giovedì 15 novembre 2018 - 13:44

Stavolta parleremo dei postini

Immagine tratta dall’omonimo film di Rafelson (1981)

Non è per puro caso se pubblico proprio oggi di nuovo in questa rubrica che vi piace tanto. Avrei potuto pubblicare domenica scorsa volendo, ma l’idea di farlo oggi era fin troppo appetitosa da ignorarla. Perché? Perché oggi sarebbe stato il compleanno di  James M. Cain. Ha scritto dei gran bei romanzi questo James e i più famosi sono stati anche trasposti sul grande schermo. Vogliamo o non vogliamo farglieli gli auguri? Io per festeggiarlo ho deciso di parlarvi di lui quest’oggi, in particolare di un suo romanzo che, a dirla tutta, non ronfava neanche poi da così tanto nella libreria. L’ho letto solo l’anno scorso. Sto parlando di Il postino suona sempre due volte; è del 1934, di poco più vecchio di mio nonno, e sembra scritto giusto l’altro ieri. Direte, anche questo? Be’, certo, anche questo! Sennò che la scrivo a fare questa rubrica? Molti moltissimi romanzi hanno la dote della “ricontestualizzazione”, se non fosse così sarebbero o romanzi affetti da stipsi incurabile o libri della sorta dell’avvocato nel cassetto il quale, qualsiasi cosa accada, resta sempre lo stesso anzi incastrato sempre di più dentro a quel suo cassetto.

Cosa succede nel romanzo? Cosa non succede volevate dire. Frank perde la testa per Cora, Cora perde la testa per Frank. Frank è un girandolone, vero viaggiatore accanito. Cora moglie del proprietario di una Taverna dove il primo giunge fortuitamente. Cora è sensuale e tutti le sbavano dietro ma Frank sa quali tasti suonare per farle perdere la testa per lui.
Innanzitutto parliamo del viaggio. Questo è un tema perfetto e quotidiano; c’è da dire che il concetto di “viaggio” è piuttosto cambiato nel corso del tempo, alla fine del secolo scorso la mobilità era un fenomeno riconducibile all’inappagatezza o al commercio (anche umano) o all’indigenza di molti popoli del mondo. Certo, il viaggio era tante altre cose tra cui il “pleasure trip” come si dice, ma quest’ultima sfaccettatura era di gran lunga meno abituale; questo per una serie di inoppugnabili ragioni, come ad esempio la maggiore lunghezza e criticità dello spostamento. Tutto è cambiato con la modernizzazione dei sistemi di trasporto e più in generale con la globalizzazione. Frank è un viajero sin fronteras, per dirla alla spagnola, un giramondo senza giusto punto di attracco insomma. Ovunque va sa che sarà di passaggio. Oggi si viaggia molto più spesso per diletto, anche perché è facile mettere quattro slip nella valigia e prendere il primo volo. Se Frank fosse stato vivo in questo nostro Presente avrebbe sicuramente un profilo su Instagram da vero “travel influencer”. Ma aspettate, non so nemmeno se esistono i travel influencer. Diciamo semplicemente che sarebbe stato un traveller con giusto qualche migliaio di followers.
Ma andiamo avanti con la trama (chi ha il sonno faticoso può fermarsi anche qui).
Frank e Cora decidono di far fuori il marito di lei, un greco brutto come il veleno. Lei gli dà un colpo in testa ma niente, non tira le cuoia, così la faccenda va avanti ancora. Devo ammettere che non era tutto questo “o mio Dio non dormirò stanotte” ma in ogni modo sembrava un romanzo pittoresco da come ve lo avevo descritto all’inizio, non è così? L’amour l’amour l’amour. Ma poi starnazza anche un altro tema mastodontico, la mort. Tra l’altro due temi neanche troppo distanti, Freud indicava con questi rispettivamente le pulsioni alla vita e alla distruzione, considerandole vicine di casa.
Non vi svelerò nemmeno questa volta il finale, lo so che ancora ci sperate. Ma non succederà mai, soprattutto oggi che festeggio James; non farei proprio una buona pubblicità al suo romanzo forse più riuscito se ne spoilerassi giusto l’epilogo.

Va spesa invece qualche parolina sul titolo. Nell’articolo precedente ero stato piuttosto critico sulla “questione titolo” anche perché il traduttore era stato incautamente fantasioso; questa volta il titolo in italiano è perfettamente corrispondente a quello originale. Ma cosa significa “Il postino suona sempre due volte”? Innanzitutto significa quello che si legge, a livello letterale, cioè che il postino ci tiene a farti arrivare la posta al primo “viaggio” (tema importante di questo romanzo) in modo da non dover ritornare una seconda volta magari o semplicemente per portare a termine con successo la sua mansione giornaliera di buste pacchi e pacchetti da consegnare.
Ma non è finita qui. Metaforicamente parlando, quel postino può essere anche visto come la Morte in persona mandata da due mittenti d’eccezione: Frank e Cora. Questi dopo il primo tentativo di omicidio fallito ci riprovano una seconda volta, allora il postino vestito di nero e con la falce in mano suona ancora una volta e  stavolta il greco non ha chance di salvezza. Dunque il titolo può essere variamente interpretato a seconda della sensibilità del lettore. Ma poi diamine, anche il titolo è singolarmente vicino a noi se ci pensate, i postini ci sono sempre perché Amazon ancora non spedisce con i droni; e la morte, quella ahimè, non passa di moda. L’amore nemmeno, ma di certo non si deve uccidere per amore (sembro uno scolaretto che ha appena finito di vedere la Medea di Euripide per la prima volta), ma è così. E anche il romanzo lo dirà a modo suo: leggere per credere! Direte: la stessa solfa. E invece no. Alla fine se ci pensate, tutto è stato detto e tutto è stato scritto sul binomio amore-morte, ma ogni autore prova (o dovrebbe provare) a raccontarlo a modo suo. E così, ogni volta, viene fuori una storia nuova, una magia nuova (amabile o nociva che sia) che ci parla in modo un pizzico più nuovo del nostro today. Spero che questo romanzo non vi faccia sviluppare per colpa mia un’idiosincrasia verso i postini. Sono esseri buoni loro, eh. Non tutti ma la maggior parte.
Ora devo lasciarvi perché mi hanno suonato alla porta… Eh no, non è il postino, tranquilli, sarà il mio coinquilino che ha dimenticato di nuovo le chiavi.

Antonello Mortato

About The Author

Antonello Mortato

Responsabile categoria READING per Breakoff.it // scrittore & poeta // ama viaggiare e scrivere e/o scrivere viaggiando // nel tempo libero legge, suona la chitarra e si dà alla vita mondana // obiettivo: navigare in sogni illusoriamente irrealizzabili e trasformarli in realtà.

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