lunedì 21 agosto 2017 - 21:24

Placebo @ Firenze Rocks – Recensione

Caldo, euforia e corpi sudati. Non si tratta dell’inizio di un film porno, ma è questa l’introduzione più azzeccata per descrivere l’atmosfera della prima giornata del “Firenze Rocks”, che sul palco prevede la presenza di band mica da quattro spiccioli!

copyright by Francesco Prandoni e Elena Di Vincenzo

Presenti come ‘’gruppo spalla’’ degli headliner della serata, i Placebo non sono purtroppo riusciti ad entrare nei cuori di chi li conosceva poco, quasi deludendo le alte aspettative di chi invece li segue da tempo. Nonostante il pubblico li avesse acclamati a gran voce, anche essendo la maggior parte per gli Aerosmith, il gruppo non si è presentato molto bene. Come sempre il loro look è monotono ( in tutti in sensi ), completamente nero dalla testa ai piedi…forse volevano andare ad un funerale e sbadatamente hanno sbagliato strada, o probabilmente volevano solamente farsi una bella sauna sotto al sole cocente della Visarno Arena.

Il leader, Brian Molko, con i suoi immancabili occhialoni da moscondoro, il fidato chitarrista Stefan Osdal e Steve Forrest , batterista ormai da 9 anni (sarà un caso che anche il vecchio percussionista si chiamava Steve? Forse Adam Kadmon avrebbe le risposte) non perdono tempo dietro ai convenevoli ed aprono il loro live lanciando ‘’Pure Morning’’. Nel complesso il concerto procede tranquillamente, troppo  tranquillamente. Non ci sono sbalzi di energia o ballad strappalacrime, procede tutto in modo piatto. Anche una microfonata in testa avrebbe potuto fare la storia, o almeno scatenare una forte reazione nella folla, invece è stata la freddezza la costante dell’intero concerto, durato un’oretta circa. Un vero peccato, perché la scaletta, contenente praticamente tutti i singoli usciti in questi venti anni di carriera, non era per niente male, nonostante l’esclusione di tre evergreen (‘’Every You Every Me’’,  ‘’This Picture’’ e ‘’Meds’’ , probabilmente dimenticati nel backstage ), ma l’esecuzione è stata impeccabile da tutti i punti di vista, come ascoltare l’album da casa.  Alcuni  strumenti musicali sono poi stati sfruttati per mandare alcuni messaggi sociali, come nel caso di Osdal, che ha esibito, dietro la sua chitarra, la bandiera arcobaleno, noto simbolo del movimento di liberazione omosessuale. Nei giorni successivi del “Firenze Rocks”, anche Tom Morello ( Prophets Of Rage) ha voluto lanciare il suo messaggio.

Quindi no, questi ragazzacci non ci hanno molto convinto ed è un vero peccato, considerato il loro alto potenziale. Le canzoni dei Placebo, che nel mio caso mi hanno accompagnato fin dall’infanzia, non hanno mai perso un colpo negli anni, nonostante suoni e temi di ogni loro album sia stato in continuo cambiamento, ma sempre al passo con i tempi…tutto questo aumenta il rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato.  Ma lo sappiamo bene, alla fine dei conti è dall’intensità di un live che si capisce il reale valore di una band, valore che in questo caso c’è ma che ahimè è rimasto chiuso nel cassetto.

SETLIST:
Pure Morning
Loud Like Love
Jesus’ Sun
Soulmates Never Die
Special Needs
Too Many Friends
Twenty Years
For What It’s Worth
Slave To The Wage
Special K
Song To Say Goodbye
The Bitter End
Nancy Boy
Infra-Red
Runnin Up That Hill (Kate Bush cover)

Valentina Vallo 

 

 

 

About The Author

Valentina

Responsabile categoria EVENTS per Breakoff.it // amante della musica rock // viaggiatrice & cinefila // orgogliosa portatrice di capelli color rame che son come luce nel buio

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close