martedì 16 ottobre 2018 - 19:53

Vathek e il fisarmonicista

Preparate i festoni e i bocconcini di pollo, oggi si festeggia un compleanno. Come era stato per James M. Cain, anche questa volta l’articolo è commemorativo.
Questo primo ottobre avrebbe compiuto “solo” 258 anni niente meno che William Beckford. Anche se ormai è morto e sepolto, sono certo che lo farebbe volentieri un volo da ovunque-sia-adesso fino a qui per prendere un tè con noi e parlarci di Vathek; ma teniamo in conto che c’è una buona possibilità che ci dia buca per tornare nella sua collection artistique dove amava passare pomeriggi interi. Lui e i mobili in stile giapponese erano una sola cosa, come me e le torte cheesecake.

Vathek è un romanzo gotico che è difficile non apprezzare, e non solo perché piacque tremendamente a Byron. Parla di un Califfo di nome Vathek che ha un incontro tête-à-tête con satana o comunque con uno straniero che si avvicina molto al celeberrimo angelo della morte. Se comprate il romanzo non dite a vostra nonna di cosa parla, mi raccomando, sennò ve lo lancia in una catinella di acqua santa e chiama tutto il concistoro per farvi benedire la casa.
Come avviene l’incontro tra il califfo e il satanasso? Vathek ha un cuore d’oro, è pieno di soldi ma è anche generosissimo; ed è questa sua generosità a spingerlo, ad un certo momento, ad ospitare forestieri di passaggio a Samarah all’interno del suo palazzo megasupersfarzoso. Un palazzo che risplende letteralmente, e che non può far altro che spiccare nel deserto turbante ed incolore che fa da sfondo alla narrazione. Tra tutti questi fortunati visitatori capita un uomo brutto come un alce che mostrerà all’anfitrione una serie di oggetti che sorprenderanno quest’ultimo a tal punto da farlo pendere dalle labbra del forestiero bicornuto. Il Califfo è però cosciente della spietatezza del suo ospite e infatti lo soprannomina Giaour, ovvero “l’infedele”. Vathek è un grande appassionato delle scienze esoteriche e parlare con quel demone lo manda letteralmente in sollucchero. Giaour gli promette che gli avrebbe rivelato incredibili segreti se in cambio avesse fatto qualcosa per lui. Si deve sempre fare qualcosa in cambio, per ogni cosa si voglia ricevere, è la lex superior. Un po’ come quando tua madre ti diceva: “puoi vedere la TV solo dopo che hai finito di mettere in ordine la tua stanza”. Il Califfo non doveva ordinare la sua stanza ma sacrificare 50 bambini. Direi che fra le due cose ne corrono di chilometri. Il Califfo obbedirà, il suo desiderio di venire a conoscenza dei segreti promessi è troppo forte. Dopo l’infanticidio il nostro protagonista riceve la tanto attesa ricompensa: una pergamena con le varie istruzioni da seguire per giungere alla scoperta di una serie di questioni occulte. Mi metto nei panni del Califfo: avrà bestemmiato in finlandese. Sicuramente aveva pensato che sarebbe bastato levare di mezzo un po’ di marmocchi per ottenere ciò che voleva, eppure era punto e a capo: doveva fare le valigie e lasciare il palazzo se voleva conoscere questi incredibili segreti… tanto incredibili che più incredibili di questi non c’era nient’altro.


Questo romanzo fu dato alle stampe nel 1785 ma è arrivato in Italia solo due secoli dopo. Questo ci fa pensare che anche l’opera beckfordiana, come il suo protagonista, sia rimasta incastrata in qualche circuito periglioso prima di riuscire a sbarcare nel nostro paese.
Chiunque pensi che questo romanzo non abbia niente a che vedere con noi e la nostra vita di tutti i giorni, ha sbagliato rubrica. Vada a leggersi qualcos’altro. Notizia del giorno: tante persone conoscono satana. Ma non parlo di quello dell’iconografia cristiana, cioè quello con la faccia-di-capra con tanto di corna e lingua biforcuta; tanto meno di uno di quei diavoletti rappresentati da Andrea di Bonaiuto dentro Santa Maria Novella. Il lucifero di cui parlo io è chiunque o qualsiasi cosa venda illusioni a contrabbando. L’illusione, è stata l’illusione ad abbacinare il nostro amico Vathek. Questi misteri esoterici sarebbero anche potuti essere, che so, fettuccine al ragù o le cosce che recitano nel film L’homme qui aimait les femmes. Ma non temete, non andrete all’inferno se vi piacciono le fettuccine – io allora sarei già spacciato da un pezzo tra fettuccine e pezzi di cheesecake – nemmeno se avete fantasticato su Leslie Caron o magari su Nathalie Baye. Il problema si presenta solo quando l’illusione che la felicità sia un piatto di pasta o le gambe santificabili di Leslie diventa tanto credibile da farci pensare che sia davvero così.

