venerdì 21 settembre 2018 - 20:34

Le serie più iconiche dei primi mesi del 2018

Nello scorso articolo abbiamo scoperto i nuovi show in partenza quest’estate, ma quella appena passata è stata una delle stagioni più iconiche della televisione americana. Trame innovative, show ambiziosi e qualche gradito ritorno per rimediare ai danni fatti nelle due stagioni precedenti. Ma scopriamo insieme quali sono, secondo me, gli show che nei primi mesi del 2018 hanno fatto la differenza.

Will & Grace

Sembrerà strano ma, ancora una volta, W&G ha confermato il suo ruolo attuale e innovativo. La nona stagione è stata caratterizzata da quindici episodi gioiello, che non hanno mai stancato e hanno sempre alzato l’asticella verso l’alto toccando il culmine con il divertentissimo season finale. Memorabile l’episodio commemorativo dell’adorata Rosario, dimenticabile ma necessario lo speciale di natale, probabilmente realizzato più per divertimento in quando completamente slegato dalla storyline principale.

La Casa di Carta

Un vero e proprio gioiellino. Una produzione europea che non ha assolutamente niente da invidiare alle grandi produzione hollywoodiane, con un’idea eccellente, una trama ben sviluppata e un cast che ha saputo fornire una prestazione eccezionale. Gli episodi sono un continuo susseguirsi di colpi di scena, cambi di registro e plot twist che tengono incollato lo spettatore al televisione e non stancano mai (hai capito, The Walking Dead?)

American Horror Story: Cult

È stata una delle stagione più criticate dal grande pubblico ma una qualità del genere non si vedeva dai tempi di Asylum. In un numero esiguo di episodi Ryan Murphy è riuscito a raccogliere tutto il dolore, l’angoscia e l’incubo a stella e strisce a seguito dell’elezione di Trump. Un presidente fittizio che serve per raccontare dinamiche vere, attuali, in una società in cui la diversità è vista come una minaccia e non come una virtù. Se non l’avete ancora vista, merita un binge watching immediato.

Mindhunter

Dodici episodi per raccontare la nascita del termine serial killer attraverso la storia personale di Holden Ford, magistralmente intepretato da Jonathan Groff, caratterizzata da tormenti, analisi e ossessioni quasi compulsive per lo studio di quelle menti deviate che per molto tempo tormentano la sua esistenza. Un cult per gli appassionati del genere.

E dopo le cose belle, il momento brutto brutto. Amici, questo è il mio ultimo post per Telefilmaholic. È stata una bellissima avventura durata due anni e mezzo, ma purtroppo anche le cose belle devono finire. Grazie a tutti i lettori che hanno letto i miei articoli, le mie opinioni e le mie continue celebrazioni a Meredith Grey.

 

Vincenzo D’Angelo

About The Author

Vincenzo D'Angelo

Autore della rubrica Telefilmaholic per Breakoff.it // Studente di comunicazione e impiegato nel marketing // fa il cretino sul suo blog aspirantebiondo.it // "salto sul divano" è il suo sport preferito

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