mercoledì 20 febbraio 2019 - 10:33

Sesso, Droga, Pokémon

Prologo

Luglio 2016. Durante la pausa caffè di un’afosa mattinata lavorativa, un mio collega rompe il silenzio esclamando “oh! Domani esce Pokémon Go!”.

La mia mente, ancora mezza addormentata, elabora l’informazione ripescando dopo tanto tempo ricordi di piccoli pucciosi mostri colorati tutti da collezionare.

“oh si, i Pokémon..”

Dopo un’occhiata di biasimo al collega me ne torno a sorseggiare il mio macchiato pensando alla vastità del c*zz* che me ne frega.

Che ingenuità la mia. Non avevo ancora colto la portata di ciò che di lì a poco sarebbe accaduto nel mondo.

L’esclusivo video di Nerdology REPORTAGE vi porta alla scoperta dell’abuso da Pokémon.

Pigliamoli tutti.

Pokémon Go non necessita di presentazioni, ma se per caso chi sta leggendo fosse ignaro sappia che trattasi di un gioco per smartphone che consente, sfruttando la fotocamera del dispositivo, di immergersi in una realtà aumentata fatta di piccole creature saltellanti. In altre parole un simulatore di allucinazioni da funghetti.

Questi Pokémon sbucano dalle fottute pareti e non solo...
Questi Pokémon sbucano dalle fottute pareti e non solo…

Vi rimando all’articolo della rubrica #GodModeON per approfondimenti tecnici e alcune considerazioni.

Nel giro di pochissimi giorni l’app ha raggiunto una platea amplissima di giocatori e il mondo ha assistito a scene di euforia di massa e situazioni pazzesche al limite del grottesco.

C’è chi ha mollato il lavoro per dedicarsi full time alla nobile professione di allenatore di Pokémon, chi ha causato tamponamenti a catena perché troppo concentrato a catturare un Rattata in tangenziale, chi si è scannato per aggiudicarsi un Caterpie, chi invadendo la proprietà altrui per catturare un Bulbasaur è stato scambiato per un ladro ed è stato preso a rivolverate… ogni giorno se ne sente una nuova.

La stragrande maggioranza dei giovini tra i 20 e i 30 anni sono stati zombizzati da questa nuova mania. Le strade sono invase di allenatori col capo chino sul telefono e oramai nn è più sicuro neanche andare a spasso nel parco giochi di notte: il rischio di fare incontri spiacevoli è ora reale.

Allenatori di Pokémon setacciano il parco. Uno scenario che ricorda un po' The Walking Dead e un po' la battuta di caccia di Fantozzi.
Allenatori di Pokémon setacciano il parco. Una scena che ricorda un po’ The Walking Dead e un po’ la battuta di caccia di Fantozzi.

La cosa stupisce, ma al contempo non dovrebbe meravigliare: si tratta del risveglio del sopito Gene Pikachu, presente in chi negli anni 2000 era fanciullo, pre-adolescente o perlomeno nell’età mentale per vivere la prima storica ondata del fenomeno.

Io stesso ne ho chiaramente avvertiti i sintomi:

Giorno 1: ci si rende gradualmente conto che a distanza di più di 10 anni si ricordano quasi tutti i nomi dei Pokémon

Giorno 2: inconsciamente si comincia a canticchiare la sigla della serie animata andata in onda su Italia Uno nei primi anni 2000 (ed è sempre meglio che aver in testa quel tormentone estivo di Alvaro Soler).

Giorno 3: Si principia a chiamare gli animali come i Pokémon (i gatti Meowth, i piccioni Pidgey, gli Adinolfi Snorlax, i pipistrelli Zubat)

Giunti a questo punto, se già non lo si è fatto, si finisce per installare sul proprio smartphone l’app di Pokémon Go e si entra nella spirale di perdizione, come mostrato nel video reportage allegato a questo articolo.

A quanto pare giovani brillanti, fino all’altro ieri avviati verso una fulgida carriera o una felice relazione si son bruciati il futuro a causa di questa dipendenza.

Il mondo si è improvvisamente riempito di babbei? A detta di molti commentatori del webbe, opinionisti colti, leoni da tastiera e omini sentenziosi sembrerebbe di si.

L’app in questione è stata demonizzata, riportando in auge la vecchia tiritera dei videogiochi che corrompono le coscienze e portano degrado. Alcune associazioni e enti hanno addirittura richiesto di bandire l’app, evidentemente parlando senza cognizione di causa.

Quindi i Pokémon sono il male e se ci giochi sei un povero sfigato. O almeno così dicono quelli che sfoggiando superiorità morale se ne stanno a guardare Temptation Island su Canale 5.

A ben vedere Pokémon Go è una intuizione affascinante, una possibilità di businnes, di arricchimento culturale e, di fatto, un esperimento sociale dalle molte sfaccettature.

Questa app vi farà notare dettagli che erano impossibili da scoprire fino a che stavate ingobbiti a scriver su Whatsapp. Forse vi farete anche qualche domanda.
Questa app vi farà notare particolari che erano impossibili da scoprire fino a quando stavate ingobbiti a scriver su Whatsapp. Alcuni di questi vi potrebbero lasciare perplessi…

Prendete questo gioco come un’opportunità: sarà per voi un sano passatempo, una fonte di ispirazione o il modo per comprovare sulla vostra pellaccia le teorie di Darwin riguardo la selezione naturale?

I Pokémon si evolvono. E voi?

Francesco Barducci

PS: personalmente nn faccio né uso né abuso di Pokémon Go, ma ho già messo in conto che prima o poi mi ci infogno.

About The Author

Francesco Barducci

Responsabile categoria MEDIA e autore di Switch OFF per Breakoff.it // videomaker di Bischerate e speaker per Break the Radio // grafico senza pedigree // nel tempo libero bere, dormire, pedalare, ripetere.

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