mercoledì 25 aprile 2018 - 03:47

Star Wars: Gli Ultimi Jedi – Recensione

L’uscita di ogni nuovo episodio di Star Wars è accompagnata da un’enorme attesa e da non poche discussioni. Gli Ultimi Jedi (The Last Jedi) porta avanti questa “tradizione” e potrebbe inoltre finire per dividere il pubblico come non mai prima d’ora.

La storia filmica della creatura che fu di Lucas è nota: la trilogia originale ha cementato il mito, la successiva trilogia prequel non ha saputo tenerlo vivo adeguatamente e questa nuova incarnazione marchiata Disney è iniziata con la missione di recupero di quelle classiche atmosfere, facendosi carico dell’arduo compito di riportare la saga sui binari della Forza (e di risvegliare il merchandise).

 

Il primo episodio della nuova generazione di Star Wars, Il Risveglio della Forza di J.J. Abrams (2015), ha avuto il merito di riuscire in questo intento. Alla sua uscita appagò il pubblico in sala ma non è poi invecchiato bene. Sulla distanza, la sua eccessiva emulazione dell’originale Guerre Stellari – Una Nuova Speranza (1977) e il suo far perno su un forte effetto nostalgia ne hanno evidenziato i limiti.

 

Dopo due anni di attesa, teorie e elucubrazioni mentali è finalmente arrivato Gli Ultimi Jedi. Chiariamo subito: il nuovo capitolo diretto da Rian Johnson non segue lo stile del suo predecessore, addentrandosi in sentieri del tutto inediti, rischiosi e quindi coraggiosi.

 

I detrattori che profetizzavano l’ennesima riproposizione degli schemi ormai consolidati sin dalla trilogia originale rimarranno a bocca asciutta, ma coloro cresciuti e affezionati a certi modi e riti troveranno pane amaro per i loro denti.

 

Se le prime visioni de Il Risveglio della Forza, e soprattutto dell’ottimo spin-off Rogue One, vi avevano fatto uscire dal cinema in preda al giubilo e con piena soddisfazione, è assai probabile che Gli Ultimi Jedi vi turberà. Superato il senso di smarrimento, potreste sentire il bisogno di rivederlo per godere appieno la sua spettacolarità. Per questo e per altri motivi, alla distanza è probabile che episodio VIII finirà per invecchiare meglio del suo predecessore.

Il film di Johnson ha la chiara intenzione di stravolgere le certezze e la sacralità che il film di Abrams aveva ricostruito ricalcando quanto già era stato esplorato. Lo si capisce sin dalla prima mezz’ora, assistendo a sviluppi e gesti efficacemente simbolici che liquidano i momenti solenni con i quali il precedente lungometraggio si concludeva, e dalla gestione di alcuni degli interrogativi che erano stati lasciati in sospeso.

 

Per quanto ciò possa sembrare dissacrante (i fan più integralisti stanno già schiumando dalla rabbia) il tutto è gestito con rispetto per la Saga, i suoi personaggi leggendari e l’intero immaginario. Gli Ultimi Jedi è Star Wars, porta avanti la sua essenza, addirittura la amplia, ma non come lo si sarebbe immaginato.

 

Johnson ci consegna il film più maturo della saga in quanto a tematiche. Questo aspetto a mio parere lo eleva al di sopra non solo del suo diretto predecessore, ma anche di alcuni prequel e, mi azzardo a dirlo anche se mi tremano i polsi, di uno degli episodi originali ritenuto intoccabile e “migliore a prescindere” a causa della patinatura d’oro conferitagli nel tempo dalle generazioni cresciute con i vecchi film. Immaginate voi quale.

 

Il tutto viene supportato da sequenze memorabili, da una grande cura per ambientazioni inedite, nuove affascinanti creature e da una profondità caratteriale dei protagonisti come mai si era vista.

 

Ritroviamo un Luke invecchiato in corpo e spirito, interpretato da un Mark Hamill al meglio delle sue doti attoriali, un bravissimo Adam Driver che porta avanti l’evoluzione del suo Kylo Ren (è lui il personaggio più interessante della nuova generazione) affiancato da una Daisy Ridley (Rey) sempre all’altezza.

 

 

Non tutto funziona però. A un’idea di film forte e identitaria si affianca un’esecuzione imperfetta. The Last Jedi è  infatti compromesso da scelte di sceneggiatura che interrompono il climax proprio quando questo dovrebbe cominciare a farsi più intenso.

 

L’uso della componente umoristica a più riprese finisce per essere inopportuna e poco indovinata per alcuni personaggi. Farà ridere di gusto la maggioranza del pubblico, ma per certi versi risulterà imbarazzante e non raffinata come in passato.

 

L’avanzare della pellicola è incostante con una prima parte sottotono, compensata da un secondo tempo esaltante quanto sconvolgente. Inoltre la storia, nel prendersi dei meritevoli rischi ed uscendo dal seminato, opta per alcuni stravolgimenti che vanno un po’ oltre, o che perlomeno non sono accompagnati da una solida scrittura. A tal proposito sarebbe bene che l’episodio conclusivo (uscirà nel 2019) torni a far luce su alcune questioni che non possono essere lasciate in sospeso.

The Last Jedi è lo Star Wars che sancisce un passaggio di testimone tra generazioni di spettatori come mai nessun altro episodio aveva osato. Questo viene reso esplicito soprattutto grazie ad alcuni riuscitissimi espedienti di metacinema dei quali si fanno carico alcuni vecchi interpreti delle vicende della Galassia lontana lontana.

 

In base a questa visione, gli “Ultimi Jedi” sembrano proprio essere i fan di vecchia data della saga (tra i quali figura anche il sottoscritto). Coloro che sono cresciuti con la mitologia starwarsiana e con il culto di qualcosa che va ben aldilà del lungometraggio fantascientifico di genere.

 

Adesso è Star Wars a cambiare, lo fa evolvendosi in modo sorprendente quando oramai sembrava destinato a rimanere ancorato al vecchio dogma, tant’é che per alcuni avrebbe potuto tranquillamente ripetersi come un rosario nella moltitudine di film che la Disney già ha pianificato.

 

Inaspettatamente nuove rotte stellari si prospettano per Star Wars, ma il suo pubblico è pronto per il salto nell’iperspazio?

 

Francesco Barducci

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Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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