mercoledì 18 Settembre 2019 - 16:44

Mangia, prega…viaggia a “La Digue” !

EDEN CORNER:     La Digue, un tesoro tropicale nell’arcipelago delle Seychelles.

È facile pensare che la magia sia qualcosa che vive nei libri o nelle fiabe scritte per i bambini; qualcosa che noi adulti dovremmo sapere che non esiste. Eppure qualsiasi viaggiatore direbbe che questa è una bugia: la magia è invisibile agli occhi, nascosta in ogni angolo del nostro roteante pale blue dot, come l’astronomo Sagan soprannominò il nostro piccolo pianeta visto dalla superficie della Luna. Un piccolo punto blu pallido nell’enormità dell’Universo, eppure così colmo di meraviglie emozionanti.

Dalle profonde, dorate gole di pietra dei Canyon dell’Arizona ai templi nascosti nelle Marble Mountains in Vietnam, dai fiocchi di neve che cadono gentili su vulcani attivi come l’Etna alle acque cristalline dove gli elefanti nuotano beati in Thailandia… ovunque lo sguardo possa posarsi, non può ignorare che ogni singolo respiro della nostra Terra è saturo di magia.

Nella mia vita sono stata abbastanza fortunata da poter conoscere questa magia, visitando Paesi che sono capaci di lasciare il proprio odore sulla pelle e riempire l’anima con i loro colori.

Tra le sfumature che hanno lasciato il mio cuore ricolmo di emozioni, forse le più sublimi sono quelle che ho ammirato sull’isola di La Digue, nell’arcipelago granitico delle Seychelles. Terza per grandezza dopo l’isola principale, Mahe, e vicina alla sorella più grande Praslin, La Digue è un piccolo angolo di paradiso dove non ci sono macchine, né strade, ed esiste una singola piccolissima cittadella. Il resto dell’isola è un sinuoso amalgamarsi di resort immersi nella natura e piantagioni di vaniglia, che si trovano all’interno del parco nazionale che occupa gran parte del territorio. A la Digue la realtà sembra quasi una palette pantone di sfumature pastello che variano dal verde delle palme al blu del mare, dal grigio delle pietre al bianco ottico della sabbia. Ma partiamo dall’inizio.

Arrivare a La Digue è facile una volta atterrati nell’arcipelago delle Seychelles. Diversi traghetti partono giornalmente da Mahe e Praslin. Non appena giunti sul molo dell’isola, la sensazione è quella di trovarsi in uno scenario alienante: un lungo pontile conduce a un minuscolo centro urbano dove ci sono un ristorante italiano e un paio di take-away, affacciati a una piazza bruciata dal sole e dall’aria salmastra. A quel punto ci sono tre scelte: potete camminare, prendere una bicicletta o un tandem o farvi portare a giro da una carrozza trainata da buoi per visitare l’isola. Considerato che quasi ogni punto di interesse di La Digue si può raggiungere a piedi in meno di un’ora, godersi le meraviglie naturali con una sana camminata è spesso la scelta più popolare. La Digue è tutta splendida e merita qualche giorno di vacanza per essere apprezzata nella sua rilassante bellezza, ma se vi trovate lì per una toccata e fuga è difficile non consigliarvi di raggiungere prima possibile la costa di Anse Source d’Argent: sottilissima sabbia bianca trapuntata di conchiglie multicolori, alte rocce granitiche che si stagliano dal mare, lunghe palme da cocco, un mare più limpido di una piscina e ben più popolato di un qualsiasi acquario vi aspettano sotto un placido sole tropicale. Per arrivare alla spiaggia, dovete attraversare l’omonimo parco naturale, che richiede una piccolissima tassa d’ingresso. La vista è da togliere il fiato e la sensazione che si prova quando ci si guarda intorno è travolgente e sublime. Vi è mai capitato di provare quella sensazione di attonito e stupita meraviglia che gli inglesi definiscono “astonishment”? Questa è la sensazione che proverete davanti a quel panorama.

La spiaggia è lunga, e fermandosi all’inizio vi sembrerà di avere intorno molte persone (anche se a dire il vero se siete abituati alle affollate spiagge italiane o europee vi sentirete soli). Ma se dentro di voi c’è un viaggiatore e non un turista, allora potete camminare tra le palme fino a che non troverete un angolo tutto per voi. Magari una sottile striscia di sabbia accarezzata dal mare tiepido, nascosta dalle grandi rocce di granito scuro sotto le quali ripararsi dal sole cocente (e farvi tanti bei selfie). Una volta preso posto, fermatevi un attimo a guardare il mare: tiepido, trasparente, con un fondale sabbioso e brulicante di vita. Con indosso un buon paio di scarpette da scogli (ve le consiglio in tela e non in gomma), potete camminare senza problemi fino alla barriera corallina ed emozionarvi nel guardare le forti onde oceaniche scontrarsi contro di essa. Oltre quel possente muro di roccia e corallo, il mare sprofonda verso le profondità della terra, ma voi potete ammirarlo rimanendo in piedi sopra ad un coloratissimo mondo fatto di conchiglie, pesci pappagallo, grasse lumache di mare e piccoli pesciolini fluorescenti senza neanche bagnarvi oltre le ginocchia.

Se tutto questo è troppo estremo per i vostri gusti, non preoccupatevi: a riva le rocce creano delle vere e proprie piscine naturali in cui rimanere a mollo per ore senza rendersene conto. Per i meno avventurosi, gli appassionati di abbronzatura, i collezionisti di conchiglie e gli instagrammers la spiaggia di Anse Source d’Argent, così come ogni altra spiaggia di La Digue, è un dono del cielo.

Quando giunge la sera e con essa il momento di tornare a Mahe o Praslin, è impossibile non guardarsi indietro pensando a tutte le meraviglie nascoste di quel piccolo gioiello di sabbia e natura che si sta lasciando, insieme a tutte quelle spiagge che non c’è stata occasione di vedere. Per coloro che non devono prendere il traghetto del ritorno, ci sono tante altre chicche da scoprire: c’è Anse Cocos per esempio, un paradiso naturale praticamente deserto dove rimanere a mollo un giorno interno; Anse Marron dove una spessa barriera di granito crea una vera e propria piscina separata dal resto del mare; e infine Grand Anse dove poter fare scii d’acqua e godere di un panorama incontaminato e selvaggio.

Per farla breve, un viaggio a La Digue merita il tempo che serve per arrivarci, e la magia della sua spiaggia più famosa lascia ogni visitatore con una emozione dolceamara quando arriva il momento di andarsene. Ma in fin dei conti, c’è un intero pianeta di tesori nascosti che aspetta di essere esplorato e scoperto, e ogni volo di ritorno a casa è una promessa di un nuovo inizio, e un altro biglietto aereo da aggiungere alla propria collezione.

 

 

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About The Author

Greta Martini

G. B. Shaw disse che "la vita non è trovare sé stessi, la vita è creare sé stessi". Per questo nel mio percorso di creazione c'è un diploma di Liceo Classico, una laurea in letterature moderne comparate, un bagaglio pieno di biglietti aerei verso il mondo e tanta voglia di raccontare, raccontarvi e raccontarmi.

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