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Il gioco del mondo - Recensione ⋆ Breakoff  

domenica 5 Dicembre 2021 - 01:18

Il gioco del mondo – Recensione

Rayuela
Il gioco del mondo

il gioco del mondo

Questo mese ho deciso di cimentarmi nella lettura di un classico, “Rayuela”, in italiano “Il gioco del mondo”, opera di uno dei più grandi autori argentini, Julio Cortázar. La lettura di questo romanzo, datato 1963, è piuttosto impegnativa: l’autore, infatti, ricorre a tecniche narrative che ricordano il flusso di coscienza di James Joyce nel suo “Ulysses”. Il gioco del mondo si compone di tre libri intitolati “Dall’altra parte”, “Da questa parte” e “Da altre parti”. Come dichiarato dallo stesso Cortázar, Rayuela può essere letto in tre modi differenti: partendo dalla prima pagina e interrompendo la lettura al cinquantaseiesimo capitolo; iniziando dal capitolo settantatré per seguire poi l’ordine dei capitoli prescelto dall’autore e riportato nella cosiddetta “tavola d’orientamento” o, infine, leggendo i capitoli in base alla volontà del lettore. Ciò evidenzia uno degli strumenti principali su cui Cortázar basa il proprio romanzo: la continua collaborazione tra autore e lettore. Protagonista dell’opera è l’argentino emigrato a Parigi Horacio Oliveira. Qui conduce una vita da bohémien e trascorre gran parte delle sue giornate attorno al circolo culturale chiamato Club de la Serpiente. Le sue peripezie sono molteplici e si intrecciano con quelle degli astrusi personaggi presenti nell’opera, in particolare intraprende una relazione con un donna uruguyana, emigrata insieme al figlio Rocamadour a Parigi e conosciuta da tutti con il soprannome La Maga. La loro storia d’amore degenera a causa dell’eccessiva gelosia di Oliveira e la sua insofferenza nei confronti del figlio della donna, che troverà la morte in seguito ad una malattia mai seriamente curata. Il peso del lutto subito è tale che La Maga decide di scomparire, Oliveira torna in Argentina con la buona volontà di riniziare una nuova vita ma il fantasma della donna amata lo perseguiterà fino alla fine del romanzo.
Sfortunatamente, la lettura in italiano non permette di apprezzare l’uso del gíglico, lingua ispanoamericana inventata da Cortázar, basata sui ritmi e i suoni che le sue parole evocano e caratterizzata da una forte matrice erotica. Romanzo innovatore da un punto di vista linguistico e narrativo, Rayuela racchiude varie tematiche: pazzia, amore, arte, cultura, ragione. Non a caso Cortázar sceglie questo titolo: la rayuela spagnola è il nostro gioco del mondo o campana, in cui ogni bambino salta da una casella all’altra. Che l’opera di Cortázar sia una sorta di rayuela in cui è possibile saltare da un capitolo all’altro pare evidente, del resto è proprio questa l’immagine che più volte appare al protagonista Horacio Oliveira nel corso del romanzo.

Rayuela, Julio Cortázar
Edizione Einaudi, Torino, 1969
Martina Antenore

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