giovedì 27 Giugno 2019 - 01:05

XCOM 2: War of the Chosen – Recensione

 

MENACE 1-5, STATO CONFERMATO

 

 

Pensavate di essere riusciti a sconfiggere l’invasione dei perfidi sectoidi?

 

Pensavate che gli anziani non avrebbero provato a mettere ancora i bastoni fra le ruote a voi e al vostro team XCOM?

 

Pensavate male.

 

War of the Chosen è il dlc che chi ancora non era sazio di XCOM 2 sperava di avere fra le mani.

Uscito ormai qualche settimana fa, il nuovo lavoro di Firaxis è in tutto e per tutto un nuovo capitolo della pluripremiata saga XCOM.

 

Dov’eravamo rimasti quindi?

 

Gli alieni ci avevano soggiogati, infiltrandosi nel tessuto cittadino, nelle nostre case e nella alte sfere. Di fatto, l’umanità tutta è sotto il giogo dei sectoidi che tramite propaganda mirata ed aiuti da loschi figuri umani, riescono tranquillamente a governare il pianeta terra mostrando una mera facciata di cooperazione ed armonia fra uomini ed alieni quando i veri scopi celati sono ben più sinistri.

 

Ma il team XCOM è ancora operativo e cerca nuove reclute e nuove occasioni per ostacolare in tutti i modi i sinistri piani nascosti degli alieni.

 

War of the Chosen è un XCOM 2 “vitaminizzato”.

 

Chi ha già familiarità con la saga si troverà subito a suo agio nel dlc. Dlc pensato anche a chi di XCOM non ha manco sentito parlare.

 

Il gioco riparte da dove si era fermato: le prime missioni che fungono un po’ da tutorial, un po’ da recap, sono un ottimo ponte per riprendere in mano le redini del gioco.

 

Le novità sono invero molto poche e sinceramente, meglio così.

 

 

Andare a toccare un impianto di gioco praticamente perfetto sarebbe stato un suicidio dichiarato, e Firaxis ha capito che poche aggiunte mirate sarebbero bastate per fare di nuovo centro.

 

Ritroviamo quindi la solita strategia a turni in mappe però ancora più grandi e interattive, con vecchi e nuovi nemici e un’ia che diventa ancora più cattiva.

Ci troveremo infatti a dover duellare oltre che con i classici team nemici, anche con tre campioni dei sectoidi che appariranno casualmente in determinate zone durante lo svolgimento delle missioni.

 

Ognuno dei tre super ha abilità particolari ed un gameplay unico che darà moltissimo filo da torcere anche ai giocatori più esperti.

Giocare a modalità normale rappresenta già un buon grado di sfida e quindi raccomando cautela ai novellini, pena la frustrazione dopo mezza missione.

 

Per combattere i suddetti cattivoni, potremo fare affidamento su tre fazioni alleate, tutte con peculiarità proprie e missioni dedicate, che ci forniranno un eroe ciascuna da schierare insieme al nostro team.

 

Oltre a queste innovazioni si registrano anche dei potenziamenti per i nostri soldati che potranno stringere legami di amicizia fra loro onde poter sfruttare bonus unici per sè stessi e la squadra. Ma ad ogni bonus c’è un malus: se nel precedente XCOM potevate schierare il vostro dream team, ora non lo potrete più fare: i soldati oltre a poter essere feriti, torneranno stanchi da ogni missione e necessiteranno di riposo prima di poter essere schierati nuovamente. Il tutto quindi per movimentare un po’ il gameplay che altrimenti rischiava di essere un mero clone di XCOM 2.

 

Quindi che dire? Questo War of the Chosen può essere etichettato come more of the same? Si e no. Diciamo più un corposo new game plus per chi ha giocato ad XCOM 2 ed un capitolo tutto da scoprire per tutti gli altri.

 

 

Denny Calamai

 

 

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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