sabato 21 luglio 2018 - 08:20

L’Esperimento – Recensione

La sfida è audace: addentrarsi nel panorama di un techno-thriller ambientato nella sua totalità in America – tra il Connecticut e New York – senza cliché, digressioni o gigionamenti. Per uno scrittore italiano non è affatto semplice, anzi potrebbe risultare a tratti ostico e sconveniente. Daniele Torsello, classe ’73, con il suo libro d’esordio “L’esperimento” – pubblicato dalla casa editrice Watson – ci ha però dato prova di saper gestire la situazione e tenere alta, anche attraverso la sua scrittura, la tensione emotiva.
“L’Esperimento” è la narrazione lucida di un conflitto serrato tra etica e scienza, con alla base un’intuizione sorprendente dal vago sapore “crichtoniano”: una misteriosa agenzia di ricerca medica, l’ASCEPT, qualificata nello studio di patologie post-traumatiche e delle loro cure, mette in piedi un’articolata rete di ambiziosi professionisti con il compito di monitorare i progressi di terapie sperimentali ideate ad hoc e somministrate ad ignari pazienti.
Anni dopo – a causa di una falla in questo complesso e organizzato reticolato fatto di pedinamenti e indagini – alcuni dei collaboratori del “Progetto Miller” scopriranno a loro volta di essere anch’essi vittime del sistema.
Nel flusso degli eventi, inanellati con dovizia di particolari per mezzo anche di un ritmo serrato e incalzante, cambi di inquadrature e colpi di scena, tutto è in divenire, in continuo mutamento. La realtà, che si sviluppa in un duplice piano temporale, è come pasta espansa, senza misura, che assume la forma del contenitore che la contiene e crea così false identità.
Con un abile gioco di matrioske, in cui una piccola verità è inserita in una bugia più grande, l’autore ci pone davanti a un quesito etico-scientifico di grande portata: quali limiti siamo disposti a superare, quanto accanimento è consentito insomma, per garantire il benessere di alcuni individui? Torsello ci accompagna in un viaggio allucinante, per alcuni versi introspettivo per il tentativo fatto di interrogarsi sulla questione. Dinamica e fluente, la narrazione non stanca mai, non perde di efficacia e scorre piacevolmente. Perfino i dettagli più tecnici sono stati ben dosati, senza eccessi e pertanto credibilissimi. La lettura si consuma in poche sedute e apre le porte a considerazioni personali.
Il romanzo resta dunque un esordio convincente, alla portata di tutti, e lascia ben sperare in un seguito.

Luca Calò

About The Author

Luca Calò

Scrivo // Quando non scrivo, penso a cosa scrivere // Appassionato, sognatore e sperimentatore // Amo le short stories; non serve molto tempo per leggerle, giusto quello che si potrebbe utilizzare per portare fuori il cane o per cambiare colore ai capelli, eppure ti cambiano la vita.

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