Non è mia intenzione fare il moralista. Voglio solo dire che è inequivocabile, quando si corre dietro all’effimero (un mucchio di Benjamin Franklin compreso), finire per non riuscire più a cogliere il senso profondo delle cose. L’esempio del fisarmonicista. Sì, sto per farvi l’esempio del fisarmonicista. Mettiamo che qualcuno abbia detto al Califfo che alla Coin c’è -60% di sconto su tutti i capi d’abbigliamento. Cosa fa? Cancella tutti i suoi impegni per fiondarsi lì prima del resto del mondo. Doveva andare ad aiutare un suo amico a vendere magliette per sostenere la ricerca per la cura dell’ischemia, ma pensa ‘ma chi se ne infischia delle magliette per la cura dell’ischemia?’ Doveva anche andare in chiesa per mettere in salvo la sua anima impiastricciata di cose poco raccomandabili, ma si dice: ‘chi se ne infischia dell’anima impiastricciata di cose poco raccomandabili?’ Così non c’è davvero più nulla che lo possa fermare. Ma non è finito qui l’esempio del fisarmonicista, anche perché non è comparso nessun fisarmonicista nella mia storia. Succede che mentre fa la strada verso la Coin passa davanti ad un fisarmonicista che sta suonando Prokoviev. Ha però troppa fretta per fermarsi ad ascoltarlo. Arrivato alla Coin scopre che qualcuno ha avuto la soffiata prima di lui e si è accaparrato tutti i vestiti della sua taglia. Perciò hasta la vista nuovo guardaroba. Bene, di quella giornata non gli resterà un bel nulla. Poteva darsi che se si fosse fermato ad ascoltare il fisarmonicista squattrinato avrebbe guadagnato di più, e forse qualcosa in lui sarebbe anche cambiato. È provato che la musica classica faccia bene all’anima quanto una messa. A certi fa addirittura più bene di una messa. Fidatevi, la musica classica non è utile solo per far crescere più in fretta le piante di pomodoro ma funziona per tante altre cose, come sublimare un attimo e consegnarlo alla propria piccola eternità del cuore o creare un’endosimbiosi tra il proprio Io e il mondo esterno.
Esempio del fisarmonicista finito. Era giusto per dire che ciò che realmente ha valore e che ci arricchisce è ciò che ci tocca dentro. Il resto va considerato per ciò che è: un contorno, tipo le patate in un piatto di calamari alla griglia. Un contorno lo sono anche i misteri esoterici che ha deciso di rincorrere il Califfo del romanzo mandando all’aria tutto ciò che aveva di davvero importante. Anche le gambe di Leslie Caron sono un contorno, proprio così, e allo stesso modo anche tante altre cose. Io ci ho letto questo tra le righe di quest’opera dal sapore orientale, certamente sono molteplici i messaggi che sussurra e sarebbe quasi impossibile raccontarceli tutti. Per certo Beckford vuole dirci di non lasciarci distrarre da falsi valori e da illusioni, come rincorrere mete inconsistenti o fare una corsa matta verso il risparmio, non serve a nulla se non a perdere di vista ciò che davvero può farci diventare migliori. In conclusione non vi dirò di cambiare le vostre abitudini perché nessuno ci è ancora riuscito del tutto (neanche chi filosofa di averlo fatto), ma solo di buttare l’orecchio ad un fisarmonicista ogni tanto, talvolta può trasmettere di più di un paio di jeans all’incredibile saldo del -60%.

Antonello Mortato

About The Author

Antonello Mortato

Responsabile categoria READING per Breakoff.it // scrittore & poeta // ama viaggiare e scrivere e/o scrivere viaggiando // nel tempo libero legge, suona la chitarra e si dà alla vita mondana // obiettivo: navigare in sogni illusoriamente irrealizzabili e trasformarli in realtà.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close