venerdì 14 Agosto 2020 - 05:01

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A casa tutti bene – Recensione

Ah, quindi è uscito il nuovo di Muccino.. gente che urla ne abbiamo? Certo. Accorsi c’è? Ovvio. Donne che piangono col trucco sfatto? A bizzeffe. C’è anche dell’altro? Molto altro.

Gabriele Muccino firma il suo secondo film in patria dopo le avventure d’oltreoceano e lo fa tirando fuori tutti i suoi temi, tutti i suoi modi, tutto il suo cinema all’ennesima potenza.

Scritto a quattro mani con Paolo Costella, co-sceneggiatore di Perfetti sconosciuti, qualcosa di quel Genovesi in questo Muccino in effetti c’è in quanto a temi e situazioni.

 

La trama è molto semplice: una famiglia allargata tra figli, nipoti, cugini ed ex-mogli si riunisce sotto lo stesso tetto per le nozze d’oro di mamma e papà e dopo tanti abbracci, baci, e pacche sulle spalle succede il catafascio.

La regia mi è piaciuta tantissimo, Muccino muove la sua orchestra con mano esperta e sicura riuscendo a suonare ogni nota a tempo con lo sviluppo e la crescita dei suoi personaggi, al punto che le parole non servono più, al punto che basta un sorriso accennato per capirne i destini. Vorrei applaudire a scena aperta anche la steady (l’operatore di telecamera, n.d.r.) perché Muccino sceglie la coralità e sono quindi i piani sequenza nervosi ma eleganti a mettere in scena con grande maestria la visione del regista.

 

Applausi anche per il direttore della fotografia, che il regista recupera dai suoi viaggi a stelle e strisce. Coadiuvato da una location mozzafiato, lo sguardo di Shane Hurlbut è pulito, coerente, finalmente i colori tornano ad essere naturali, senza arancioni immotivati e senza quelle maledette ombre blu ormai onnipresenti nel cinema moderno. Menzione a parte merita la scena del salone vuoto con la finestra spalancata e la macchina da presa che ruota intorno quel meraviglioso pianoforte centro e perno della casa. Bellezza allo stato puro.

La coralità, dunque, con Accorsi, Favino, Ghini, Gerini, Tognazzi e tutti gli altri, tutti in scena, sempre in campo per un iperrealismo sincero e squisitamente italiano. Un cast nostro, un film visceralmente nostro che ri-aggiunge Muccino al parterre dei grandi contemporanei del nostro cinema tra Sorrentino, Garrone, Sollima e Virzì.

Come se non bastasse, Muccino riesce sempre ad avere quel quid in più per cui riesce a fare grande cinema e riempire le sale, quindi piacere trasversalmente a tutti. Sapere che un film come questo surclassa 50 sfumature di rosso, credetemi, è davvero tanta roba. Il montaggio di Claudio Di Mauro aiuta tantissimo, il film non annoia mai e nonostante il piatto messo in tavola possa sembrare in un primo momento scontato, lo spettatore è preso e attento a seguire il filo del discorso.

Le musiche di Piovani sono un paradiso, la location meravigliosa e anche i dialoghi tengono bene anche se, per quanto sono sicuro sia stata una scelta, attraverso i dialoghi nella parte centrale del film, alcuni personaggi diventano insopportabili. Mi riferisco soprattutto alle interpretazioni di Crescentini e Cucci davvero troppo sature, troppo intense, troppo tutto. Diciamo che questo è esattamente ciò che ancora non riesco a capire di Gabriele Muccino, questo bisogno spasmodico di saturare in maniera esagerata le performance delle sue donne. L’interpretazione della Cucci in barca con Accorsi è da acido nello stomaco, per intenderci.

In definitiva, A casa tutti bene è un film che ci voleva, che segna il ritorno di un grande regista, che piaccia o meno, e che racconta un tema come quello dell’amore ma anche della famiglia, della vecchiaia, della giovinezza, della solitudine e della malattia o come ha detto lo stesso Muccino: un film che racconta la vita. Che volete di più?

Il mio best moment: l’amore innocente che nasce in una notte in cui due giovani mani si cercano e l’amore maturo, che trova ogni giorno se stesso in un pranzo in veranda al dolce vento dell’isola di Ischia.

Un grande film, correte a vederlo.

 

Tony Ruggiero

 

About The Author

Tony Ruggiero

Sono un regista, vivo di cinema e guardo un botto di film // Faccio recensioni dal 2014 e penso sinceramente che il cinema sia il posto più bello del mondo // Scrivo di getto, senza fronzoli e in maniera del tutto indipendente.

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