mercoledì 17 Luglio 2019 - 19:50

The Surge – Anteprima

SOULS… IN SPACE

C’era una volta From Software, azienducola nipponica che decise di far divertire e bestemmiare allo stesso tempo, videogiocatori di tutto il mondo con un certo Demon’s Souls.

Tra porting, dlc e ben tre capitoli di quel Dark Souls che ancora oggi tira fuori il meglio dagli utenti (dove per “meglio” si intendono blasfemie in lingue morte pronunciate al contrario), From Software si gode il meritato riposo forte di aver creato un filone videoludico che viene comunemente definito souls-like.

Altre case hanno provato ad infilarsi nella scia degli studi di Tokyo con produzioni più o meno riuscite che hanno alimentato la fame degli utenti fra un Dark Souls ed un altro.

Dapprima ha cominciato Capcom con il suo Dragon’s Dogma: un Dark Souls in cooperativa molto più facile e divertente.

Quindi ci ha provato Deck 13 con un altalenante Lords of The Fallen, fotocopia venuta male di Dark Souls 2, infine Team Ninja con il recente Nioh ci mette nei panni di un signore feudale giapponese che se la deve vedere con uomini e mostri a furia di botte e schivate.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo a Deck 13.

Esaurite le atmosfere medievali, lo studio giapponese (sempre lì siamo) ha deciso di spostare l’ambientazione dai castelli e gli intricati labirinti, ad astronavi in rovina e paesaggi futuristici, sempre mantenendo lo spirito souls-like.

In due parole: The Surge.

Siamo su un pianeta terra ormai allo sbando e il nostro protagonista, di cui non potremo scegliere la classe, sarà avviluppato in un esoscheletro tecnologico in stile Edge of Tomorrow.

Importanza primaria anche qui alle schivate millimetriche e al punto preciso in cui colpire i nemici, pena incassare colpi che faranno molto male.

Niente classe dicevamo: lo stile di gioco sarà interamente definito dall’equipaggiamento che ci porteremo appresso. Una limitazione che fa storcere un po’ il naso considerando che seppure non sia un capolavoro di rpg, Dark Souls offre una distinzione netta fra le classi.

Di importanza cruciale sarà invece il crafting: nell’hub centrale in cui potremo gestire la crescita del personaggio, le missioni, l’equipaggiamento e compagnia cantante, potremo divertirci a fare gli allegri meccanici con i rottami che troviamo in giro e le parti dei nemici che duramente abbiamo sconfitto.

Colpire un avversario nel punto vulnerabile potrebbe infatti portare al distacco di una parte della sua armatura o del suo equipaggiamento e tutto fa brodo se ci si trova con un rottame in mano e circondati da robot svolazzanti.

Gli scontri sono quasi esclusivamente all’arma bianca, quindi essere dotati di una buona arma e ricoperti da una solida armatura anche se composta da pezzi di nemici, è fondamentale per l’esplorazione e la buona riuscita degli scontri.

Invero tutto, ma davvero tutto, sa di troppo già visto.

I combattimenti e il gameplay sono ovviamente ispirati ai Dark Souls, ma un conto è l’ispirazione un altro è farne la fotocopia.

In tutto ciò l’ambientazione fantascientifica, pur essendo una novità, fa storcere il naso in quanto modelli e personaggi sanno veramente molto di un certo Warhammer 40k: le armaturone, gli spadoni e i martelloni riportano subito agli Space Marine di Games Workshop.

Insomma, questo The Surge ha le carte in regola per essere un gioco divertente ed allo stesso tempo molto propenso a finire nel dimenticatoio.

Vediamo che succede il 16 maggio, il giorno della release…

 

Denny Calamai

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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