lunedì 21 agosto 2017 - 21:28

William Shakespeare… secondo Giovanni

To be or not to be, dice Amleto, nella prima scena del terzo atto. La storia ci consegna questo periodo spezzato e lascia che il mondo vi ricami una tela, tutto intorno. Amleto, però, è molto altro. Tanto per cominciare è la tragedia più rappresentata di William Shakespeare, che la scrisse tra il 1600 e l’estate del 1602, probabilmente all’indomani della morte di suo padre. Sembrerebbe sufficiente questo elemento biografico – su cui tanto hanno scritto Jacques Lacan e Freud – a spiegare l’apparizione del fantasma del padre di Amleto, il re di Danimarca, che muove le acque torbide della vicenda. Proprio così, uno spettro fa la sua comparsa e parla al figlio, dopo essersi negato alle domande dei soldati danesi di guardia, e gli dice, proprio così, gli chiede:

“Ricordati di me”

Amleto ascolta. Ascolta con cura e terrore, come sempre di fronte a un padre. Il re di Danimarca, nella sua forma evanescente, gli confida di essere stato ucciso da suo fratello, Claudio, che gode ora delle grazie della vedova Gertrude, un tempo sua moglie. La missione del giovanotto – che così giovane, poi, non è – è soltanto una: mettere in atto la vendetta. Eppure, non tutto è così semplice.

Amleto fa i conti con la vita e la pazzia che lo attanagliano. Non riesce a muovere la spada contro Claudio, anzi, in un tragico errore finisce per uccidere Polonio. Illude Ofelia, la donna amata.

Amleto è figlio di un padre che, nella sua assenza eterna, è fin troppo presente, e sembra di vederlo, Amleto allo specchio, mentre cerca nei suoi occhi l’ombra paterna, nelle espressioni del viso, nelle linee delle mani.

Non sarebbe giusto affidare a queste pagine il racconto delle ultime pagine del capolavoro di Shakespeare, ma sarà interessante rimandare all’interpretazione che la psicanalisi novecentesca diede di queste pagine, sollevando il velo edipico dal corpo della storia e, insieme, mostrandone i tabù primordiali.

Un’opera che ha spezzato l’equilibrio, il modo migliore di iniziare un secolo: Amleto, di William Shakespeare.

 

Giovanni Luca Valea

About The Author

Giovanni Luca Valea

Autore della rubrica "Il vangelo secondo Giovanni" // Ha pubblicato "Canzoni di rabbia, poesie d'amore" con Carmignani Editrice // Lento di professione // Incompreso (per fortuna)

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