loot sono proprio la continuazione del capolavoro Blizzard.

La prima cosa da fare è scegliere la classe del nostro personaggio: si parte da stereotipi del genere come il guerriero spada-scudo o il mago elementalista, fino ad arrivare ad assassini, ingegneri o esseri semi meccanici dalla potenza di fuoco devastante.

In tutto ciò, sempre assistiti dalla fedele Katarina, inizieremo da subito a macinare esperienza utile per salire di livello e sbloccare i relativi talenti della classe scelta.

Anche la nostra compagna sarà personalizzabile sia dal punto di vista dell’equipaggiamento, che delle abilità ed in qualsiasi momento potremo dirle come affrontare i nemici in modo da fornirci il miglior supporto possibile.

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Stiamo parlando di hack’n’slash, quindi la varietà di gioco non è particolarmente elevata, ma gli scorci dark fantasy, l’isometria e le moltitudini di quest e personaggi secondari che si incontrano lungo il cammino hanno quel gusto retrò e quel feeling che mettono addosso la voglia di andare avanti.

Oltre a migliorie dal punto di vista estetico e di gameplay, questo remaster ha criptici cambiamenti nella storyline. Dovremo procedere nella lunga campagna principale per capire il perché lo spettro di una nobildonna ci aiuti, o per capire cosa si cela sotto la liberazione della città di Markova, sempre in cerca delle orme di nostro padre.

La presenza di più classi, con relative e particolari abilità ed oggetti unici, innalza gioco forza il grado di rigiocabilità e se non sarete sazi alla fine della lunga ed impegnativa campagna (che consiglio di giocare a livello massimo di difficoltà) potrete tranquillamente partire da capo con un nuovo personaggio.

Fortunatamente questo Van Helsing – The Final Cut arriva in versione digital delivery: non vorrei fargli fare la fine del cd di Diablo II che ho praticamente consumato a furia di utilizzarlo!

Denny Calamai

About The Author

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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2 Comments

  1. Dagma O'Neill

    Mi trovo d’accordo (specialmente sul tocco dark-fantasy che trovo adorabile), ad eccezione del punto sulla rigiocabilità. Io provai (divorai) il primo episodio standard edition e quando finalmente lo finii l’ultima cosa che volevo era “ricominciare da capo con un nuovo personaggio”. Dopo il boss finale io avrei goduto ancora volentieri degli scenari del gioco senza bisogno di tornare ad essere un pg nudo senza i faticosamente guadagnati talenti… invece era finito lì 🙁

  2. Denny Calamai

    Vero, ma per rigiocabilità intendo lo scegliere volutamente una nuova classe per puro gusto di novità anziché partire con un new game+ che sinceramente non ho mai troppo apprezzato. Considera che chi ti parla ha terminato Diablo 2 con tutte le classi solo per il gusto di capire le potenzialità di ognuna 🙂

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