giovedì 22 febbraio 2018 - 01:43

Railway Empire – Recensione

CIUF CIUF!

 

Finalmente. Finalmente abbiamo un nuovo gioco con i treni.

 

E qui non si parla di un Transport Fever qualunque o di un Train Simulator fatto con i piedi.

 

Ve lo ricordate Railroad Tycoon? Vi ricordate quanto era profondo e complesso?

Non si trattava solo di costruire linee ferroviarie e di agganciare vagoni alle locomotive, no. Railroad Tycoon era un gestionale estremamente ben fatto che richiedeva anche una buona dose di conoscenza manageriale e finanziaria.

 

Ecco, pensate quindi a Railroad Tycoon, approfonditelo, ingranditelo, perfezionatelo ed avrete Railway Empire.

 

Avevo avuto modo di provarne la beta alla Gamescom e già da quei pochi istanti avevo capito che sarebbe stato un gran bel gioco.

Bene subito essere chiari: non è un gioco adatto a tutti.

 

Non sono mai stato un gran fanatico di treni, ma dai tempi del suddetto Railroad Tycoon, il genere gestionale su rotaia mi aveva colpito.

Railway Empire è un gioco che richiede tempo, pazienza ed un pizzico di frustrazione.

 

Ci troviamo in America, nel 1800 circa. La prima locomotiva, importato dalla mamma Inghilterra, approda oltreoceano pronta a soddisfare le esigenze di uomini semplici ed industriali, grazie ad un collegamento ferroviario sempre più fitto.

La campagna e gli scenari sono tutti incentrati su questo periodo storico con tutte le innovazioni e le sfide che un territorio grande come l’America poteva offrire. Partiremo quindi alla conquista dell’ovest creando linee nelle grandi pianure, oppure potremo unire le floride città della East Coast comprando locomotive sempre più veloci per sfruttare la grande richiesta di trasporto merci, passeggeri e posta. Potremo anche prendere il controllo delle aziende cittadine o di piantagioni sparse sulla mappa: comprandole potremo espandere o migliorarle, il tutto per aumentare il nostro capitale societario.

 

Costruire linee ferroviarie, scambi e stazioni non è infatti sufficiente. Nel mondo dell’industria dell’800 bisogna anche capire bene tutte le trappole e le opportunità che il mondo finanziario può offrire.

 

 

Non siamo gli unici magnati che vogliono conquistare l’America a colpi di rotaie: i nostri concorrenti sono agguerriti e non esiteranno a metterci i bastoni fra le ruote costruendo una ferrovia accanto alla nostra fabbrica o sabotando la nostra locomotiva più veloce. Dovremo essere abili a giocare in borsa, ad emettere azioni ed obbligazioni passando per la compravendita di beni o immobili all’asta e ad un’eventuale fusione di compagnie.

 

Oltre a tutta questa roba, in Railway Empire è possibile gestire due alberi tecnologici. Ogni mese guadagneremo punti ricerca che potremo spendere per rendere più affidabile la nostra locamotiva, più redditizie le nostre aziende oppure potremo trovare degli escamotage per trattenere quanto più a lungo i passeggeri nelle nostre stazioni.

 

Insomma Railway Empire è un gioco bello ed estremamente complesso e sfaccettato.

 

È un gioco lento e ponderato dove ogni decisione necessita di un po’ di ragionamento prima di essere presa. Un gioco non per tutti quindi, ma per chi come il sottoscritto apprezza i manageriali, lo adorerà.

 

Denny Calamai

About The Author

Denny Calamai

Autore della rubrica God Mode On per Breakoff.it // studente di ingegneria e lavoratore // musicista e dj // gattofilo integralista // cuoco mancato // pro gamer

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