giovedì 22 Agosto 2019 - 10:06

Il linguaggio dei telefilm: il sequel

Proprio come ogni serie di successo che si rispetti, e visto che negli ultimi anni va tanto di moda, ho deciso di creare una seconda parte del “dizionario dei telefilm” che tanto aveva appassionato voi amatissimi lettori (e piano con ‘ste pernacchie!!) lo scorso anno.

 

Potete ri-leggere o recuperare la prima parte cliccando qui.

 

CSI-effect: più che un “termine telefilmico” è l’esempio perfetto per comprendere l’incredibile impatto della lunga serialità sull’opinione comune. In criminologia, infatti, questa locuzione viene utilizzata per riferirsi al modo in cui alcune serie televisive – come CSI: Scena del Crimine – hanno cambiato la percezione che la gente comune ha verso la medicina forense e le perizie scientifiche, alzando le aspettative e richiedendo la stessa qualità di risultati proposta in televisione.

Il termine è stato coniato da uno studio statistico dell’Università dell’Arizona che ha constatato come il pubblico sia diventato “più critico” nei confronti della scienza forense e come gli stessi giudici e giurati dei processi pubblici possano essere influenzati, rischiando di sopravvalutare l’apporto che gli scienziati possono introdurre in un processo. In poche parole è tutta colpa degli sceneggiatori e delle loro “licenze creative,” la realtà è ben diversa.

 

Cancellation: termine molto odiato sia dagli appassionati che dagli addetti ai lavori. Di solito la “cancellazione” arriva quando uno show raggiunge ratings (ascolti nella fascia principale 18-24) inferiori a 1 milione di spettatori.

 

Le tv generaliste americane non fanno sconti, sono moltissimi gli show che sono stati semplicemente cancellati senza alcuna conclusione, ma esistono numerose eccezioni. Quantico, ad esempio, riceve ratings molto bassi rispetto allo standard della rete, ma è vendutissimo all’estero e ottiene ottimi numeri con le registrazioni DVR (un dispositivo che permette di registrare lo show e riguardarlo con calma, da anni in vendita in America), per questo la ABC l’ha rinnovato per una terza stagione, seppur ridotta nel numero degli episodi. In altri casi, invece, si aspetta che una serie raggiunga il traguardo dei 100 episodi per mandarlo in Syndacation (leggi sotto). Il discorso è completamente diverso per la tv via cavo (HBO, FX ecc) che seguono delle politiche interne.

 

Guest Star/Special Guest/Extra SG: quando un personaggio noto partecipa a una serie, nei titoli di testa (e mai in quelli di coda) viene rinominato come Guest Star, mentre lo Special Guest viene utilizzato per un personaggio particolarmente noto, tipo Ed Sheeran in Game of Thrones. Quando invece a partecipare è una star di fama mondiale, allora si tratta di un Extra Special Guest (esempio tutte le grandi star che hanno partecipato a Will&Grace).

 

 

Pilot Season: la pilot season inizia durante l’estate, quando le reti generaliste americane – ABC, NBC, FOX, CBS e The CW – ricevono più o meno 500 proposte da sceneggiatori, scrittori e produttori.

 

Nel corso del primo processo di scrematura vengono selezionati all’incirca 70 copioni. Entro la fine dell’autunno vengono infine scelti i 20 pilot da produrre, mentre in primavera viene assemblato il cast e stabilito il piano di produzione. In tarda primavera la rete visiona i pilot (che non sono quasi mai quelli mandati in onda come primo episodio), organizza proiezioni con pubblico campione (che per contratto sono tenuti allo stretto riserbo) e dunque decide quali presentare agli upfronts. In caso ve lo steste chiedendo, avete capito bene: si lavora con un anno di anticipo.

 

Straight-to-series: sono quei prodotti che vengono direttamente ordinati come serie televisiva, senza tutta la trafila della pilot season, valutazione, screening campione ecc. ecc. Succede molto raramente ad Hollywood, soprattutto negli ultimi anni, ma esistono alcuni casi famosi, come Young Sheldon, spin-off di The Bing Bang Theory, che ha ottenuto un ordine di 22 episodi quando i casting per il protagonista principale erano appena cominciati.

 

 

Remake: Il remake è una nuova versione, un rifacimento di un vecchio telefilm. Molto spesso sono legati al prodotto precedente tramite la presenza di alcuni personaggi, gradi di parentela, o semplicemente la location. Per esempio Queer As Folk USA è un remake della versione inglese che in comune ha solamente la trama di base principale, mentre personaggi, location e sviluppo successivo sono del tutto indipendenti dall’originale.

 

Reboot: Discorso diverso per il reboot, che è invece una parziale (o totale) riscrittura degli eventi avvenuti nel telefilm originale.

 

Revival: È la moda del momento. Serie evento di vecchi show che riprendono la storia molti anni dopo il finale originale. Una Mamma per Amica, Will & Grace e Twin Peaks sono solo alcuni dei tantissimi revival usciti negli ultimi due anni.

 

 

Saturday Night Sloth: È peggio della cancellazione. Con questo termine si indica quella fascia oraria, sabato sera dalle 18 alle 23, in cui il pubblico privilegiato, quello dei giovani adulti 18-24, non guarda la tv. Per un telefilm finire in questa fascia equivale alla cancellazione certa, ma lenta e dolorosa. Esempio emblematico è la seconda stagione di Smash, in onda qualche anno fa sulla CBS, relegato alle nove di sabato sera dopo i fasti della prima stagione.

 

Syndacation: I telefilm, una volta raggiunto il traguardo dei 100 episodi, possono essere venduti alle reti locali per la trasmissione delle repliche. Molto spesso, quando una serie perde molto pubblico nel corso della quarta stagione, le reti decidono comunque di produrne una quinta in modo da poter vendere il prodotto e generare introiti, nonostante la perdita di successo. Capitalismo, baby.

 

Alla prossima!

 

Vincenzo D’Angelo

About The Author

Vincenzo D'Angelo

Autore della rubrica Telefilmaholic per Breakoff.it // Studente di comunicazione e impiegato nel marketing // fa il cretino sul suo blog aspirantebiondo.it // "salto sul divano" è il suo sport preferito

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