venerdì 21 settembre 2018 - 14:49

Tonya – Recensione

Il portale theplaylist.net l’ha definito una “cannonata” e credo sia davvero l’espressione più giusta per questo nuovo lavoro di Craig Gillespie che ho già avuto modo di aggiungere alla mia selezionatissima galleria di capolavori cinematografici (per chi volesse fare un giro nella mia stanza del piacere: https://goo.gl/R2Ufqn).

Tonya è un film al fulmicotone che arriva e spacca tutto bruciando in un attimo come legna stagionata. La folle storia vera di Tonya Harding, ex pattinatrice artistica di livello internazionale che nel gennaio del 1994 fu coinvolta in quello che nel film viene chiamato “l’incidente” e che non ho nessuna intenzione di spoilerare (io non ne ero a conoscenza ed ho potuto godere al meglio della narrazione del film).

Craig Gillespie, al suo terzo biopic, ci racconta la storia di questa donna dalla vita incredibile. Dalla fintissima America del sogno americano è stata amata, poi odiata, ha raggiunto risultati sportivi formidabili per farsi accettare dall’establishment di uno sport per ricchi, dove bisogna avere lignaggio e conto in banca.

 

Lei, Tonya, è arrivata vestita di stracci, la sigaretta accesa e un carattere da scaricatore di porto e si è imposta facendo quello che nessun’altra poteva fare: è stata la prima donna in America ad effettuare un salto triplo Axel e la seconda nella storia del pattinaggio artistico. Una storia al limite, tragicomica, un’infanzia terribile con una madre bieca e inadatta, un matrimonio di violenza, una carriera impossibile con un finale totalmente borderline.

Dal punto di vista tecnico il film è pregevole. La regia di Gillespie è sontuosa e di piena e chiara ispirazione scorsesiana, dai dialoghi che sfociano in camera-look (gli attori che sfondano la “quarta parete” e si rivolgono direttamente agli spettatori), le interviste in 4/3, il voice-over, la musica rock e, soprattutto, l’ironia.

La vicenda che ha posto Tonya al centro del mondo è assurda forte, assurda sul serio per cui il taglio che Gillespie ha dato al film attraverso l’ironia è semplicemente perfetto! A scuola di regia insegnano che ci sono infiniti modi di raccontare la stessa storia e Gillespie, in questo caso, trova la via ideale per veicolare il personaggio Tonya e la sua incredibile vicenda direttamente nel cuore degli spettatori sancendo, di fatto, la nascita di una nuova icona pop. La personificazione della Barbie con il turpiloquio che in Margot Robbie trova un’interprete sensazionale.

La fotografia di Karakatsanis è spettacolare, le sequenze steady sul ghiaccio sono sublimi e tecnicamente incredibili. La camera è incollata a Tonya e grazie ad un montaggio sonoro da applausi percepiamo tutto: ogni singolo cambio di direzione, ogni respiro, siamo lì insieme a lei, sui pattini. Nonostante i quattro mesi intensivi di prove dell’attrice sulle lame, per realizzare le sequenze danzate così come le vediamo, non sono bastate neanche le controfigure (nessuna poteva replicare il triplo Axel) ma si è dovuto ricorrere agli effetti speciali. Vi linko questo video per farvi un’idea del lavoro svolto.


La recitazione è da brividi. Ho già parlato di Margot Robbie (divina, una sequenza su tutte: il trucco allo specchio prima dell’inizio della disfatta) per cui vorrei dare spazio a tutti gli altri attori. Sebastian Stan, inquietante, divertente, tragicomico più di tutti. Paul Hauser, completamente folle, assurdo e la monumentale Allison Janney che firma l’interpretazione premiata con l’Oscar 2018 alla miglior attrice non protagonista. Un mio vecchio professore mi diceva che un bravo regista sa far recitare bene anche una capra. Gli attori di Tonya sono fenomeni ma il lavoro fatto dal regista è stato enorme e guardando le interviste originali durante i titoli di coda si capisce quanta ricerca è stata fatta a partire dai casting, al trucco, ai costumi. Insomma, applausi.

Metteteci l’ironia, il rock, attori da paura, una trama pazzesca.. cosa manca? Un bel tocco di sano e folle pulp e allora a chi affidiamo il montaggio? A Tatiana S. Riegel, per intenderci, l’assistente editor di ben sette pellicole di Quentin Tarantino. Come fa a non essere un capolavoro questo film!?

In definitiva, fatevi un regalo e andata a vedere Tonya di corsa e, finchè siete in tempo, andate a vederlo, rigorosamente, al cinema!

 

Tony Ruggiero

About The Author

Tony Ruggiero

Sono un regista, vivo di cinema e guardo un botto di film // Faccio recensioni dal 2014 e penso sinceramente che il cinema sia il posto più bello del mondo // Scrivo di getto, senza fronzoli e in maniera del tutto indipendente.

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